Misurare gli impatti per governare la rigenerazione urbana
Con il SUR Atlas del SUR Lab Bocconi l’Atlante delle buone pratiche nel mondo. Censiti 60 casi da 29 Paesi. Sette su dieci in aree dismesse
3' di lettura
I punti chiave
- • Nel 90% degli interventi prevalgono emergono benefici gli effetti ambientali, 86% effetti sociali, 83% economici
- • Manca una scala condivisa di misurazione a livello urbano
- • Il tool ESG Urban Track, sviluppato dal SUR Lab Bocconi per valutare l’allineamento dei progetti di rigenerazione urbana in chiave ESG, mira a colmare questo gap
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Si fa presto a dire ESG. Ma senza criteri di misurazione e valutazione un vero bilancio delle politiche ambientali e sociali diventa complesso. Ecco perché misurare è la vera sfida. Partendo da qui SUR Lab dell’Università Bocconi in collaborazione con UN-Habitat ha lanciato nel 2024 il Sustainable Urban Regeneration Atlas (SUR Atlas - https://suratlas.unibocconi.eu/), un archivio ad accesso aperto di progetti internazionali che mappa, classifica e documenta esperienze rilevanti di rigenerazione urbana in tutto il mondo attraverso un modello di progetto standardizzato che garantisce coerenza e comparabilità tra i casi.
L’Atlas contiene ad oggi più di 60 casi da 29 paesi, e consente l'esplorazione interattiva di progetti attraverso una mappa integrata e strumenti di filtraggio avanzati, supportando al contempo un'analisi strutturata di casi studio che esamina sistematicamente le modalità di governance, gli strumenti di finanziamento, l'impatto dei progetti e le soluzioni tecniche. Circa il 72% dei progetti riguarda la riqualificazione di aree dismesse o sottoutilizzate, il 61% integra soluzioni basate sulla natura e il 44% riporta il conseguimento di certificazioni ambientali come LEED o BREEAM. Infine, circa il 38% dei casi include strategie di progettazione a traffico limitato o senza auto.
Emerge così che “effetti ambientali positivi sono riscontrati in circa il 90% dei progetti, meno se pure con alte percentuali sono i benefici sociali (circa l'86%) ed economici circa (l'83%) – spiega Tania Molteni, ricercatrice SUR Lab -. Risultati più specifici relativi all'adattamento e alla resilienza climatica sono riportati in circa il 64% dei casi, mentre il miglioramento della biodiversità e i servizi ecosistemici sono presenti in circa il 58%”.
Il processo è complesso, perché la valutazione dei progetti di rigenerazione in chiave ESG richiede di tenere in considerazione molteplici elementi: la necessità di adottare una prospettiva integrata e di filiera; la rilevanza della pianificazione comunale nell'orientamento dei progetti di rigenerazione; la coerenza tra gli interventi (a livello micro, macro e urbano); la necessità di individuare nuovi modelli di collaborazione tra enti pubblici e privati e tra privati; il coordinamento tra le politiche a diversi livelli; la necessità di aggiornare le politiche e il quadro normativo in relazione agli obiettivi di sostenibilità. “Tutti questi elementi possono confluire nella valutazione per analizzare in modo esaustivo ed integrato le molteplici dimensioni di progetto”, dice la ricercatrice Bocconi.
D’altra parte, gli effetti cambiano prospettiva a seconda dei punti di vista. I diversi attori coinvolti nella filiera della rigenerazione urbana – sviluppatori, costruttori, istituzioni finanziarie, gestori, altri - percepiscono diverse tipologie di benefici e valori dai progetti. “Gli attori privati sono interessati a investimenti allineati ai criteri ESG per migliorare la propria reputazione, aumentare i profitti e allinearsi alla normativa. Un fine per il quale hanno bisogno di un approccio che consenta di valutare i progetti di rigenerazione urbana per dimostrare i relativi benefici sociali, al fine di interagire con i decisori politici e gli organi di regolamentazione – spiega Tania Molteni-. Gli enti pubblici, invece, sono interessati a progetti di rigenerazione urbana che rispondano ai criteri ESG e contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi pubblici. I decisori a livello comunale necessitano di strumenti per valutare l'interesse pubblico nei progetti di rigenerazione e per definire accordi e partnership con operatori privati”.


