Industria

Mercedes festeggia 30 anni di produzione negli Stati Uniti investendo sette miliardi di dollari

Lo stabilimento di Tuscaloosa in Alabama da cui escono i suv di taglia più grande diventa sempre più importante per l’espansione del brand a livello globale e il consolidamento della sua presenza negli Stati Uniti.

di Massimo Mambretti

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Contestualmente all’uscita del cinquemilionesimo suv dalla linea di produzione dello stabilimento americano di Tuscaloosa inaugurato trent’anni fa, Mercedes non solo presenta le nuove serie dei grandi suv GLE e GLS ma, soprattutto, annuncia di rinforzare la sua presenza negli Stati Uniti con investimenti di sette miliardi di dollari entro il 2030.

Mercedes-Benz GLS

Mercedes, a Tuscaloosa è in arrivo anche la GLC elettrica

Quattro di questi sono destinati proprio all’impianto dell’Alabama che ha iniziato la sua attività nel 1997 con la produzione della classe M e che nel corso del tempo è diventato sempre più strategico. E, oggi, con la questione dazi americani lo è ancora più perché il 40% della produzione rimane nei confini americani.

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L’impianto di Tuscaloosa

Ovviamente, il restante 60% parte dall’Alabama per il resto del Mondo ponendo la Mercedes americana fra i principali esportatori di automobili dagli Stati Uniti. In particolare, le GLE suv, Coupé e le derivazioni AMG assieme alla GLS anche nella sontuosa versione Maybach raggiungono i ricchi mercati cinesi medio-orientali. Oltre che questi modelli a Tuscoloosa nascono anche i suv elettrici EQE ed EQS. Ma la storia non finisce qui, perché l’anno prossimo a questo schieramento si aggiungerà anche la GLC EQ, ovvero quella full-electric, che fino ad allora sarà prodotta solo a Brema in Germania.

Mercedes, capofila degli arrivi in Alabama

L’impianto dell’Alabama, che è il principale della Mercedes al di fuori della Germania, impiega attualmente circa seimila persone e impatta su un indotto con oltre cinquatacinquemila posti di lavoro, considerando i fornitori e i prestatori di servizi nella regione. Una platea formata da centocinquanta aziende e che è in continua crescita perché seguendo le orme della Mercedes, via nel tempo, in Alabama hanno aperto impianti produttivi: Hyundai, Honda e Mazda con Toyota. E, in più, c’è anche Airbus che assembla A 320 e A321 attirando competenze nuove tecnologiche, utili in alcuni casi anche per l’automotive.

Mercedes, i piani per il consolidamento della presenza negli USA

Il piano della Mercedes per gli Stati Uniti pur essendo fortemente “suvcentrico” ed essendo sostenuto anche dalla divisione Van nata vent’anni fa in South Carolina dove vengono assemblati lo Sprinter e l’eSprinter che ha consuntivato recentemente la produzione di cinque milioni di furgoni, considera anche altri fattori che rendono importante la presenza del brand negli Stati Uniti.

Infatti, oltre a quelli legati alla fiscalità attrattiva e alla posizione ideale dell’Alabama per favorire la distribuzione, tiene conto sia della possibilità di attingere al grande bacino di competenze ingegneristiche offerto istituti della vicina Georgia e al fiorente ecosistema di startup tecnologiche dei due Stati. Gran parte dei rimanenti 3 miliardi di dollari che il marchio investirà nei prossimi anni è destinato anche a sancire in modo definitivo il ruolo di Atlanta quale sede centrale di Mercedes per il Nord America inserendosi in una strategia più ampia volta a riunire in un’unica sede le funzioni aziendali, le attività di R&S, i team di vendita e marketing degli Stati Uniti.

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