Il Graffio del lunedì

Milan-Juve 0-0, un brutto pareggio nel giorno nero del calcio italiano

Già esclusi dai Mondiali, con una Federcalcio senza presidente e una panchina senza ct, adesso è saltato anche il designatore degli arbitri Rocchi

di Dario Ceccarelli

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Come andrà a finire questo nuovo pasticcio del calcio italiano non lo sa nessuno. E probabilmente, visto che ci sono ancora tanti punti da chiarire, non lo sanno neppure i protagonisti.

Una cosa però si può dire con certezza, sia che finisca in burletta sia che s’ingigantisca come nel 2006: che questo pasticcio, con i soliti chiaroscuri da commedia all’italiana, arriva nel momento più buio del nostro calcio. Mai sceso così in basso in credibilità e prestigio. Già escluso dai Mondiali, con una Federcalcio senza presidente e una panchina senza cittì, per non farci mancare niente, adesso è saltato anche il designatore degli arbitri, Gianluca Rocchi, accusato con il concorso di più persone di frode sportiva («Sceglieva arbitri graditi all’’Inter») dalla Procura di Milano.

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Non solo: sempre secondo i pm, il capo dei fischietti avrebbe anche fatto pressioni nella sala monitor del Var per suggerire al video-arbitro di assegnare un calcio di rigore In Udinese-Parma (marzo 2025) sfuggito a chi avrebbe dovuto segnalarlo. Cosa vietata anche al designatore, anche se fatta per evitare l’ennesimo sfondone del Var.

Naturalmente è tutto al condizionale. Giovedì prossimo Rocchi, con il suo vice Andrea Gervasoni, verrà sentito in Procura. E se si presenterà, forse qualcosa in più si capirà. Ma anche se Rocchi si è subito autosospeso, e la denuncia è partita da un ex guardalinee, cacciato guarda caso proprio dal designatore, questo nuovo terremoto (che potrebbe anche preludere a un commissariamento della Federazione) fa subito venir voglia, a chi ancora piace questo sport, di chiudere la porta e buttar via la chiave. Il troppo storpia.

La domanda sullo sfondo è sempre la stessa: ma perché il calcio italiano, a 20 anni da Calciopoli, è sempre nella bufera? E in mezzo a squallide vicende che continuano a riprodursi come erba infestante? Ci facciamo eliminare dalla Bosnia, e viene fuori l’assurda idea del ripescaggio. Gravina si dimette dopo un lungo regno che neanche il Re Sole, e subito lancia accuse chiunque passi a tiro: allenatori, presidenti governo, Parlamento, poteri forti e poteri deboli. Nessuno si salva, forse i magazzinieri e gli autisti.

Una brutta storia, quest’ultima degli arbitri, che si intreccia a tutte le altre che il nostro calcio da tempo si porta dietro. Per esempio: dove buttiamo i soldi visto che siamo pieni di debiti e il nostro campionato è diventato uno dei più scarsi d’Europa? E gli ultrà, che fanno quello che vogliono? E costringono lo Stato, settimana dopo settimana, a mobilitare migliaia di agenti per evitare il peggio? Chi paga? Certo non Rocchi, certo non Gravina, certo non i presidenti o i calciatori che, per loro, decide tutto il mister… No, ci pensiamo noi, i soliti noti, che pagando già le tasse non possiamo esimerci da questo ennesimo balzello. Senza contare le violenze e i soprusi che dobbiamo subire quando incontriamo questi forsennati nei treni e negli autogrill dove urlano e spaccano tutto.

Vogliamo anche aggiungere la tristissima storia dei calciatori, più o meno vip, che si bevono migliaia di euro nei locali di tendenza con le escort, chiamate ipocritamente così, altrimenti non è smart e suona male?

Qualcuno dice che sono fatti loro, che non commettono alcun reato. Certo che no, ma non è indecoroso che giovani milionari, con tutti i semafori verdi della vita, buttino così al vento soldi e dignità? Sono questi i modelli dei nostri ragazzi? Poi ci stupiamo per come è finita in Bosnia. Ma in queste sfide ci vuole anche cuore, coraggio, volontà. Qualità morali che hanno dimostrato di possedere i bosniaci, non noi, in ritirata come soldatini allo sbando

E Rocchi? Ne bruciamo un altro per non cambiare niente o anche lui ha i suoi scheletri nell’armadio? Viene in mente Allegri, alla fine di Juve-Atalanta di Coppa Italia (2024) che grida come un indemoniato: «Dov’è Rocchi? Dov’è Rocchi?» Eccolo qua Rocchi, ora simbolo di un calcio, e di un mondo arbitrale, arrogante e pasticcione. Sono già passati 20 anni e sembra che non sia cambiato niente. Magari Rocchi, 263 partite da arbitro in serie A, è meglio di tanti altri, ma anche questa non sarebbe una bella notizia.

Milan-Juventus 0-0

Che il calcio italiano non stia molto bene, scandali e veleni a parte, lo si vede questo sbiadito pareggio di due big che, per quieto vivere e non farsi male, preferiscono chiudere la domenica con un punto a testa che non modifica la classifica ma evita guai peggiori.

Un festival della noia scosso ogni tanto dai guizzi di Conceicao che punge senza però arrivare all’affondo decisivo. Un copione già scritto, per ridurre al minimo i rischi senza alzare l’asticella dello spettacolo. La Juve, soprattutto nel finale, ci prova di più senza mai veramente impensierire Maignan. Quasi mai pervenuto invece il Milan, il cui unico merito è quello d’aver colpito, a conclusione di una bella azione, una traversa con il belga Saelemakers. Per il resto, poco o nulla. Il pareggio fa più comodo ai rossoneri che restano terzi (67), con tre punti in più de bianconeri fermi al quarto posto (64). A quattro giornate dalla fine, i giochi per la Champions non sono ancora tutti fatti. Napoli e Milan, in seconda e terza posizione, quasi la vedono. La Juventus, inseguita tre punti sotto da Roma e Como (61), per centrarla dovrà ancora sudare.

Torino-Inter 2-2

Se non fosse per le notizie non proprio rassicuranti che arrivano dall’indagine sugli arbitri cui Marotta risponde senza scomporsi («Abbiamo sempre agito con correttezza, subendo anche decisioni a noi sfavorevoli»), questo 2-2 raggiunto dal Torino in rimonta, non aggiunge granché all’Inter che potrà comunque festeggiare lo scudetto domenica prossima a San Siro, se vince contro il Parma. Andata in vantaggio con Thuram e Bisseck, imbeccati dai soliti assist di Dimarco (quest’anno 17, un record). la squadra di Chivu si è un po’ distratta nella ripresa subendo due gol in nove minuti (Simeone e rigore di Vlasic). Bravi i granata a crederci fino in fondo. Il lavoro di D’Aversa, subentrato a Baroni a fine febbraio, ha dato i suoi frutti: 14 punti in 8 partite.

Napoli-Cremonese 4-0

Che dire? Il Napoli è di nuovo risorto. Dopo la sbandata con la Lazio, con la squadra di Giampaolo è invece tornato allegro e spumeggiante. Evidentemente Antonio Conte ha saputo trovare le parole giuste per rilanciare la truppa, in particolare lo scozzese McTominay, vero trascinatore con Alisson e Gutierrez dei partenopei. Con McTominay nel ruolo di Anguissa, De Bruyne ha potuto spaziare realizzando anche un gol. Conte, passata l’euforia per la Nazionale, ora dice che è a disposizione, e che prima di ogni decisione sentirà la società. Con la Champions sempre più vicina, Conte avrà pensato che questo Napoli che non è poi così da buttar via.

Bologna-Roma 0-2

Con l’addio di Ranieri, che certifica la fiducia della società verso Gasperini, la Roma esce dall’impasse spazzando via un Bologna fischiato anche dal suo pubblico, mai in partita, e alla sua terza sconfitta di fila. La Roma invece ha dato l’impressione di aver chiuso col passato e di guardare soprattutto all’Europa. Comunque, oltre al fatto che la società ha fatto chiarezza, a dare le ali ai giallorossi sono stati alcuni dei suoi giocatori più importanti, a partire dal recuperato El Aynaoul, formidabile a centrocampo, e di Malen, davvero incontenibile con un gol e un assist. L’olandese, con 11 gol in 14 partite, in questi mesi ha dato un contributo eccezionale alla spinta della Roma. Dettaglio non da poco: Malen è arrivato in gennaio per 25 milioni. Una cifra modesta rispetto ad altri sperperi del nostro campionato. Uno che dimostra come, anche in Italia, i soldi si possono spendere bene.

Gli altri risultati:

Parma-Pisa 1-0

Verona-Lecce 0-0

Fiorentina-Sassuolo 0-0

Genoa-Como 0-2

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