Mensa scolastica, quanto mi costi: fino a 89 euro al mese
Pubblicata la IX Indagine di Cittadinanzattiva sui pasti a scuola: costi per le famiglie in aumento rispetto al 2025. Parma la città più cara
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Una spesa mensile di 87 euro all’infanzia e di 89 alla primaria: è il costo della mensa scolastica sostenuto da una famiglia con reddito medio nell’anno 2025/2026. In aumento rispetto al 2024/2025, quando era stata, rispettivamente, di 85 e 86 euro.
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A dirlo è la IX Indagine sulle mense scolastiche, con la quale Cittadinanzattiva ha analizzato per tutti i capoluoghi italiani quanto paga una famiglia composta da tre persone, due genitori e un figlio minore, con un reddito lordo annuo di 44.200€ e un Isee di 19.900€. Nel calcolo della quota annuale del servizio di ristorazione scolastica si è ipotizzata una frequenza di 20 giorni mensili per un totale di 9 mesi.
I dati principali
A livello nazionale, il costo a pasto passa a 4,3€ per l’infanzia e 4,41€ per la primaria, con un rincaro medio rispettivamente del 2,1% e del 2,7%, oltre che con picchi di aumento che nella scuola primaria raggiungono il +16,6% in Molise e il +7,6% in Abruzzo. La regione mediamente più costosa si conferma l’Emilia Romagna con 116€ mensili per l’infanzia e 115€ per la primaria, in sensibile aumento rispetto ai 108€ mensili medi rilevati nella scorsa indagine. La regione più economica rimane, invece, la Sardegna con 61€ nell’infanzia (dato invariato) e 65€ per la primaria (64€ nell’anno passato).
Cagliari la città più economica, Parma la più cara
Cambiamenti significativi si registrano anche a livello di singoli capoluoghi di provincia: se l’anno scorso la città più economica in assoluto era Barletta (2,00€ a pasto in entrambi i gradi), quest’anno il primato passa a Cagliari (2,1€ sia per l’infanzia che per la primaria). Sul fronte opposto, Parma risulta la città più cara in assoluto sia per l’infanzia (7,8€ a pasto, scalzando Torino) sia per la primaria (7,1€). Fra le grandi città si conferma invece il dato virtuoso di Roma, con un costo a pasto invariato di 2,6€ sia per l’infanzia che per la primaria.
Il Pnrr accorcia le distanze, ma non basta
Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del merito per l’anno scolastico 2024/2025, il 36,5% degli edifici scolastici statali è dotato di mensa, un dato in lieve miglioramento rispetto al 34,5% dell’anno precedente. Permangono però le differenze territoriali, sebbene con leggeri passi in avanti: al Nord la percentuale è del 45,5% e al Centro del 41,5%, mentre al Sud la dotazione sale dal 22% dell’anno scorso all’attuale 24%, e nelle Isole dal 21% al 22,3%.
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