Meloni: Italia farà sua parte su Sudan, Trump avanti su Africa. No controproposta Ue su Ucraina
La presidente del Consiglio dopo il G20 sudafricano: Usa impegnati sul Continente, non arretreranno
dal nostro inviato Alberto Magnani
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Johannesburg - Donald Trump «non farà passi indietro» sull’Africa nel suo anno di presidenza del G20, ma l’Italia può insistere sulla questione della risoluzione debitoria dei governi del Continente.
Uno sforzo che si somma a un qualche ruolo sul conflitto in Sudan, dove la priorità resta il «cessate il fuoco» su un disastro umanitario costato finora oltre 12 milioni di sfollati e decine di migliaia di vittime.
Lo ha detto la presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, rispondendo a una domanda del Sole 24 Ore dopo la chiusura del vertice del G20 in Sudafrica e le tensioni che hanno pervaso il summit fra Pretoria e Washington.
L’incognita Usa e l’emergenza Sudan
Gli Stati Uniti hanno boicottato il summit in polemica con le leggi «anti bianchi» e il presunto «genocidio cristiano» nell’economia più industrializzata dell’Africa, una rottura che potrebbe acuirsi dopo l’approvazione di un documento che insiste su filoni ostici per la Casa Bianca come crisi climatica e riforma finanziaria.
Gli Stati Uniti subentreranno alla presidenza del G20 proprio nel 2026, ma Meloni sembra confidare in una qualche continuità rispetto alla linea tracciata da Pretoria. «Non ho motivo di credere che ci sia la volontà di fare dei passi indietro da parte dell’amministrazione americana» ha detto, citando il coinvolgimento di Washington anche in progetti chiave sull’asse fra Roma e Bruxelles come il Corridoio di Lobito.









