In controtendenza tra i capoluoghi c’è Genova: nei primi sei mesi di quest’anno le esportazioni della provincia sono aumentate dell’11,5% a 2,3 miliardi (pari all’1,2% dell’export italiano complessivo). E si mettono in luce anche Trieste (+3,9% a 1,6 miliardi (lo 0,8% del totale italiano), Arezzo +16,7 a 4,6 miliardi, Rovigo (+54,7% a 1,1 miliardi, lo 0,6% del totale), Campobasso ( +34,9% a 401 milioni, lo 0,2% del totale), Matera (+11,1%) e l’Aquila (+59,4 per cento a 485 milioni) e Crotone (18,3% a 11 milioni).
I dati regionali: crescita solo in Liguria e Molise
A livello regionale l’impatto è pesante in Basilicata (-36,8%), Sardegna (-35,3%) e Valle d’Aosta (-31%). La Lombardia nei primi sei mesi 2020 ha esportato 54 miliardi di euro (-15%) e vale oltre un quarto del totale italiano che è di 201 miliardi. Precede il Veneto, che ha segnato -14,6% a 27,4 miliardi e l'Emilia Romagna (28 miliardi). Hanno invece retto, registrando persino un’accelerazione, le esportazioni in Liguria (+3,7%, pari all’1,8% del totale) e in Molise (+30,2%).
L'export è guidato dal settore manifatturiero, soprattutto da macchinari (33 miliardi in Italia di cui dieci miliardi in Lombardia), moda (21 miliardi di cui oltre 5 miliardi in Lombardia), metalli (22 miliardi di cui 8 miliardi in Lombardia), alimentare (19 miliardi di cui 4 miliardi in Emilia Romagna e 3 miliardi in Lombardia e Piemonte), mezzi di trasporto (19 miliardi di cui 3 miliardi in Piemonte e 3 miliardi in Lombardia).
«I dati – spiega il Presidente di Promos Italia Giovanni Da Pozzo – evidenziano l'impatto che l'emergenza da Covid19 ha avuto sulle relazioni commerciali internazionali delle imprese italiane. Emerge infatti un forte rallentamento complessivo a livello nazionale, seppur con intensità diverse sul territorio. Era difficile immaginare un altro scenario ma l’auspicio è che la ripartenza, seppur lenta, a cui stiamo assistendo possa portare a un graduale ma importante miglioramento del trend già nel secondo semestre dell’anno».