Immigrazione

Migranti, riprendono i trasbordi sulla nave Libra. Paesi sicuri, nuovo alt dal giudice di Catania

Il tribunale siciliano non ha convalidato il trattenimento di un uomo proveniente dall’Egitto

di Manuela Perrone

La nave Libra della Marina Militare entra nel porto albanese di Shengjmn con a bordo i primi 16 migranti che saranno accolti nelle strutture italiane costruite nel Paese, 16 ottobre 2024. ANSA/US POLIZIA ALBANIA +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++ NPK +++

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Nel giorno in cui è stato effettuato un primo trasbordo di migranti sulla nave Libra della Marina militare, arrivata in mattinata a Sud di Lampedusa e destinata a tornare in Albania con le persone soccorse in mare e ritenute in possesso dei requisiti per il trasferimento, le tensioni tra Governo e magistratura ripartono da Catania, il tribunale che un anno fa aveva visto divampare lo scontro tra la giudice Iolanda Apostolico e l’Esecutivo sempre in materia di immigrazione.

Nel frattempo il Csm chiede di aprire la pratica a tutela dell’indipendenza dei giudici di Bologna, che hanno rinviato alla Corte di giustizia Ue il decreto “Paese sicuri”. E la premier Giorgia Meloni, in serata, riceve a Palazzo Chigi il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Fabio Pinelli. «La visita - recita una nota - si inserisce nell’ambito di una proficua e virtuosa collaborazione, nel rispetto dell’autonomia delle differenti istituzioni».

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Tribunale di Catania blocca trattenimento: «L’Egitto non è un Paese sicuro»

Secondo i magistrati siciliani, una lista di Paesi sicuri «non esime il giudice dall’obbligo di una verifica della compatibilità» di tale «designazione con il diritto dell’Unione europea», anche perché «in Egitto ci sono gravi violazioni dei diritti umani» che «investono le libertà di un ordinamento democratico». Con questa motivazione, il tribunale catanese non ha convalidato il trattenimento disposto dal questore di Ragusa nei confronti di un migrante arrivato dall’Egitto, che a Pozzallo ha chiesto lo status di rifugiato. Secondo la legale del migrante, Rosa Emanuela Lo Faro, «è la prima pronuncia di questo tipo dopo il decreto legge sui Paesi sicuri». Lo stesso tribunale ha annullato il trattenimento di altri quattro migranti, due sempre egiziani e due del Bangladesh.

Salvini: «Per colpa di giudici comunisti l’Italia è Paese insicuro»

Non sorprende che il primo a commentare sia stato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini: «Per colpa di alcuni giudici comunisti che non applicano le leggi, il Paese insicuro ormai è l’Italia. Ma noi non ci arrendiamo!». Subito dopo una nota della Lega attacca: «L’Egitto è una meta sempre più gettonata per le vacanze, tanto che nel 2023 ha segnato un numero record di visitatori: 14,9 milioni, di cui 850mila dall’Italia. In altre parole, l’Egitto è un Paese sicuro per tutti, tranne che per i clandestini che - secondo alcuni giudici di sinistra - non possono tornarci». Dal Governo filtra «rabbia» per «una scelta politica che non spetta ai giudici».

Giudice di Roma sospende diniego richiesta asilo e rinvia a Ue

Il giudice e presidente della sezione immigrazione del tribunale di Roma, Luciana Sangiovanni, ha invece emesso un decreto di sospensione dell’efficacia al diniego della commissione territoriale sulla richiesta di asilo di uno dei dodici migranti che erano stati trasferiti in Albania. Con questo provvedimento il magistrato rinvia alla Corte di giustizia europea il nuovo decreto sui ’Paesi sicuri’, sollecitando una risposta urgente e citando il recente “intervento del governo italiano”.

Il Csm chiede di aprire pratica a tutela dei giudici di Bologna

La pronuncia di Catania si mette in scia a quella del tribunale di Roma, che non ha convalidato i trattenimenti di 12 migranti nei centri appena aperti dall’Italia in Albania, e a quella del tribunale di Bologna, che ha rinviato alla Corte di giustizia europea la questione di legittimità, ai sensi del diritto comunitario, del decreto legge sui Paesi sicuri approvato dall’Esecutivo Meloni, negando il trattenimento di un giovane proveniente dal Bangladesh. Le fibrillazioni restano forti. Prova ne sia la decisione dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura che oggi, esclusi tre membri (sui sette aderenti a Magistratura indipendente, la corrente conservatrice), hanno depositato la richiesta di apertura di una pratica a tutela dell’indipendenza e dell’autonomia dei magistrati del collegio bolognese. Secondo il Csm, il provvedimento è stato «oggetto di dichiarazioni fortemente polemiche di titolari di altissime cariche istituzionali». Una situazione che «determina una inaccettabile pressione sui giudici» e «un obiettivo condizionamento per quelli che in futuro si dovranno occupare delle medesime questioni». In parole povere, il quadro che si è venuto a creare «vulnera l’indipendenza dell’intera magistratura».

Santalucia (Anm): «No a condizionamenti». Applausi per lettera di Gattuso

All’assemblea dell’Associazione nazionale magistrati in corso proprio al tribunale di Bologna e aperta ai cittadini, il presidente Giuseppe Santalucia ha rinnovato l’istanza dei giorni scorsi: «Chiediamo di poter esercitare il nostro ruolo delicatissimo senza subire condizionamenti di sorta». A margine Santalucia ha aggiunto: «Non abbiamo paura e non ci lasciamo intimidire. Non è una volontà di scontrarsi, ma delinea proprio l’auspicio che questo scontro cessi». All’incontro, molto partecipato, non è stato presente il magistrato Marco Gattuso («Per evitare personalismi», ha spiegato), il presidente del collegio che ha rinviato il Dl alla Corte Ue. Ma l’assemblea ha tributato un lungo applauso, con tanto di standing ovation, a una lettera inviata dal giudice.

Piantedosi: «Le operazioni in Albania possono riprendere»

Il Governo non ha, però, intenzione di fare marcia indietro, anzi. La ripresa dell’operatività della nave Libra nel Mediterraneo centrale, preannunciata nel fine settimana, lo dimostra. Il trasferimento di migranti in Albania potrà riprendere «appena ci saranno le condizioni logistiche e di intercetto, di transito di migranti, e poi il pre-screening che può essere fatto di eventuali persone che possono essere trasferite in Albania», ha sottolineato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, rispondendo ai cronisti a margine del G7 Sviluppo urbano sostenibile a Roma. Il titolare del Viminale si è detto «fiducioso» che il decreto legge sui Paesi sicuri possa superare la mancata convalida da parte dell’autorità giudiziaria: «Se non lo fossi stato non lo avremmo fatto. Le operazioni possono riprendere».

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