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Micron Technology: fatturato trimestrale record grazie a domanda di chip per data center AI

Il produttore Usa registra una crescita straordinaria con ricavi e utili oltre le previsioni, spinti dall'espansione dei data center e dal boom dei server cloud.

Il logo di Micron - 11 giugno 2026. REUTERS/Dado Ruvic/Illustrazione/Foto d'archivio REUTERS

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Il produttore statunitense di chip Micron Technology ha chiuso il terzo trimestre dell’esercizio 2025-2026 con risultati record, trainati dalla domanda proveniente dai data center per l’intelligenza artificiale.

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Il fatturato del gruppo è aumentato del 346% su base annua raggiungendo i 41,46 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è cresciuto di quindici volte, toccando quota 28,24 miliardi di dollari, pari a 24,67 dollari per azione.

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Sia il fatturato che l’utile per azione hanno superato le attese del mercato.

Inoltre, per il trimestre in corso, Micron prevede un fatturato di circa 50 miliardi di dollari, cifra che rappresenterebbe un nuovo record per il gruppo. Questa crescita riflette lo spostamento del mercato verso i data center: le attività legate al cloud e ai server generano ora circa 25 miliardi di dollari, rappresentando oltre il 60% delle vendite del gruppo.

La rapida costruzione di data center ha creato un collo di bottiglia nella fornitura di chip, facendo impennare i prezzi e incidendo su tutti i prodotti elettronici, inclusi telefoni e computer; secondo Micron, non si prevede un allentamento della situazione prima del 2028.

Nel trimestre, il flusso di cassa operativo è stato pari a 25,39 miliardi di dollari, contro gli 11,90 miliardi del trimestre precedente e i 4,61 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso.

Carenza chip oltre il 2027

Micron Technology sta correndo ai ripari per aumentare l’offerta di chip di memoria e soddisfare la domanda in forte crescita, come ha dichiarato l’amministratore delegato Sanjay Mehrotra agli analisti durante una teleconferenza.

Il ritmo di aumento dell’offerta è limitato da una serie di fattori, tra cui ostacoli normativi, infrastrutture energetiche, manodopera e lunghi tempi di realizzazione degli stabilimenti di produzione.

Ciononostante, ha aggiunto, l’azienda sta compiendo progressi nell’espansione della propria presenza produttiva a New York, nell’Idaho e all’estero, in Giappone e a Singapore.

Prevede inoltre che le spedizioni da uno stabilimento a Taiwan inizino un trimestre prima del previsto, a metà del 2027.

“Stiamo lavorando alacremente per aumentare l’offerta, ma prevediamo che la carenza persista oltre il 2027”, afferma Mehrotra.

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