Dopo il voto Ue

Mercosur, così i paesi Ue (Italia compresa) puntano all’applicazione immediata

Le imprese chiedono di avviare l’accordo nelle more del giudizio della Corte Ue. A rischio per l’Italia maggiori esportazioni per 14 miliardi di euro

di Giorgio dell'Orefice

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«In merito al Mercosur, quello che possiamo dire è che quando il Consiglio ha approvato la firma dell’accordo con il Mercosur, ha approvato contemporaneamente anche la sua applicazione provvisoria». Lo hanno sottolineato fonti Ue all’indomani del rinvio alla Corte di Giustizia europea dell’accordo commerciale votato ieri dall’Europarlamento.

Secondo quindi quanto si apprende in ambienti comunitari la linea è quella di andare avanti con l’implementazione dell’accordo forti della firma con i paesi Mercosur avvenuta appena qualche giorni fa ad Assuncion, in Paraguay e in attesa della pronuncia dei magistrati comunitari chiamati ad esprimersi sulla compatibilità formale dell’accordo con le norme Ue.

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A perorare la causa dell’applicazione immediata dell’accordo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. «Col Mercosur – ha spiegato oggi il vicepremier nel corso del question time al Senato - mi auguro che si possa fare un passo in avanti anche dopo la decisione del Parlamento europeo di chiedere il giudizio della Corte. Ci può essere anche un’applicazione provvisoria: questo significherà avere altri 14 miliardi in più per quanto riguarda il nostro commercio internazionale».

Dello stesso parere anche il ministro delle Politiche europee, Tommaso Foti che, interpellato a margine della seduta della Camera ha sostenuto «Il nostro augurio è che l’accordo col Mercosur entri in vigore».

A chi gli chiedeva se, alla luce del voto a favore del rinvio dell’intesa alla Corte di Giustizia Ue da parte degli europarlamentari della Lega, ci fosse una frattura nella maggioranza di Governo il ministro Foti ha risposto: «Non mi pare che la maggioranza sia compatta in Europa. Il Mercosur è un’opportunità, occorre la reciprocità per tutta la partita del mondo agricolo. Per il resto vedremo, quando e se andrà in vigore, se avrà effetti positivi o negativi. Sulla carta sono molto positivi».

«L’accordo Mercosur è uno dei pochi strumenti immediatamente disponibili per dare nuovo slancio alla competitività delle imprese italiane. Deve partire subito, bloccarlo significherebbe rinunciare a un mercato da oltre 260 milioni di persone e compromettere miliardi di potenziale export».

E’ quanto scrive, in una nota, il presidente di Unindustria Lazio, Giuseppe Biazzo, nel commentare il rinvio del percorso di ratifica dell’intesa commerciale.

«L’Italia è oggi il quarto Paese esportatore al mondo – ha aggiunto - raggiungendo 650 miliardi di euro nell’ultimo anno e accordi come questo sono fondamentali per tutelare e rafforzare il nostro sistema produttivo. Scegliere di ostacolarli significa, di fatto, sabotare lo sviluppo del Paese. Le nostre aziende stanno attraversando una fase complessa, segnata da costi energetici ancora alti, domanda debole e forte incertezza internazionale. In un quadro simile, limitare l’accesso ai mercati globali rappresenta un danno concreto per il Paese. Opporsi al Mercosur non protegge l’Italia: la rende meno competitiva e più isolata».

«Il sistema delle imprese – ha proseguito Biazzo - ritiene prioritario che la Commissione attivi senza indugi l’applicazione provvisoria dell’accordo, in attesa della ratifica del Parlamento europeo. Il Mercosur rappresenta un passaggio strategico per rafforzare le filiere produttive e consolidare la presenza delle aziende italiane in Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay».

Intanto sempre oggi è stata votata – e respinta con 165 voti a favore, 390 contrari e 10 astenuti - una mozione di sfiducia contro la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

La mozione, che chiedeva le dimissioni della Commissione Ue, e della presidente stessa, in seguito alla firma dell’accordo Ue-Mercosur, era stata presentata dal gruppo dei Patrioti per l’Europa, formazione europea che raccoglie la Lega, il partito di Viktor Orbán Fidesz e il Rassemblement National di Jordan Bardella e Marine Le Pen.

Superato lo scoglio della mozione di sfiducia contro la Commissione e la sua presidente, la soluzione dell’avvio immediato dell’intesa commerciale sembra più vicina.

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