Migranti, 79 sbarchi a Lampedusa. Calo degli arrivi ma preoccupa il Bangladesh
Sotto osservazione la situazione sugli arrivi di nuovi profughi attraverso la Siria a seguito dell’escalation di tensioni in Medioriente
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I punti chiave
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Crollano gli arrivi di migranti, ma l’Italia è ora alle prese con una rotta che, visti i numeri, preoccupa le nostre autorità. Sono 35.725 le persone giunte finora in Italia dall’inizio del 2024 a fronte delle 94.009 dello stesso periodo di riferimento nel 2023: una flessione del -62% che però non rasserena del tutto, alla luce della crisi politica e dei disordini in Bangladesh scoppiati da alcune settimane.
Preoccupa il Bangladesh
Il numero dei cittadini bengalesi è infatti già balzato in cima alla lista delle nazionalità dei migranti che hanno lasciato la propria casa per raggiungere l’Italia quest’anno: sono finora 7.615, seguiti da siriani (5.725) e tunisini (4.747). Con questi numeri alla mano e lo sguardo attento al Paese che stenta ad uscire dalla situazione di caos, gli occhi sono puntati sulla rotta che porta ai voli dal Bangladesh all’Egitto, dove seguono i viaggi della disperazione nel Mediterraneo gestiti dai trafficanti di vite. Non è escluso che, visto il momento storico che vive lo Stato asiatico, il fenomeno sia finito sul tavolo dell’incontro del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica svoltosi prima dell’ultimo Cdm di mercoledì scorso, a cui partecipano diversi ministri e i vertici dei servizi segreti.
Il confronto con l’Egitto
Bocche cucite al momento però sulle ipotesi di un accordo tra Italia ed Egitto per scongiurare un significativo aumento dei flussi da quella rotta, così come accaduto l’anno scorso per la crisi in Tunisia. Resta monitorata la situazione sugli arrivi di nuovi profughi attraverso la Siria a seguito dell’escalation di tensioni in Medioriente, che al momento comunque non desta particolari preoccupazioni.
L’attuazione degli accordi con l’Albania
I lavori per la costruzione del centro per i migranti in Albania, frutto dell’accordo tra Roma e Tirana, intanto proseguono: dopo l’ultimo slittamento dell’apertura, sembra probabile che la struttura possa essere attiva entro la fine del mese. Il rinvio - aveva spiegato l’ambasciatore italiano, Fabrizio Bucci - è legato a «fattori non preventivabili: prima di tutto abbiamo trovato un terreno friabile sul quale non potevamo costruire, e siamo stati costretti ad inserire 7mila pali di cemento armato, da quasi un metro di diametro, fino a 13 metri di profondità». A parlare di «una questione di settimane» è stato lo stesso ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il quale ha nuovamente sottolineato come in merito al fenomeno migratorio il governo abbia scelto la linea della «fermezza, del contrasto ma anche degli accordi bilaterali, in una logica di rispetto per i paesi di provenienza e transito dei migranti».
Lampedusa, sbarcati 79 migranti
Intanto sono 79 i migranti che, dopo il soccorso di due imbarcazioni, sono sbarcati durante la notte a Lampedusa dove, ieri, domenica 11 agosto, c’erano stati 12 approdi con complessive 421 persone. Sul primo natante, agganciato dalla motovedetta Pv5 della guardia di finanza, c’erano 60 bengalesi, egiziani, pakistani e siriani. A loro dire, il natante ha preso il largo da Karabolli in Libia e ognuno ha pagato da 4 a 7 mila dollari. Sull’altra carretta erano invece in 19, partiti da Sabrata. I bengalesi in questo caso hanno sborsato fino a 9 mila dollari. Tutti sono stati portati all’hotspot dove ci sono 524 ospiti. Su disposizione della prefettura di Agrigento è in corso un trasferimento, da contrada Imbriacola al porto, di 280 migranti che verranno imbarcati sul traghetto di linea Sansovino che giungerà in serata a Porto Empedocle.







