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Milano Cortina, Olimpiadi tra streaming, clip e pubblico «a intermittenza»

La Tv resta centrale, ma secondo una ricerca di The Trade Desk e Appinio, i Giochi saranno seguiti sempre più sul digitale

di Andrea Biondi

  EPA/ROBERT GHEMENT

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La televisione resta, ma perde il monopolio. E le Olimpiadi invernali che tornano in Italia dopo vent’anni - l’ultima volta era Torino 2006 - rischiano di diventare soprattutto questo: il primo grande evento sportivo nazionale vissuto come un mosaico, fatto di dirette, clip, highlight, notizie, commenti e recuperi in differita. Un’Olimpiade che scorre in streaming, rimbalza sulla Connected TV, si spezzetta e poi si ricompone nelle abitudini quotidiane.

A dirlo è una ricerca di The Trade Desk, adtech company, realizzata con Appinio: un termometro su sette mercati (Italia, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, Hong Kong e Corea del Sud) che dà indicazioni precise. Lo spettatore si sta spostando: meno “tv lineare”, più visione multipiattaforma. In Australia, quasi un intervistato su due (47%) dice che seguirà i Giochi in streaming; negli Stati Uniti è il 41%, in Canada il 34%. L’Italia, spesso dipinta come conservatrice davanti al televisore, non resta ferma: il 31% prevede di affidarsi a piattaforme digitali per seguire le competizioni.

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Certo, l’attesa è alta: il 73% degli italiani dichiara di voler seguire Milano Cortina 2026 e il 72% pensa di guardare le gare in diretta. La novità non è che la diretta muoia: è che non basta più. Perché l’esperienza olimpica, ormai, continua dopo il traguardo e spesso comincia prima del via, tra anteprime, racconti, riassunti, clip da trenta secondi che fanno da amo e da memoria. Secondo lo studio, il 49% degli italiani guarda highlight e clip, il 41% si aggiorna con le notizie sportive; poi arrivano forum e discussioni online (23%) e persino la differita (15%). È una fedeltà a puntate, una presenza a intermittenza che non riduce l’interesse: lo distribuisce.

C’è anche una componente “nazionale” in tutto questo. Il 70% degli italiani dice di essere più propenso a seguire i Giochi perché ospitati nel proprio Paese. E un 33% si spinge oltre lo schermo: è interessato ad assistere dal vivo alle competizioni.

Olimpiadi Invernali 2026

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Ma cosa si guarderà? Secondo i risultati del sondaggio lo sci alpino è lo sport più atteso dagli italiani (33%), seguito da sci di fondo (32%) e pattinaggio (30%). Le discipline del ghiaccio viaggiano appaiate, ciascuna al 30%. Poi c’è la coda lunga dei “quasi-nicchia” che diventano improvvisamente popolari perché l’Olimpiade funziona da gigantesco amplificatore: salto con gli sci (29%), bob e snowboard (25%), slittino (23%), freestyle (22%), hockey su ghiaccio (21%). La ricerca nota un dettaglio che spiega tutto: molti italiani non seguono regolarmente queste discipline fuori dagli anni olimpici. I Giochi sono, per loro, un’occasione concentrata e irripetibile.

Un festival quadriennale, insomma, in cui l’occasione diventa ghiotta anche sul versante pubblicitario. In Italia il 63% degli intervistati dice, infatti, di prestare maggiore attenzione ai marchi che sponsorizzano o pubblicizzano messaggi accanto ad atleti, squadre o competizioni preferite; il 57% li considera più credibili. E ancora: il 54% è più propenso a cercare informazioni su un prodotto pubblicizzato durante eventi sportivi, il 49% associa la pubblicità nello sport a un posizionamento più premium.

«In un ecosistema mediatico sempre più frammentato, le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 si configurano come uno dei pochi momenti capaci di unire ampia copertura, forte coinvolgimento emotivo e ambienti digitali di qualità», ha commentato Angela Bersini, general manager di The Trade Desk in Italia.

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