Migranti, Berlino: verso respingimenti in Italia e Grecia. Il Viminale: nessun rientro per arrivi prima del 12 giugno
Il ministero degli Interni tedesco: trasferimenti in base al nuovo accordo in vigore il 12 giugno. Il Viminale: con alcuni tra i principali Paesi europei, tra cui la Germania, l’Italia considera azzerati tutti i presunti «dublinanti» arrivati prima del Patto Ue
6' di lettura
I punti chiave
- Berlino aspetta i trasferimenti verso Italia e Grecia dopo il Patto Ue
- Fonti del Viminale: nessun dublinante da riprendere dalla Germania
- Il numero dei trasferiti dipende da una molteplicità di fattori
- La linea dura di Merz
- I rilievi Ue a luglio: Roma riprenda i migranti dai Paesi di secondo ingresso
- Le regole di Dublino
- I respingimenti
- La richiesta all’Italia senza risposta
- Spagna: speriamo Italia reagisca, area Schengen non è stata compromessa
- Tajani: non sottovalutare rischio terrorismo, stop Schengen resta fino al 15 agosto
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Per l’Italia non c’è solo il fronte diplomatico aperto con la Spagna. Anche dalla Germania arrivano notizie sulla gestione dei migranti che potrebbero causare tensioni. Con una serie di puntualizzazioni a distanza tra i rispettivi ministeri degli Interni.
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Berlino aspetta i trasferimenti verso Italia e Grecia dopo il Patto Ue
«Il funzionamento del sistema di Dublino è una condizione imprescindibile per il successo del Sistema europeo comune di asilo (Seca)», il nuovo Patto sui migranti entrato in vigore il 12 giugno, e Berlino «si aspetta pertanto che, a partire da tale data, vengano nuovamente effettuati i trasferimenti verso l’Italia e la Grecia». Ha spiegato un portavoce del ministero degli Interni tedesco rispondendo all’agenzia Ansa sulla prospettiva di respingimenti in Italia di migranti che hanno raggiunto la Germania.
Fonti del Viminale: nessun dublinante da riprendere dalla Germania
Ma fonti dal Viminale hanno chiarito che con alcuni tra i principali Paesi europei, tra cui la Germania, l’Italia considera azzerati tutti i presunti «dublinanti» arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026, data di entrata in vigore del nuovo Patto sulle migrazioni. Ciò è la conseguenza di uno specifico accordo sottoscritto con alcuni Paesi. Inoltre, si aggiunge, ad oggi «è ancora prematuro immaginare che ci siano delle persone che, arrivate in Italia dopo tale data, siano attualmente in altri Paesi» poiché «è passato ancora poco tempo per poterlo accertare». Peraltro per gli immigrati irregolari arrivati dopo tale data, l’Italia in ogni caso eccepirà che dovrà necessariamente operarsi una “compensazione” che prenda in considerazione i migranti sbarcati sul nostro territorio nazionale ad opera di imbarcazioni di Ong che battono bandiera di paesi europei. È la maggior parte sono proprio tedesche.
Il numero dei trasferiti dipende da una molteplicità di fattori
Nelle puntualizzazioni a distanza il portavoce degli Interni tedesco aveva sottolineato anche che «il ministero federale dell’Interno si è impegnato con successo per le nuove norme in materia di trasferimento ai sensi del regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, che succede al regolamento di Dublino III». «Tra queste figurano modalità di trasferimento vincolanti e praticabili per tutti gli Stati membri, nonché un quadro giuridico dettagliato per i trasferimenti volontari come forma di trasferimento efficiente e priva di burocrazia. Il regolamento di esecuzione che sancisce questo nuovo quadro giuridico è in vigore dall’entrata in vigore del Seca il 12 giugno 2026», ha aggiunto. «A ciò si aggiunge il fatto che, nell’ambito di accordi bilaterali, nell’autunno del 2025 l’Italia e la Grecia hanno acconsentito a reintrodurre le norme di Dublino a partire dall’entrata in vigore del Seca nel giugno 2026», ha sottolineato la fonte. Accordi che si «riferiscono all’attuazione della procedura di determinazione della competenza a partire dal 12 giugno 2026». A una domanda su quante persone saranno toccate dalle misure, il portavoce ha risposto: «Il numero delle persone trasferite in ciascun caso dipende da una molteplicità di fattori. Non è quindi possibile formulare previsioni». Inoltre il ministero non rilascia informazioni «sui singoli casi e su dettagli operativi delle misure».
La linea dura di Merz
La dichiarazione del portavoce degli Interni tedesco va nel solco di quanto riportato dal quotidiano La Repubblica il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in affanno per i sondaggi che danno in ascesa il partito di estrema destra Afd (Alternative für Deutschland), avrebbe deciso la linea dura, in particolare nei confronti dell’Italia.






