Milano: tram semivuoti, meno persone in strada ma più auto
La città non sembra più la stessa. Mezzi pubblici semivuoti, poca gente nei bar, un silenzio quasi surreale. La paura tra la gente e le corse ai supermercati
di Sara Monaci
4' di lettura
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MILANO - Il risveglio di Milano è quasi surreale intorno alle 7. Nel primo giorno dell'ordinanza per arginare il rischio coronavirus - e già da ieri sera, quando sono cominciate a circolare le notizie - la città non è più la stessa. Ovviamente con le scuole chiuse meno persone circolano e i mezzi pubblici sono più vuoti. Ma alcune linee solitamente molto affollate a tutte le ore hanno posti a sedere vuoti: come gli autobus 90 e 91, che girano intorno alla città e che intorno alle 8 avevano posti vuoti. La linea 1 della metro intorno alle 8 registrava scarso affollamento, con molti posti liberi.
Meno persone nelle strade. È però aumentato il traffico, più auto che si muovono verso il centro di Milano, con code nelle grandi strade. Il centro intorno a Cadorna o vicino a Palazzo Marino è rallentato, con meno persone ma più auto. Non un deserto tuttavia, intorno ai centri direzionali si continua a lavorare. A fare davvero la differenza è l'assenza di studenti, vicino alle grandi università. Vuota l'area della Statale, che di solito crea più traffico nella zona di Cadorna, stazione di smistamento delle linee metropolitane e delle ferrovie locali.
Meno affollati i bar, più silenzio. Non sembra lunedì mattina di una giornata produttiva. Le relazioni sociali sembrano rarefatte: lo si vede nei posti a sedere dei bar e nelle strade. Le persone continuano a consumare caffè e colazione ma senza sedersi, mangiano rapidamente. «Capiremo la giornata dopo le 9, al momento registriamo un trend di minore pubblico già da ieri», dice una barista di corso Sempione. Persone che arrivano dall'hinterland milanese, fuori comunque dalla zona rossa, commentano con ironia che «nemmeno ad agosto c'era questa pace».
Non si vedono tuttavia ancora le persone muoversi con la mascherina, a parte pochi casi. Solo negli autobus la tendenza a coprirsi bocca e naso con sciarpe e foulard (ma potrebbe essere a causa della stagione fredda).
La domenica di ieri, dopo la notizia di due morti nell'hinterland milanese relativa a due persone anziane e già malate, il panico collettivo si è diffuso molto più rapidamente del virus e ha spinto le persone a riversarsi nei supermercati. Per quanto irrazionale, visto che le misure restrittive parlano di evitare i centri di aggregazione, le persone hanno affollato i negozi di generi alimentari. Scaffali vuoti e riempiti dalle grandi catene due o tre volte al giorno. Nei centri commerciali era rimasta tuttavia, verso le 21, ancora frutta e verdura, perché le persone si sono riversate sullo scatolame, come appunto servissero scorte per rimanere blindati a casa.

