Verso Expo 2025

Milano porta a Osaka il suo spirito industrioso con i disegni di Leonardo

di Stefano Salis

Codice Atlantico, il battiloro (De Agostini Picture Library)

5' di lettura

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Non esiste forse un legame più forte, istintivo e giustificato tra la parola «genio» e il nome Leonardo da Vinci. Orgoglio italiano, spirito universale, mente che sorpassa epoche e valica geografie: tutto questo è stato il pensatore e artista (1452-1519) che, con l’insieme della sua opera e alcuni capolavori immortali, ha testimoniato le possibilità intellettuali e artistiche dell’uomo, nella sua meravigliosa complessità, in una gara instancabile con lo studio e la comprensione della natura, dei suoi meccanismi, delle sue proprietà: un vertice della cultura mondiale. Ecco perché ogni volta che il nome di Leonardo ricorre bisogna, almeno, drizzare le antenne. E se a Leonardo aggiungiamo la città di Milano, non possiamo che convergere verso un punto decisivo: il Codice Atlantico.

«Leonardo ha vissuto a Milano per 19 anni, è una città che ha plasmato con i suoi interventi, con i suoi progetti, alcuni realizzati e altri no. Qui compie alcune opere più famose e qui è custodito il Codice Atlantico» esordisce Mons. Alberto Rocca, Direttore della Pinacoteca Ambrosiana, che, nella chiacchierata con Il Sole 24 Ore rivela, in anteprima esclusiva, la forza e le ragioni di un progetto che lega Milano, Leonardo e Osaka, Giappone, teatro del prossimo Expo internazionale, oramai alle porte.

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Codice Atlantico, studi di ombre composite (De Agostini Picture Library)

«Il Codice Atlantico è la più vasta raccolta al mondo di disegni e scritti autografi di Leonardo da Vinci ed è conservato sin dal 1637 presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano», spiega Rocca. Composto da 1119 fogli che abbracciano la vita intellettuale di Leonardo per un periodo di oltre quarant’anni – dal 1478 al 1519 – vi si spazia tra i temi più disparati: si va da schizzi e disegni preparatori per opere pittoriche a ricerche di matematica, a favole e ricette gastronomiche fino a curiosi e avveniristici progetti di marchingegni come pompe idrauliche, paracadute e macchine da guerra.

Ecco: per l’Expo 2025 Osaka accoglierà, presso il Padiglione Italia, quattro disegni del Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci, che saranno esposti, a rotazione, per tutta la durata della manifestazione. Un’ulteriore straordinaria opportunità per esportare nel mondo le meraviglie e il significato culturale di Leonardo e la sua innegabile italianità. L’esposizione delle preziose pagine del Codice Atlantico è resa possibile grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, che ha realizzato il progetto “Milano e Leonardo”. Sarà, e non cela un pizzico di legittimo orgoglio mons. Rocca, «come gettare un ponte concreto tra le culture», e lo può ben dire, visto che lui stesso è un profondo estimatore del Giappone e conosce bene, nei suoi anfratti, le peculiarità culturali del paese del Sol Levante dove ha trascorso lunghi periodi di studio. «I giapponesi accoglieranno con entusiasmo questi fogli» è certo Rocca: lui li accompagnerà personalmente e li “spiegherà” al pubblico dell’Expo con sicuramente una e, probabilmente, due sapienti conferenze. «È un pubblico sanamente curioso, con una grande attenzione alla cultura e molto interesse per l’Italia». La riprova, del resto, c’è già stata. Non è la prima volta che l’Ambrosiana ha fatto volare fino al Giappone i suoi tesori: le precedenti mostre (tra le quali primeggia una del 2013) fecero registrare centinaia di migliaia di visitatori in pochi mesi.

Del resto, ciò che a noi pare “comune” per i giapponesi rappresenta un “unicum” strepitoso.

Codice Atlantico, disegni architettonici (De Agostini Picture Library)

Se ai fogli del codice, poi, si aggiunge che arriverà in Giappone, grazie alla Fondazione Trivulzio, un quadro di Domenico Tintoretto, che ritrae Sukemasu Itô Mancio (1570-1612), uno dei quattro nobili giapponesi convertiti al cristianesimo che vennero inviati in Italia nel 1585 come ambasciatori presso la Sede Apostolica, si capisce perché la curiosità dei locali sarà al massimo.

L’obiettivo dei prestiti è quello di valorizzare Milano e l’eredità di Leonardo Da Vinci a livello internazionale promuovendo l’insieme dell’opera leonardesca milanese e favorendo la scoperta di un momento straordinario della storia della città, caratterizzato da una peculiare interpretazione del Rinascimento grazie alla presenza, a Milano, di personalità d’eccezione, come Leonardo e Bramante, volute da Ludovico il Moro.

E infatti monsignor Rocca si sofferma volentieri sulle peculiarità dei disegni scelti per andare in Giappone.

I quattro fogli selezionati dal Comune di Milano e dal Padiglione Italia sotto la guida e la supervisione della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, offriranno ai visitatori un’opportunità unica di esplorare l’ingegno del Maestro: c’è l’architettura, certo, ma soprattutto, nel poliedrico disegnare di Leonardo, ecco la Milano che produce, lavora, innova, allora come oggi. Una perfetta metafora del tempo.

I fogli possono essere esposti al massimo 90 giorni, dopo devono tornare “a riposare”. «Milano è stata una città promotrice di cultura e industria» spiega Rocca, «ed ecco allora la scelta di una grossa macchina per battiloro. Il metallo veniva fatto scorrere sull’incudine, mentre la mazza battente è collegata colla complessa incastellatura superiore dove agiscono molti congegni automatici» e, ancora, «quella del filatoio a manovella e molti suoi particolari». Si tratta, con tutta evidenza, di omaggi a quel “saper fare” e forse anche a un “made in Italy” ante litteram che ancora sono il segno più forte (e si spera di continuità) della nostra presenza nel mondo produttivo e non solo. Milano dopo tutto è la città del fashion, della moda, e quindi essere rappresentati a Osaka da uno strumento per la filatura dei tessuti assume un significato quasi di profezia.

Codice Atlantico, un Filatoio a manovella con molti suoi particolari (De Agostini Picture Library)

Iconici sono anche gli altri due fogli scelti per il viaggio nipponico. «Città e architetture, lo studio delle ombre composite», nelle quali Leonardo era maestro, e, nel quarto, «ecco gli studi architettonici per la basilica di San Lorenzo a Milano con un globo terrestre iscritto dentro un cerchio che indica la sfera dell’acqua e del fuoco e investito del soffio dei venti». Penna e inchiostro su carta, disegni di mirabolante precisione, la testimonianza di una “civiltà” del fare e dell’apertura all’arte che allora, come oggi, ha fatto di Milano un primato italiano.

Il Padiglione Italia di Expo Osaka è stato progettato dall’architetto Mario Cucinella ed è una rivisitazione in chiave moderna della città ideale del Rinascimento, con luoghi tipici dell’identità urbanistica del nostro Paese. Il tema del Padiglione è l’Arte rigenera la vita con “Arte” intesa in senso ampio: è sinonimo di bellezza, cultura, creatività. E in questo contesto si inseriscono perfettamente i disegni leonardeschi che segnano il punto di partenza di un pensiero e di un percorso espositivo che mette in relazione capolavori dell’arte antica e installazioni contemporanee tra arte e scienza.

«La scelta di portare a Expo 2025 Osaka alcuni fogli di Leonardo, simbolo senza tempo del genio italiano», dice l’ambasciatore Mario Vattani, commissario generale per l’Italia a Expo 2025 Osaka, «non va inteso come un omaggio al passato. Nel nostro impegno per raccontare un’Italia dinamica e proiettata nel mondo, il Codice Atlantico diventa testimonianza di una tensione costante verso l’armoniosa fusione tra arte, ingegneria e scienza che è alla base dell’identità italiana e della nostra capacità di innovare». Le pagine del Codice saranno visibili al pubblico a partire dal 13 aprile, quando il Padiglione Italia di Expo Osaka aprirà le sue porte. Al pubblico e al futuro.

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