Economia Digitale

Microsoft agli sviluppatori: ecco la Gen AI per aiutare le macchine a capirci

Al via Microsoft Build l’evento annuale di Redmond dedicato agli sviluppatori. Ecco tutto quello che c’è da sapere

di Gianni Rusconi

Il presidente e amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, sul palco del Microsoft Build 2024 il 20 maggio

4' di lettura

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Era un appuntamento molto atteso, viste le 200mila persone accreditate per la tre giorni di incontri e demo (4mila saranno fisicamente a Seattle), a una settimana di distanza dal Google I/O e caricato di molte aspettative per capire le prossime mosse di Microsoft nel campo dell’intelligenza artificiale. Satya Nadella, il Ceo della casa di Redmond, ha aperto la Build 2024 giocando sull’effetto “dream” per parlare della nuova era dell’AI. Due, in particolare, i sogni che il gigante del software ha coltivato per decenni: computer in grado di capirci (ribaltando il concetto che siamo invece noi a capire le macchine) e computer in grado di aiutarci a ragionare, pianificare e agire in modo più efficace con le informazioni di cui disponiamo in misura sempre maggiore. La nuova generazione di intelligenze artificiali a cui sta lavorando Microsoft è pensata per dare risposta a questi sogni, magari con l’aiuto di quella OpenAI che alla Build è ospite illustre nella figura del suo Ceo, Sam Altman, chiamato sul palco a “parlare di ciò che verrà”.

Sul palco il presidente e CEO di Microsoft Satya Nadella

Più strumenti Ai per gli sviluppatori e le aziende

Migliorare l’efficienza delle applicazioni e migliorare l’esperienza degli utenti è l’obiettivo convergente di tutti le azioni in chiave Gen AI operate da Microsoft negli ultimi dodici mesi. Qualche numero, ufficializzato nel corso dell’evento in svolgimento nel quartier generale di Redmond: più di 150 gli aggiornamenti rilasciati per Copilot, a cui fanno pendant il rilascio dello stack Copilot, che consente agli sviluppatori di costruire i propri copiloti, e i numeri che può vantare GitHub Copilot, capace di convincere ben 1,8 milioni di developer a sottoscrivere un abbonamento a pagamento e arricchito oggi da nuove estensioni.

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Il presidente e CEO di Microsoft Satya Nadella presenta lo stack Copilot

I prossimo passi ufficializzati in queste ore sono un’ulteriore ramificazione, come l’hanno definita i manager di Microsoft, di questa rivoluzione tecnologica: dall’evoluzione di Fabric per sfruttare i dati in movimento (le informazioni digitali trasportate fra diversi sistemi informatici) per creare applicazioni intelligenti a nuovi modelli di linguaggio di grande formato che consentiranno agli sviluppatori di esplorare funzionalità multimodali che supportano testo, immagini, video e altri tipi di dati nelle loro applicazioni AI per arrivare alle partnership con le aziende (pubbliche e private) di tutti i settori che dovranno scaricare a terra i vantaggi della tecnologia degli algoritmi. Il tutto facendo leva su una piattaforma aperta e in cloud (Azure) che garantisce massima sicurezza e un uso responsabile dell’AI. Non può passare inosservato, fra i 60 nuovi servizi e prodotti in rampa di lancio, l’annuncio della disponibilità del nuovo GPT-4o attraverso Azure OpenAI, che metterà a disposizione dell’utenza corporate e degli sviluppatori di applicazioni il modello per l’AI conversazionale che include input e output multimodali.

Le principali novità nel segno di Copilot

Uno dei leit motiv dell’edizione 2024 della Build è Copilot, declinato nelle varie soluzioni dell’ecosistema di Microsoft, e quindi il pacchetto Office (Word, Excel, Power Point…), la piattaforma di collaborazione Teams e il sistema operativo Windows. Il denominatore comune delle diverse novità portate all’attenzione degli sviluppatori è indicativo della linea intrapresa dalla società per cavalcare la scommessa dell’AI: semplificare il modo con cui le persone interagiscono con il software. Lo stesso Nadella, del resto, ha paragonato Windows Copilot Runtime, che consente di integrare più facilmente l’intelligenza artificiale nelle applicazioni, a una pietra miliare della storia del colosso del software come Win32. Nella carrellata degli annunci spiccano per esempio le nuove opzioni (disponibili in modalità anteprima verso la fine dell’anno) per creare in completa autonomia dei Copilot personalizzati all’interno di Sharepoint sfruttando gli strumenti di sviluppo di Copilot Studio o di Teams Toolkit for Visual Studio Code. Questi assistenti, spiegano da Microsoft, saranno in grado di fornire risposte basate sui contenuti presenti sull’account Sharepoint aziendale e potranno anche essere condivisi coi colleghi all’interno dell’azienda.

Tante funzioni aggiuntive per i gruppi di lavoro

Definito il copilota per i gruppi di lavoro, Team Copilot è invece un’espansione di Copilot per Microsoft 365 e si affianca ai componenti fisici del team stesso mettendosi a disposizione di tutti per prendere appunti da condividere, gestire le agende del gruppo e gli ordini del giorno, tenere traccia delle scadenze e delle informazioni scambiate tramite chat e assegnare compiti come una sorta di segretaria virtuale. La nuova funzione sarà disponibile in Teams, Loop e Planner. L’apporto della Gen AI in Teams Premium, invece, porterà in dote agli utenti funzioni per attivare riassunti intelligenti della conversazione anche per le riunioni con la funzione di registrazione disabilitata, facendo quindi leva sulle sole trascrizioni.Importanti, infine, anche gli aggiornamenti relativi a Copilot Studio, che ora consente di creare assistenti in grado di agire come agenti incaricati di svolgere in autonomia una serie di attività e a cui delegare, di fatto, l’automazione di specifici processi di business. Nel caso in cui questi copiloti si trovino di fronte a situazioni che non sanno come gestire, chiederanno supporto all’utente per capire come procedere. La nuova versione di Copilot Studio dispone inoltre di analytics conversazionali che andranno a produrre informazioni dettagliate su come le persone interagiscono con gli assistenti virtuali. L’obiettivo? Comprendere meglio quali siano i punti di attrito fra i due soggetti e migliorare l’esperienza d’uso dei primi nell’utilizzo dei secondi. Computer in grado di capirci, insomma. Come nei sogni di Nadella.

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