Olimpiadi

Milano Cortina per ora senza sold out: ecco i dati della prevendita biglietti

Venduti 1,2 milioni di ticket, a fronte di un obiettivo di 1,5 milioni. Cerimonia d’apertura sopra i 50mila tagliandi: al via offerte speciali

di Francesco Prisco

Aggiornato il 6 febbraio 2026, ore 09:06

 La presidente del Cio Kirsty Coventry durante la prima conferenza stampa delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina

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Più che una discesa libera a 150 chilometri orari sembra una partita di curling, dove l’atleta lancia una «pietra» di 44 libbre verso un obiettivo e i suoi compagni lavorano il ghiaccio con le «scope» per influenzarne la traiettoria. Non esattamente una performance da velocisti, insomma. A una manciata di giorni dall’inizio, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina in programma dal 6 al 22 febbraio non hanno raggiunto il sold out: il dato complessivo della bigliettazione, che somma i ticket venduti in piattaforma a quelli ceduti agli sponsor negli accordi di partnership sia per Olimpiadi che per Paralimpiadi, ammonta a 1,2 milioni a fronte di un obiettivo annunciato da 1,5 milioni di biglietti.

Il dato arriva dalla Fondazione Milano Cortina che non è prodiga di numeri dettagliati mentre il Cio, impegnato nella prima conferenza stampa dei giochi, parla comunque di risultato «impressionante». A quanto risulta al Sole 24 Ore dopo una serie di verifiche effettuate con fonti informate, i biglietti acquistati da singoli utenti ammonterebbero a circa 900mila, mentre i rimanenti 300mila rientrerebbero nelle partnership di sponsorizzazione.

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La disciplina più acquistata è l’hockey su ghiaccio che si attesterebbe intorno ai 350mila tagliandi staccati. Seguono il Biathlon a quota 150mila e il pattinaggio su ghiaccio (intorno ai 70mila), mentre sci di fondo e curling avrebbero ciascuno superato quota 50mila e lo sci-alpinismo starebbe sotto gli 8mila.

Un discorso a parte merita la Cerimonia d’apertura diretta da Marco Balich in programma allo Stadio San Siro di Milano venerdì 6 febbraio: qui il venduto avrebbe superato i 50mila biglietti a fronte di una capacità da 75mila posti. Alla conferenza stampa con la presidente del Cio, la ex nuotatrice dello Zimbabwe Kristy Coventry, si è detto che la venue non è «sold out» ma «full house», espressione che si usa quando la sala è piena indipendentemente dal raggiungimento del tutto esaurito in bigliettazione.

Si possono leggere in questa direzione i ripetuti annunci di «biglietti ancora disponibili» ascoltati in diretta sull’emittente ufficiale Eurosport durante la partita degli Australian Open Sinner-Djokovic e ancora visibili sulla cartellonistica digitale in giro per Milano, ma anche offerte speciali come i due biglietti al prezzo di uno per gli under 26 e i biglietti del terzo anello scontati da 260 a 26 euro per i volontari dei Giochi. Che - dettaglio non di poco conto - avranno anche la possibilità di «cedere» il titolo d’ingresso. Una promozione che, nelle ultime ore a ridosso della manifestazione, è stata ampliata: inserendo un codice dedicato, arrivato a diversi utenti registrati alla piattaforma, è possibile acquistare un biglietto (con prezzi compresi tra 260 e 2.026 euro) ottenendo un secondo ticket in omaggio, fino a un massimo di dieci biglietti per acquirente.

Rispetto a quello che, fino a questo punto, sembra prefigurarsi come un mancato sold out, stanno in tutta probabilità incidendo politiche di prezzo non esattamente inclusive della manifestazione: per una gara di sci alpino allo Stelvio Ski Centre di Bormio si spende dai 110 ai 968 euro, per il pattinaggio di figura alla Milano Ice Skating Arena si spazia dai 485 ai 2.860 euro, mentre decisamente più popolare può essere l’hockey (per un preliminare si va dai 33 ai 440 euro) che non a caso è diventato il best seller. Insomma: la sensazione è che si sia puntato soprattutto ai big spender internazionali, massimizzando il richiamo delle Olimpiadi (solo il 29% dei biglietti è stato venduto in Italia, poi tra i mercati ci sono la Germiania con il 15% e gli Usa con il 12%, secondo Fondazione Milano Cortina). Un’operazione tutto sommato coerente con le politiche di prezzo più generali praticate in questi anni a Milano e Cortina.

Ma con gli 1,2 milioni di biglietti finora venduti, il bicchiere di Milano Cortina va considerato mezzo pieno o mezzo vuoto? Di sicuro la Fondazione, con l’obiettivo dichiarato di 1,5 milioni di spettatori e la cerimonia d’apertura organizzata nello stadio più capiente d’Italia, ha posto l’asticella parecchio in alto.

Nella storia recente, le Olimpiadi invernali andate meglio per spettatori paganti sono state Salt Lake City 2002 (1,5 milioni) e Vancouver 2010 (1,49 milioni), a Soči nel 2014 Putin portò 1,1 milioni di persone e l’edizione coreana Pyeongchang 2017 fece poco più di un milione di teste. A Torino 2006 si parlò di grande successo per 900mila spettatori di cui 35mila presenti alla cerimonia d’apertura allo Stadio Olimpico. I conti, come sempre, si faranno alla fine, quando sul piatto della bilancia si potranno mettere ricadute d’indotto sul territorio e benefici d’immagine legati alla manifestazione. E sull’altro piatto si dovranno mettere gli investimenti pubblici - preventivati e non - necessari all’organizzazione dei Giochi.

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