L’intervista

Mercosur, Lollobrigida: «Con la reciprocità delle regole l’Italia è pronta a dare il suo via libera»

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ieri ha partecipato al Consiglio informale dei ministri Ue: «Accolte tutte le richieste su fondi Pac e fertilizzanti presentate dal Governo»

di Giorgio dell'Orefice

Francesco Lollobrigida

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Un accurato screening nelle pieghe del bilancio comunitario per recuperare circa 90 miliardi di euro e neutralizzare così i pesanti tagli che la Commissione von der Leyen aveva proposto per la Politica agricola Ue (-22% sul budget pluriennale). Ma anche alcune misure di più corto respiro ma non di minore impatto, come la sospensione (retroattiva dall’1 gennaio scorso) del meccanismo di adeguamento del carbonio Cbam che sta accendendo i listini dei fertilizzanti e mettendo in difficoltà gli agricoltori Ue. Senza dimenticare le sospirate rassicurazioni sul principio della “reciprocità” ovvero la garanzia che i prodotti agricoli importati nella Ue dall’America Latina siano prodotti rispettando i medesimi standard di sicurezza richiesti ai produttori europei.

Passa da queste decisioni, assunte mercoledì 7 gennaio dal Consiglio informale dei ministri agricoli Ue, il sospirato via libera dell’Italia all’accordo commerciale Ue-Mercosur che potrebbe arrivare alla riunione del Coreper in calendario per il prossimo venerdì.

Loading...

Un negoziato condotto in prima persona dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. «Sono molti i temi che abbiamo affrontato – ha spiegato Lollobrigida – ma il primo fondamentale passo è stato la difesa della Pac. La Commissione von der Leyen aveva proposto di tagliare il budget della Politica agricola comune di un 22%. Circa 90 miliardi di risorse in meno, in sette anni, agli agricoltori europei. Noi ci siamo opposti fin dal primo momento. Con noi si è schierato anche il Parlamento Europeo e ora siamo riusciti a trovare nelle pieghe del bilancio comunitario circa 90 miliardi di euro che consentiranno di neutralizzare i tagli proposti e all’Italia addirittura di guadagnare un miliardo in più rispetto al settennato precedente. Questo intervento era prioritario perché prima di preoccuparci dell’apertura dei mercati occorre garantire la sopravvivenza del tessuto imprenditoriale e in particolare delle aziende agricole. Mentre con i tagli annunciati le imprese erano invece a forte rischio».

Nel dettaglio dove sono state recuperare le risorse?

Una prima tranche di 48 miliardi è stata recuperata dal fondo di coesione stabilendo un vincolo a favore dell’agricoltura. Tali risorse, quindi, non saranno più in coabitazione con le aree rurali. In Italia circa il 92% del territorio nazionale è fatto di aree rurali e c’era il forte rischio che tali finanziamenti finissero in iniziative realizzate in ambito rurale ma prive di valenza agricola.

E la seconda metà?

Altri 45 miliardi invece verranno recuperati da un fondo per il quale, in principio, era previsto che un terzo della dotazione, a partire dal 2031, fosse a favore degli agricoltori. Con le modifiche apportate gli agricoltori avranno a disposizione la metà della dotazione e a partire dall’1 gennaio 2028.

La Pac quindi è blindata?

Sotto il profilo finanziario credo proprio di sì. La battaglia si sposta ora sulla governance della Politica agricola. Il nostro principale obiettivo ora sarebbe quello di ricostituire un primo pilastro di aiuti diretti agli agricoltori al di fuori del fondo unico. Ma se questa strada non dovesse rivelarsi percorribile potremmo pensare a costruire una sorta di “recinto di protezione” all’interno del fondo unico a tutela del mondo agricolo. Ma c’è tempo per discuterne.

Dalla riunione di ieri è venuta anche una importante decisione sul tema dei fertilizzanti

Un vero intervento d’urgenza. Da inizio anno con l’entrata in vigore del meccanismo di adeguamento del carbonio Cbam (di fatto una tariffa sulle emissioni di carbonio prodotte per realizzare i fertilizzanti) i prezzi dei prodotti sono cresciuti di un 10-20% rendendo la vita difficile agli agricoltori. Con la decisione di ieri la tariffa aggiuntiva è stata di fatto anestetizzata, saranno sospesi gli aumenti tariffari per il 2026 e sono stati azzerati i dazi sulle importazioni da paesi Terzi produttori di fertilizzanti escluse Russia e Bielorussia sottoposte a sanzioni Ue. Per effetto di queste misure pensiamo che gli agricoltori possano anche ottenere dei risparmi sulla loro spesa in fertilizzanti.

Cosa manca perché l’Italia dia il proprio via libera definitivo all’accordo Mercosur?

Manca l’ultimo miglio. Ovvero le garanzie sul principio di reciprocità che saranno discusse nel Coreper di venerdì prossimo. Occorre garantire che i prodotti agricoli dei paesi Terzi e importati in Europa rispettino le medesime regole sulla sicurezza alimentare imposte ai produttori europei per evitare condizioni di concorrenza sleale. Molto si farà con i controlli alle frontiere e sui mercati. Si tratta di norme in grado di garantire le imprese ma anche i consumatori. Su questo c’è un accordo generale tanto che il Commissario alla Salute, Várhelyi ha dichiarato che il principio di reciprocità in futuro non sarà applicato solo al Mercosur ma anche ai futuri accordi internazionali.

E quindi cosa manca ancora?

Manca l’intesa sulle clausole di salvaguardia. Ad oggi è prevista fissata una soglia dell’8% per individuare uno squilibrio su prezzi e importazioni. Se per effetto del Mercosur si dovesse verificare un incremento delle importazioni dall’America latina superiore all’8% o un crollo dei prezzi europei superiore all’8% l’intesa commerciale verrebbe immediatamente sospesa.

E cosa c’è che non va?

Noi vogliamo che da questo 8% si scenda al 5%. E crediamo che ci siano le condizioni per raggiungere anche questo risultato.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti