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Mikhailo Fedorov, chi è l’ex ministro ucraino scelto da Crosetto per la Difesa italiana. La tensione con Zelensky

Dalla digitalizzazione dell’Ucraina alla guerra dei droni. L’ex ministro sarà advisor di Guido Crosetto per l’innovazione militare, sistemi senza pilota e difesa aerea. L’accusa di corruzione contro uomini vicini al presidente Zelensky e la richiesta di nuove elezioni

FILE - Il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov parla ai giornalisti durante una conferenza stampa congiunta con il ministro della Difesa svedese Pal Jonson a Kiev, in Ucraina, mercoledì 1 luglio 2026. (Foto AP/Efrem Lukatsky, archivio)      Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna APN

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Mykhailo Fedorov porta nella Difesa italiana l’esperienza maturata dall’Ucraina nella guerra tecnologica contro la Russia. L’ex ministro della Difesa di Kiev è stato scelto da Guido Crosetto come advisor per l’innovazione, con un focus su droni, sistemi unmanned (sistemi senza pilota ) e difesa aerea. La consulenza, ha dichiarato al Financial Times la sua addetto stampa, sarà a titolo gratuito. Fedorov infatti «continuerà a vivere e lavorare a Kiev».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Classe 1991, Fedorov è uno dei volti della trasformazione digitale costruita dall’Ucraina negli anni della presidenza di Volodymyr Zelensky. Prima nella pubblica amministrazione, poi sul campo di battaglia. Di recente ha lasciato il governo di Zelensky e mosso accuse dirette di corruzione a uomini legati al premier ucraino.

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Chi è Mykhailo Fedorov

Nato a Vasylivka, nella regione di Zaporizhzhia, Fedorov arriva alla politica dal mondo digitale. Nel 2019 partecipa alla campagna presidenziale di Zelensky e, a 28 anni, entra nel governo come vicepremier e ministro della Trasformazione digitale.

Il suo nome è legato soprattutto a Diia, la piattaforma attraverso la quale l’Ucraina ha trasferito sullo smartphone una parte crescente dei servizi pubblici, dai documenti alle procedure amministrative. L’obiettivo è ridurre burocrazia, tempi e intermediari. Un modello che Fedorov proverà successivamente ad applicare anche alla macchina militare.

Fedorov e la guerra dei droni in Ucraina

Con l’invasione russa del febbraio 2022 il suo ruolo cambia. La tecnologia diventa uno strumento di guerra. Fedorov è tra i protagonisti dell’introduzione di Starlink in Ucraina e sostiene la costruzione di un ecosistema basato su droni, software, sistemi digitali, intelligenza artificiale e collaborazione tra Forze armate, imprese e startup.

Il principio è semplice: accorciare al massimo la distanza tra il problema individuato sul fronte e la soluzione tecnologica. I sistemi vengono sviluppati, testati nelle operazioni e modificati sulla base delle indicazioni dei militari. Un ciclo molto più rapido rispetto ai tradizionali processi di sviluppo e acquisizione delle tecnologie militari.

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Perché Crosetto ha scelto Fedorov

Ora quell’esperienza arriva in Italia. Crosetto punta soprattutto sul patrimonio sviluppato dall’Ucraina nella defence-tech: droni, sistemi autonomi, difesa aerea e capacità di trasformare rapidamente un progetto tecnologico in uno strumento utilizzabile sul terreno. La scelta di Fedorov va quindi oltre i singoli sistemi d’arma. Al centro c’è il metodo: ridurre i tempi tra sperimentazione, produzione e utilizzo operativo e creare un rapporto più stretto tra industria, innovazione tecnologica e Forze armate.

Il modello ucraino non può però essere trasferito automaticamente in Italia. È nato durante una guerra ad alta intensità, in condizioni che impongono velocità e consentono livelli di sperimentazione e rischio difficilmente replicabili in un Paese Nato in tempo di pace.

La sfida della Difesa italiana sarà quindi individuare quali elementi di quel modello possano essere adattati al sistema nazionale. A partire proprio da droni, sistemi unmanned e difesa aerea.

La corruzione in Ucraina

Dopo l’uscita dal governo, Fedorov ha alzato il livello dello scontro anche sul tema della corruzione. Il riferimento è soprattutto alle nuove indagini che hanno raggiunto uomini vicini all’ufficio del presidente Zelensky. Nell’agosto 2026 Nabu (l’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina) e procura hanno contestato un presunto sistema di riciclaggio di circa 150 milioni di grivnie, oltre 3 milioni di dollari, che sarebbero stati utilizzati per pagare la cauzione dell’ex ministro dell’Energia Herman Halushchenko, già coinvolto nell’inchiesta “Midas” sulla corruzione nel settore energetico. Tra le persone finite sotto indagine anche esponenti dell’ufficio presidenziale. Fedorov ha anche chiesto nuove elezioni, ma senza ottenere successo neanche fra i suoi sostenitori.

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