L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
di Sara Monaci
4' di lettura
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Il piatto del Pnrr a Milano sarà un po’ più povero del previsto. Se dopo la pandemia si parlava addirittura di 3 miliardi, la scorsa primavera i vertici di Palazzo Marino speravano di arrivare almeno a 1,5-2 miliardi. Oggi invece un conteggio più realistico indica circa 900 milioni possibili, di cui al momento disponibili 767,8 milioni, per finanziare 23 progetti. Altri progetti candidati, per 23,65 milioni, sono in attesa di una valutazione, che dovrebbe arrivare entro fine anno.
La città inoltre beneficerà di altri 113 milioni che non sono assegnati direttamente al Comune ma che impatteranno comunque sulla città. Se vogliamo allargare lo sguardo alla città metropolitana, potremmo aggiungere altri 300-350 milioni circa.
Le aspettative iniziali sono dunque ben lontane dalla realtà. Questo è il motivo per cui il sindaco Giuseppe Sala, insieme ad altri sindaci, aveva scritto a inizio anno al premier uscente Mario Draghi sottolineando che il Piano penalizza i grandi comuni; e insieme al governatore lombardo Attilio Fontana aveva parlato del fatto che i finanziamenti sono sbilanciati a favore del Sud d’Italia.
A sostenere gli investimenti del Comune di Milano saranno anche altri tipi di fondi, che andranno a supportare i progetti del Pnrr. Ecco quali.
Dal React Eu arrivano 81,9 milioni per 17 progetti. Dal Fondo nazionale complementare 111,07 milioni per 2 progetti. Con il decreto Aiuti 129 milioni verranno sostenuti 10 progetti. Dal governo arriveranno infine 129 milioni, parte dei finanziamenti concessi alle grandi città proprio per completare le iniziative del Pnrr.