Innovazione

Milano riunisce ricerca, industria e istituzioni sulla sfida delle tecnologie strategiche

Il World Tech Conference 2026 riunirà ricerca, industria e politica attorno ai grandi dossier della trasformazione digitale: quantum computing, AI, cybersicurezza, infrastrutture critiche e supercalcolo

di Andrea Biondi

 (AdobeStock)

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Milano prova a occupare uno spazio preciso nella nuova mappa della competizione globale: quello delle tecnologie strategiche. Dal quantum computing all’intelligenza artificiale, passando per il supercalcolo e la cybersicurezza, il capoluogo lombardo punta a diventare un punto di incontro stabile tra ricerca scientifica, industria e istituzioni europee.

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È questa l’ambizione che accompagnerà il World Tech Conference 2026, in programma dal 24 al 27 giugno all’Allianz MiCo e promosso da Micromegas Comunicazione. Un appuntamento che, più che una conferenza tradizionale, si propone come una piattaforma di confronto su una domanda destinata a segnare il prossimo decennio: come può l’Europa mantenere un ruolo autonomo nella corsa globale alle tecnologie che determineranno la crescita economica, la produttività e perfino gli equilibri geopolitici?

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Sul tavolo finiranno i dossier che stanno ridisegnando il rapporto di forza fra le principali economie mondiali: quantum computing, High Performance Computing, intelligenza artificiale, cybersecurity, energia, blockchain, salute, finanza, pubblica amministrazione e sovranità tecnologica.

La giornata inaugurale del 24 giugno, significativamente intitolata “The World is Changing – Legitimacy, Vision, Paradigm Shift”, sarà dedicata alle nuove geografie del potere tecnologico e al rapporto, sempre più delicato, tra innovazione, regolazione e competitività. Fra i protagonisti figurano alcuni dei principali esponenti della comunità scientifica internazionale, a partire dai premi Nobel Giorgio Parisi e Alain Connes, insieme a Luciano Maiani, Thibault Damour, Michele Parrinello, Gian Francesco Giudice, Alan Baratz e Viatcheslav Mukhanov.

Ma la posta in gioco riguarda anche la capacità dell’Europa di costruire una propria infrastruttura tecnologica in un momento in cui la dipendenza da Stati Uniti e Cina rischia di diventare un fattore strutturale di debolezza.

Non a caso la giornata del 25 giugno metterà al centro proprio il rapporto tra politica industriale e innovazione tecnologica. È attesa la partecipazione di Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea con delega alla Sovranità tecnologica, Sicurezza e Democrazia, una delle figure chiave dell’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen. Con lei interverranno Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Pietro Labriola, presidente di Asstel, e Ylenja Lucaselli, componente della Commissione Bilancio della Camera.

Si discuterà del rapporto fra ricerca e industria, delle applicazioni di intelligenza artificiale, quantum e supercalcolo nei settori della salute e delle life sciences, ma anche delle implicazioni per la sicurezza nazionale e delle nuove sfide legate alla governance delle tecnologie emergenti. Tra gli altri relatori sono annunciati Enrico Giovannini, Joanna Drake, Alessandra Michelini, Massimiliano Dispenza, Sergio Strozzi, Jungsang Kim, Giuseppe Italiano e Marco Orlandi.

Il 26 giugno il focus si sposterà sulle condizioni necessarie per governare la transizione tecnologica: produttività, sicurezza delle infrastrutture, finanza dell’innovazione, regolazione e costruzione di un ecosistema europeo capace di competere su scala globale. La chiusura del 27 giugno sarà affidata alla Startup Pitch Arena, condotta dalla science communicator del Cern Paola Catapano.

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