In fiera

Miart: delude la nuova sede, attesa sul nuovo direttore

La dislocazione su tre piani non ha convinto tutti. Buone le vendite

di Silvia Anna Barrilà

Lo stand di Kaufmann Repetto a Miart 2026 con opere di Judith Hopf, Jane Swavely, Clarissa Tossin, Gianni Caravaggio, Katherine Bradford, Lily van der Stokker, Adrian Paci, Nina Canell, Pae White

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La città di Milano è passata senza soluzione di continuità dalla settimana dell’arte a quella del design, con migliaia di eventi che si sono sovrapposti. Più di 500 quelli della Milano Art Week, che ha visto per la prima volta la presenza parallela di tre fiere d’arte. A Miart, che quest’anno ha celebrato la 30ª edizione – l’ultima sotto la guida di Nicola Ricciardi, per cui è già incominciato il totonomi su chi lo sostituirà – il tema del giorno era la nuova location, la South Wing di Allianz MiCO, che non è stata molto apprezzata né dai collezionisti, né dai galleristi.

La nuova sede

Nonostante avesse i suoi vantaggi, come la vicinanza al parco, troppo diversi sono apparsi i tre piani su cui erano distribuite le gallerie e, soprattutto, troppo difficile raggiungere la sezione Established Anthology, per cui le gallerie si sono lamentate (sebbene, una volta raggiunta, l’atmosfera era gradevole). C’era respiro anche nella sezione delle gallerie emergenti, che quest’anno ha accolto qualche operatore in più (29, rispetto ai 25 dell’anno scorso), tra cui Satine, una nuovissima galleria veneziana fondata dalle giovani Camilla Pagliano e Silvia Cipriani, che ha presentato opere in vetro e metallo di Valentina Cameranesi Sgroi (prezzi da 1.200 e 5.500 euro), cogliendo l’occasione per farsi conoscere e incontrare nuovi collezionisti e curatori. Al piano inferiore, invece, meno spazio per le gallerie, che per questo motivo (ma anche per alcune defezioni volontarie di alcune gallerie milanesi, come Raffaella Cortese, Matthew Noble e Una) sono diminuite in termini numerici: 160 gallerie da 24 Paesi, rispetto alle 179 da 31 Paesi dell’anno scorso; circa 1.200 le opere esposte.

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È pesato anche il confronto con Paris Internationale – altro argomento di conversazione sulla bocca di tutti – che ha convinto per la proposta internazionale innovativa all’interno di una location eccezionale, Palazzo Galbani, edificio modernista in fase di ristrutturazione. Anche la terza fiera, Mega, ancora in corso fino al 25 aprile (mentre Paris Internationale ha chiuso il 21 e Miart il 19 aprile), ha trovato una bella sede, in un’ex fabbrica di profumi, apprezzata per il fascino post-industriale, sebbene fuori mano. Gallerie come Copperfield e NP Art Lab hanno registrato lì vendite soddisfacenti.

Lo stand di Mai36 a Miart 2026 con un dialogo tra Jacopo Benassi e Robert Mapplethorpe.

Le vendite a Miart

L’energia, comunque, c’era. La città ha accolto numerosi collezionisti da ogni parte d’Italia e alcune vendite ci sono state, già nei primi momenti di apertura ai Vip, ma prevalentemente in una fascia di prezzo contenuta. Per esempio, Pantaleone nelle prime ore ha venduto opere di Concetta Modica e Maia Regis sotto i 10 mila euro. Nel corso dei quattro giorni, Minini ha venduto opere di Phoebe Collings-James, Jacopo Benassi, Roberto de Pinto, Paul P e Flavio Favelli in un range di prezzo tra 10 mila e 25 mila euro. Kaufmann Repetto ha venduto un’insegna di Lily van der Stokker, dei dipinti di Katherine Bradford, un arazzo di Pae White, un dipinto di Adrian Paci e un’opera di Vivian Suter a prezzi tra 20 mila e 80 mila.

P420 ha finalizzato molte vendite per quasi tutti gli artisti in stand: sold out per Xian Kim (che presenterà la sua prima personale in galleria a giugno, range di prezzo tra 7-20 mila euro), Khaled Jarada (range di prezzo tra 1-6 mila euro) e Shafei Xia (range tra 5-30 mila euro). Ottime vendite anche per Alessandro Pessoli (range tra 8-40 mila euro), Adelaide Cioni, Helene Appel (range tra 7-15 mila euro), Franco Vaccari (range di prezzo tra 5- 25 mila euro) attualmente protagonista di una retrospettiva al Museion di Bolzano, Merlin James (range tra 10-20 mila euro), di cui P420 ha inaugurato la seconda mostra personale la scorsa settimana, e Alessandra Spranzi (range 4-10 mila euro). Grande interesse e trattative in corso di conferma anche per Riccardo Baruzzi, Pieter Vermeersch, Paolo Icaro, Irma Blank, Francis Offman e June Crespo (sua la personale alla Fondazione Sandretto di Torino).

Da Peter Kilchmann le vendite sono state, invece, contenute, forse a causa - lamentano - della posizione al terzo piano: venduta un’opera di Adrian Paci a 20 mila euro e due opere di Ishita Chakraborty a 5 mila euro ciascuna.

Fondazione Fiera Milano come sempre ha stanziato il suo Fondo di Acquisizione da 100 mila euro. Grazie a tale importo stanziato ogni anno dal 2012, la fiera ha accumulato una collezione di 150 opere di oltre 120 artisti, che a fronte di un costo d’acquisto di 1,5 milioni di euro si è rivalutata di circa il doppio, fino ad un valore stimato oggi di circa 3 milioni di euro e nei giorni di Miart ha aperto le porte della Palazzina degli Orafi per mostrarla. Quest’anno, oltre ad acquistare un’opera di Vivian Suter, ha acquisito una grande tela di Sergio Fermariello da Galleria Tonelli, l’acrilico “Turn and Slip” di Claudia Comte da Vistamare, un acrilico di Tobias Just da Barbati Gallery, un’opera di Nika Kutateladze da Bukia Vakhania, la fotografia “(un)Kraut” di Sung Tieu da Trautwein Herleth, la scultura “Le Gemelle” di Giosetta Fioroni da Galleria d’Arte Maggiore, la composizione in legno di ulivo e cedro “6 Allée des Rosiers di Concorde, Corpus 04 (Nina)” di Theresa Buchner da Matta e un acquerello senza titolo di Marco Scarpi da Amanita.

L’opera di Claudia Comte acquistata da Fondazione Fiera Milano da Vistamare

Parte dello stand di Minini. Courtesy gli artisti e Francesca Minini, Milano. Foto Andrea Rossetti

I premi

La giovane tedesca Theresa Buchner, classe 1993, da Matta si è aggiudicata anche il Premio Massimo Giorgetti. Il lavoro di qualità della galleria Matta è stato premiato incassando anche il premio SZ CAM Sugar miart commission per Marco Pio Mucci. Nella stessa sezione Emergent, il premio di LCA Studio Legale è andato a Lovay Fine Arts di Ginevra, mentre l’Archivorum Publication Award è stato assegnato a Dr. Frank Wasser di Dublino con COMMUNE di Vienna. Un altro giovane artista premiato è stato Emilio Gola, con il Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti, esposto da Monica De Cardenas nella parte Established. In questa sezione, altri due giovani premiati sono stati Diambe (Rio de Janeiro, 1993) da Kaufmann Repetto con il Premio Matteo Visconti di Modrone e Sofía Salazar Rosales (Quito, 1999) da Chert Lüdde (sezione Established Anthology). Il Premio Orbital Cultura-Nexi Group è andato ad Armin Linke da Vistamare, infine il Premio Herno per il miglior allestimento se l’è meritato Mai 36 di Zurigo con un dialogo in fotografia tra l’italiano Jacopo Benassi e Robert Mapplethorpe.

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