Industria

Mercato immobiliare, area urbana di Cosenza in coda alla classifica

Report. Languono le compravendite e per gli affitti l’aumento dei prezzi oscilla tra il 20% e il 40 % con una media di 700 euro nelle zone del centro

di Donata Marrazzo

3' di lettura

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È più attrattiva di Reggio Calabria, meno di Catanzaro: secondo il Market Appeal Index elaborato da Immobiliare .it, Cosenza resta nella parte bassa della classifica dell’attrattività del mercato immobiliare (64° posto) per volumi di offerta, ricerche e contatti per gli annunci.

Mentre la filiera edilizia si mantiene viva e proliferano nuove costruzioni, languono invece le compravendite e gli affitti sparigliano le carte con picchi dei canoni e riduzione del periodo delle locazioni: l’aumento dei prezzi oscilla tra il 20% e il 40 %, portando gli affitti mensili a una media di 700 euro (per 100 metri quadrati) nelle zone del centro. «Una situazione che rischia di lasciare fuori mercato le famiglie monoreddito e le giovani coppie che non hanno requisiti adeguati», spiega Stefania Vuono, agente immobiliare e delegata provinciale a Cosenza di Anama, associazione degli operatori del settore di Confesercenti.

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La risposta istituzionale al bisogno di alloggi e al diffuso disagio abitativo che caratterizza in particolare il centro storico è la prossima messa in sicurezza dei tanti palazzi a rischio crollo nella città vecchia, con la previsione di espropri. Anama, invece, studia una proposta per coinvolgere i comuni di cintura della città bruzia e aumentare così la disponibilità degli immobili, dove al momento affitti e compravendite sono inferiori del 30 per cento.

Molti sindaci conosco il problema: il primo cittadino di Domenico Gianfranco Segreti Bruno, ad esempio, si sta muovendo per rilevare alcuni vecchi immobili che non hanno più proprietari: «Ma urgono bandi ad hoc - spiega -. Qui non sappiano che farcene di finanziamenti per le piste ciclabili, abbiamo bisogno di riqualificare il nostro patrimonio edilizio». Il comune di Casali del Manco, praticamente una propaggine di Cosenza, costituito dall’unione di 5 comuni, incentiva nuovi residenti e attività commerciali: «Abbiamo deliberato l’esenzione dalla Tari per chi si trasferisce o investe nei nostri territori – dichiara la sindaca Francesca Pisani - E stiamo procedendo all’acquisto di alcuni immobili da destinare a famiglie o giovani coppie. Abbiamo una posizione strategica anche per chi lavora a Cosenza».

Una visione innovativa dello sviluppo urbanistico e della rigenerazione sociale, che sposta l’attenzione dalla città unica (la Grande Cosenza, tentativo di fusione con Rende e Castrolibero che sta alimentando accese polemiche) alla città policentrica, secondo il modello dell’urbanista Carlos Moreno, ripristinando così il legame che il comune cosentino, e in particolare il suo centro storico, ha sempre avuto con il territorio periurbano. Un altro modo per arginare lo spopolamento delle aree interne. «Questo scenario del mercato immobiliare ci obbliga davvero alla ricerca di una soluzione – rimarca Stefania Vuono - considerato che nel 2023 su 680 nuovi contratti a canone libero, 4+4, e 480 a canone concordato, 3+2, la percentuale di incidenza sul reddito delle famiglie è stata di oltre il 20 per cento».

Aumentano, poi, gli affitti brevi, quelli a uso transitorio, e gli immobili trasformati in b&b: in città se ne contano circa 250. La zona universitaria di Quattromiglia, a Rende, è letteralmente sold out (300 euro una stanza). Le compravendite, invece, non registrano grandi variazioni, ma meritano comunque una lettura: «In città la filiera edilizia si muove con coraggio – sottolinea Francesco Ugone, presidente di Anama Confesercenti Cosenza – si edifica ai margini del centro e si riqualificano immobili anche demolendo e ricostruendo. La vecchia clinica Salus in via Calabria, ad esempio, sarà un nuovo complesso di 16 appartamenti su 5 piani, di classe energetica alta. Per le nuove costruzioni i prezzi sfiorano i 2.500 euro al metro quadrato. Le case da ristrutturare si comprano invece a un valore intorno ai mille euro, con un rialzo del 2,3% rispetto all’anno scorso. Ma l’offerta comunque supera di molto la domanda: così da un paio d’anni le variazioni dei prezzi sono minime. Crescono, invece - conclude Ugone - gli acquisti di piccoli immobili, da 50 metri quadrati, per investimento».

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