Il Report

Mercato dell’arte 2025: cauta crescita in un contesto complesso

Lo studio di Art Basel e Ubs segnala una ripresa della fascia alta. Gli Stati Uniti rimangono in testa, seguono Gran Bretagna e Cina

di Silvia Anna Barrilà

I corridoi di Art Basel Hong Kong , Courtesy Art Basel

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

In un contesto internazionale che definire incerto è un eufemismo esce oggi la decima edizione dell’Art Market Report by Art Basel e UBS, curato da Clare McAndrew di Arts Economics. I dati, basati su vendite e informazioni di gallerie, case d’aste, collezionisti, fiere, banche dati ed esperti di settore sull’anno 2025, riportano una crescita del 4% del volore delle transazioni, fino a 59,6 miliardi di dollari, segnando una moderata ripresa dopo due anni consecutivi di contrazione, ma ancora al di sotto del picco post-Covid del 2022.
Più che una ripresa, lo studio parla di un’evoluzione del mercato, che si adatta alla complessa situazione geopolitica, alle incertezze poste dai dazi, alla volatività, ai mutamenti della domanda.

Gli stand di Art Basel Hong Kong, Courtesy Art Basel

La cauta ripresa della fascia alta

I guadagni del 2025 sono stati trainati da una rinnovata fiducia nella seconda metà dell’anno e, in particolare, dalla forza nella fascia alta del mercato. In generale, sono cresciute sia le vendite all’asta, che quelle dei galleristi: le prime del 9% fino a 20,7 miliardi di dollari, dopo una contrazione nel 2024; le seconde solo del 2%, fino a a 34,8 miliardi di dollari. Le private sales delle case d’aste sono, invece, diminuite del 5%, invertendo la tendenza del 2024 (se si considerano aste pubbliche e private sales, il totale è stato di 24,8 miliardi di dollari con un incremento anno su anno del 6%). Il volume delle transazioni è rimasto sostanzialmente stabile nel 2025, con un aumento di appena il 2% su base annua a 41,5 milioni.
Nel 2024, i segmenti di prezzo più basso avevano guidato la crescita nonostante il calo dei valori; nel 2025, la crescita del numero totale di transazioni è stata più contenuta, poiché i volumi dei mercanti sono leggermente aumentati mentre quelli delle aste sono leggermente diminuiti. C’è stata, invece, una maggiore attività per le opere di valore superiore ai 10 milioni di dollari, sia all’asta che in galleria, dove è rimasta forte la fascia bassa del mercato, ma il segmento di altissimo valore è tornata a crescere dopo due anni di declino. Questo perché c’è stato un riassestamento strutturale verso artisti affermati e settori più storici, per una persistente avversione al rischio, mentre l’ultra-contemporary, che aveva guidato gran parte della ripresa post-pandemica, è rimasto stagnante.

Loading...

LE VENDITE NEL MERCATO GLOBALE

Loading...

La geografia del mercato

A livello geografico, le tre maggiori piazze sono rimaste stabili: Usa in testa, con il 44% delle vendite per valore fino a 26 miliardi di dollari e un ritorno di vivacità nella fascia alta del mercato; al secondo posto la Gran Bretagna con il 18% di vendite per un valore totale di 10,5 miliardi (stabile); al terzo posto la Cina con il 14% fino a 8.5 miliardi. Qui le aste sono cresciute, soprattutto, nella Cina continentale, più focalizzata sul mercato locale, mentre quello di Hong Kong, più internazionale, si è contratto. Risultati misti sugli altri mercati asiatici: lente le vendite in Giappone, mentre la Corea del Sud è cresciuta del 6%.

LE QUOTE DEL MERCATO DELL’ARTE GLOBALE

Loading...

<i>Dati in %</i>

E l’Europa? La Francia rimane il mercato trainante e il quarto al mondo, con vendite totali per 4,5 miliardi, vale a dire +9% anno su anno. Sono cresciute anche la Svizzera (+13%), l’Austria (+13%) e la Spagna (+6%), mentre hanno rallentato la Germania (-10%) e l’Italia (-2%).

Cala, invece, il mercato online a 9,2 miliardi di dollari, il valore più basso dal 2019, anno pre-Covid, sia per i dealer che per le case d’asta. Le fiere d’arte hanno rafforzato il loro ruolo nel commercio globale, rappresentando il 35% delle vendite dei dealer, in aumento rispetto al 31% del 2024.

Apri e chiudi

Il rapporto tocca anche alcuni dei cambiamenti strutturali che influenzano lo sviluppo del mercato, sullo sfondo dell’evoluzione dei gusti e dei modelli di acquisto. Nonostante la chiusura di diverse gallerie di rilievo e l’adattamento dell’intero ecosistema delle gallerie alle realtà operative in un contesto di costi più elevati (gli aumenti di costo maggiori sono stati per imballaggio, spedizione e logistica +10%, fiere d’arte +9%, e viaggi e alloggio +6%), il rapporto rileva che, nel corso dell’anno, la quota di aperture (42%) era più alta di quella di chiusure (25%), con il resto che rifletteva ricollocazioni, ridimensionamenti o espansioni – prova di una sostanziale ristrutturazione e movimento all’interno del settore.

VARIAZIONE DELLE VENDITE NEL MERCATO MONDIALE DELL’ARTE E DELL’ANTIQUARIATO

Variazioni %

Loading...

Le artiste

Sono stati fatti progressi anche verso la parità di genere. Le artiste donne hanno rappresentato il 45% della rappresentanza dei dealer nel 2025 (un aumento del 4% su base annua), con le gallerie del mercato primario che hanno raggiunto in media la parità. Sebbene permangano delle disparità ai livelli di fatturato più elevati, la traiettoria generale indica un progresso strutturale e un mercato più equilibrato.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti