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Miniere, i turisti tornano in galleria sui trenini della Valente

L’azienda è specializzata in mezzi su rotaia dal 1919. I suoi prodotti dalla Manica alla Tav alle cave in Sardegna

di Davide Madeddu

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Turisti e minerali. Si torna in miniera con i trenini costruiti in Italia e in grado di trasportare le materie prime estratte nelle gallerie e nei pozzi, e con i turisti che vogliono conoscere i “misteri” dei siti ormai in sonno. Tutti a bordo dei mezzi, motrici e vagoni, costruiti dall’italiana Valente, impresa fondata nel 1919 a Gallarate dall’imprenditore campano Vincenzo Valente, che trasformò la sua officina a in un’azienda strutturata per fornire rotaie.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’impresa, oggi con sede a Lainate, è amministrata dal ceo Alberto Menoncello che l’ha rilevata sul finire degli anni 80 disegnando un nuovo percorso: non più trasporto ferroviario ma altri impieghi possibili delle rotaie «seguendo la via dell’iperspecializzazione».

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Le rotaie, dalla Manica alla Tav

Non a caso le produzioni della Valente, a iniziare dalle rotaie, sono finite nel tunnel della Manica o nella Tav dove fanno avanzare le «talpe nelle gallerie», movimentando calcestruzzo, materiali e macchinari.

E poi ci le miniere: quelle in sonno, diventate meta di turisti e appassionati, e quelle che si apprestano a ripartire. Anche perché l’azienda «sin dalla sua fondazione ha sviluppato un know-how approfondito nel mining, dove progetta e realizza mezzi, sistemi e componenti destinati alle operazioni in sotterraneo, mantenendo elevati standard di sicurezza, robustezza e continuità operativa».

Vagoni e locomotori

Tra i mezzi costruiti ci sono i vagoni da smarino (trasporto materiale e in grado di scaricare su entrambe le parti), vagoni per il trasporto del personale, carrelli e mezzi speciali destinati alle attività in galleria e allo sfruttamento delle miniere, oltre a locomotori elettrici e diesel per operare in spazi ridotti e in condizioni ambientali complesse.

Il ceo: mezzi all’avanguardia

«Questi trenini sono mezzi sicuri e all’avanguardia, che permettono di valorizzare le miniere e il bagaglio culturale che ruota intorno a loro e farlo conoscere alle nuove generazioni – dice Alberto Menoncello, presidente e ceo -. Sono concepiti con grande attenzione ai dettagli, per offrire ai visitatori un’esperienza unica e far loro respirare il fascino delle ferrovie minerarie».

Da Silius alle Cave del Predil

Il panorama degli interventi spazia dalla miniera di Buggerru dove il trenino porta attraverso un percorso che attraversa la montagna e finisce in uno spiazzo a picco sul mare i turisti. Oppure a Silius, dove sarà riaperta una delle più grandi miniere di fluorite d’Europa. In questo caso compito dell’azienda, che ha ricevuto una commessa da 1,1 milioni di euro, sarà quello di fornire locomotori elettrici, locomotori per gli spostamenti degli operai, vagoni da smarino che si muovono su rotaia per trasportare i materiali di scavo, tutti macchinari e impianti per il revamping della miniera e propedeutici alla riapertura.

E poi ci sono gli altri siti, come le Cave del Predil, frazione di Tarvisio (Udine), dove a febbraio 2026 è stato inaugurato il nuovo trenino per le visite guidate nella miniera.

Turisti sui trenini in Val di Cornia

Senza dimenticare il trenino turistico su misura per la miniera Marzoli, nel Comune di Pezzaze (Brescia) inaugurato lo scorso aprile in grado di garantire « garantisce la possibilità di un viaggio per circa 1 chilometro, nel cuore nella montagna, all’interno delle gallerie della miniera, per scoprire la storia di un sito, chiuso nel 1972 e che, dal ’99, accoglie migliaia di visitatori».

Locomotori e vagoni trasporto visitatori anche per la galleria Lanzi-Temperino, «una delle principali attrazioni del Parco archeominerario di San Silvestro, in Val di Cornia (Livorno)» e interventi di restauro di treni minerari in Val Trompia. «È il nostro contributo alla difesa di un patrimonio da non disperdere - conclude il ceo -: la storia dell’Italia mineraria e di alcuni tra quelli che sono stati giacimenti importanti a livello nazionale ma anche europeo».

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