La narrazione è incentrata sull’alternarsi di due storie: la prima è ambientata nel 2004 e ha per protagonista Elsa, una regista di spot pubblicitari che soffre di terribili emicranie; la seconda si svolge nel 2026 con protagonista Raúl, uno sceneggiatore e regista che sta scrivendo un copione che presto scopriremo essere propria la storia di Elsa, del suo compagno Bonifacio di altri personaggi che le gravitano attorno.
In una sorta di gioco di scatole cinesi, Elsa diventa in qualche modo l’alter ego di Raúl, a sua volta un palese alter ego dello stesso Pedro Almodóvar, che torna a quella “autofinzione” spesso già protagonista dei suoi lungometraggi precedenti.
Seppur sappia un pizzico di già visto e abbia un ritmo altalenante, “Amarga Navidad” riesce comunque a emozionare e far riflettere in maniera intelligente e piuttosto cupa sulla relazione tra realtà e finzione, verità e messinscena.
La conclusone non è del tutto all’altezza di diverse sequenze precedenti, ma la classe del regista spagnolo non è assolutamente in discussione.
Torneremo a parlarne presto: il film uscirà questo weekend anche nelle nostre sale.