Meloni: patentino antifascista a “Più libri più liberi” è censura
L’autocertificazione richiesta dagli organizzatori per iscriversi alla prossima edizione in programma a dicembre
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Fa discutere la decisione degli organizzatori di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria promossa dall’Associazione italiana editori (Aie), di introdurre l’obbligo per le case editrici espositrici di sottoscrivere un’autocertificazione di antifascismo per poter partecipare alla 25esima edizione in programma a Roma dal al dicembre.
Meloni: patentino antifascista per gli editori censura
«È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono. La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica» ha scritto su X la premier Giorgia Meloni.
Conte: la polemica di Meloni è surreale
L’intevento di Meloni è criticato dal leader di M5S Giuseppe Conte: «Nulla da dire e da fare sull’inchiesta per corruzione sul Ponte dello Stretto, con progetti fallimentari e 13,5 miliardi bloccati ma che sarebbero utili per infrastrutture, scuole, sanità. Fallite, ritirate o bocciate dai cittadini le riforme su giustizia e sanità - dice l’ex premier -, mentre esplodono le code sia in tribunale che in ospedale. Vertici internazionali vitali per i nostri interessi con la sedia dell’Italia che rimane vuota perché preferisce presentare un francobollo o la escludono. E allora Meloni va sull’usato sicuro: polemica domenicale surreale sulla fiera del libro e sull’antifascismo. Giustamente oltre all’ossessione nei miei confronti adesso ha l’ossessione per Vannacci, che cresce grazie ai suoi fallimenti e ai suoi tradimenti. Un piccolo quesito: ma quando si occupa dell’Italia, del carovita e delle aziende che chiudono? Quattro anni zero riforme».
Vannacci: la premier ha ragione
Per il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci, Meloni «ha perfettamente ragione» nel definire censura il patentino di antifascista che viene dato a Più liberi più libri, «perché in un Paese dove la libertà di espressione è in Costituzione questa libertà di espressione non deve essere soggetta ad alcun patentino, sia esso di antifascismo o di anti non so che cosa».
L’autocertificazione
L’atto di adesione alla fiera della piccola editoria prevede che l’editore autocertifichi il rispetto dei valori costituzionali della Repubblica italiana, il ripudio dell’ideologia fascista e di qualsiasi forma di totalitarismo e l’impegno a non esporre o commercializzare materiali che facciano apologia del fascismo o che incitino all’odio e alla discriminazione, pena l’esclusione immediata dalla fiera. Senza aver “vistato” queste clausole, il sistema informatico blocca l’inoltro della candidatura impedendo di completare l’acquisto degli spazi espositivi.






