Inghilterra

Meningite nel Kent, lunghe code per i vaccini. Salgono a 34 i casi censiti

Il Regno Unito ha dichiarato l’allerta sanitaria per un cluster di meningite tra giovani studenti nel Kent, con campagne di vaccinazione e antibiotici per contenere il contagio.

aggiornato il 23 marzo 2026 ore 12:25

Un membro del team di vaccinazione del Kent Community Health NHS Trust, somministra il vaccino contro la meningite B a una studentessa in un centro sportivo nel campus dell’Università del Kent il 20 marzo 2026. REUTERS/Toby Melville REUTERS

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Dal 19 marzo 2026 è in vigore lo stato di allerta sanitaria pubblica decretato dalla UK Health Security Agency, organismo incaricato di sorvegliare la sicurezza medica nel Regno Unito, in risposta al focolaio “senza precedenti” di meningite acuta diffusosi nella contea del Kent, in Inghilterra meridionale.

Canterbury nel Kent

Il Kent è una contea a sud-est di Londra

La direttiva, spiega la Bbc, prevede che tutti i medici del servizio sanitario nazionale (Nhs) segnalino eventuali sintomi sospetti, ovunque nel Paese.

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Si tratta di una misura preventiva non ordinaria, ma già adottata in anni recenti per altri casi di focolai infettivi come quello del cosiddetto vaiolo delle scimmie (Mpox).

L’epidemia di meningite, che finora ha causato due morti, uno studente di 21 anni e una studentessa di 18, resta comunque per ora concentrato nel Kent, con un totale di casi censiti salito a 34 («23 contagi confermati e 11 in via d’accertamento») con 32 ricoverati secondo l’ultimo aggiornamento diffuso il 20 marzo 2025dall’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (Ukhsa).

La coda

Un gruppo di persone, per lo più studenti, fa la fila per ricevere il vaccino contro la meningite di tipo B in un centro sportivo nel campus dell’Università del Kent, a Canterbury, in Gran Bretagna, il 20 marzo 2026. REUTERS/Toby Melville

Complessivamente, in “5.841 hanno ricevuto il vaccino” dall’inizio dell’offerta mercoledì scorso, e in “più di 11.033 hanno ricevuto antibiotici da quando l’epidemia è diventata di dominio pubblico”, domenica.

Tra le persone in fila per il vaccino non manca chi protesta. Sabato 21 marzo, Anya Trickett è arrivata al centro vaccinale dell’università del Kent alle 5 Gmt (le 6 italiane) ed era la prima in coda. Ha raccontato di essere stata “respinta” da un ambulatorio vaccinale alle 14 del giorno prima.

Inghilterra, file studenti per antibiotici dopo epidemia meningite B

“L’ho trovato assurdo - ha detto - visto che il centro avrebbe dovuto essere aperto fino alle 17. Quindi oggi sono venuta qui molto presto per assicurarmi di essere accettata”.

Dopo i primi 4 centri vaccinali allestiti presso il centro sportivo dell’università del Kent a Canterbury, il Kent and Canterbury Hospital a Canterbury, il Faversham Health Centre e la Vicarage Lane Clinic ad Ashford, è stato aperto un quinto centro vaccinaleall’ospedale Qeqm di Margate.

La discoteca

A Canterbury

Il contagio ha riguardato quasi esclusivamente giovani, coinvolgendo studenti di due università con sede nella storica città di Canterbury, e alcune scuole medie superiori della stessa zona del Kent: attraverso contatti che sarebbero avvenuti durante una festa in un locale cittadino, il Chemistry Club, frequentato da ragazzi e ragazze.

Il ministro della Sanità britannico, Wes Streeting, ha precisato di non aver disposto la chiusura d’autorità dei due atenei - la University of Kent e la Canterbury Christ Church University - o degli istituti scolastici interessati, dove tuttavia restano in vigore misure cautelari di sospensione di varie attività: confermate dalla immagini di campus fantasma mostrate dai media e dalla partenza anticipata di diversi fuorisede in vista delle vacanze di Pasqua.

Streeting ha spiegato che diversi casi sono stati confermati con certezza come riconducibili al batterio meningococco B ceppo MenB: temuta fonte di contagio contro la quale il Regno Unito ha introdotto vaccinazioni di routine su neonati e bambini piccoli dal 2015. La malattia è trasmissibile col contatto ravvicinato. Una di loro, la 21enne Annabelle Mackay, ha detto di aver perso la vista per due giorni e di non riuscire ancora a camminare.

Vaccino non obbligatorio

Nel settembre 2015, il Regno Unito è stato il primo Paese al mondo a introdurre il vaccino contro la Meningite B (Bexsero) nel programma nazionale di immunizzazione infantile gratuito per i neonati. Tuttavia, si è trattato di un’aggiunta al programma raccomandato, non di un obbligo.

Sempre nel 2015, è stato introdotto il vaccino MenACWY per i teenager, anch’esso inserito nel programma routine, ma non obbligatorio.

Impennata della domanda di vaccini

I giovani del sud-est dell’Inghilterra, in fila per il vaccino contro la meningite B, hanno scatenato numerose richieste di fornitura da parte delle farmacie e sollevando interrogativi più ampi sulla migliore risposta della sanità pubblica alla malattia.

Le persone che temono di essere state in contatto con qualcuno colpito dall’epidemia nel Kent possono ottenere il vaccino e gli antibiotici preventivi dall’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, attraverso edifici universitari, cliniche e medici di base.
Ma anche la domanda privata del vaccino da parte di coloro che sono preoccupati per la malattia nella popolazione più ampia è aumentata, ha affermato in una nota la National pharmacy association (Npa), che rappresenta 6.000 farmacie indipendenti in Gran Bretagna.

Le catene di farmacie Boots e Superdrug hanno entrambe segnalato carenze e implementato liste d’attesa online. Boots ha affermato che sta lavorando per reperire forniture aggiuntive e dando priorità ai luoghi in cui la domanda è più elevata, in particolare nel Kent.

Giovedì, il governo ha rilasciato 20.000 dosi del vaccino contro la meningite B dalla fornitura del servizio sanitario nazionale per alleviare le carenze sul mercato privato, ma l’Npa ha affermato che è improbabile che ciò soddisfi la domanda.

Il vaccino contro la meningite B disponibile sul servizio sanitario nazionale, Bexsero, è prodotto dalla casa farmaceutica britannica GSK.

È disponibile anche privatamente, insieme a Trumenba, prodotto dall’azienda statunitense Pfizer. Entrambi costano circa 200 sterline (circa 230 euro al cambio del 20 marzo) se acquistati privatamente.

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