Meloni: donne non libere se devono scegliere fra figli-lavoro. Il Papa: natalità e l’accoglienza non vanno contrapposte
Papa Francesco e la premier Giorgia Meloni sono stati i protagonisti della seconda giornata degli stati generali della Natalità in corso a Roma. Insieme sul palco, l’ingresso nella sala dell’auditorium è stato accompagnato da un lungo applauso. Stoccata della premier contro la maternità surrogata
di Andrea Gagliardi
4' di lettura
I punti chiave
- Meloni: figli e genitori in cima all’agenda del governo
- «Donne non libere se devono scegliere fra figli-lavoro»
- «Figli sono la prima pietra per la costruzione del futuro»
- Meloni al Papa:contro denatalità faremo la nostra parte
- Il Papa: preoccupano i dati sulla denatalità in Italia
- «Affitti alle stelle, servono correttivi al mercato»
- «Natalità à e l’accoglienza non vanno contrapposte»
4' di lettura
«Grazie per questo invito. Per questa iniziativa bella e coinvolgente che sta diventando tradizione, grazie oltre le parole di rito: viviamo in un’epoca nella quale parlare di natalità, maternità, famiglia è sempre più difficile sembra un atto rivoluzionario». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni inaugurando la seconda e conclusiva giornata degli stati generali della Natalità all’Auditorium della Conciliazione a Roma. «Eravamo stati avvertiti: batterci per dimostrare che le foglie d’estate sono verdi o due più due fa quattro, bisogna avere coraggio per sostenere cose fondamentali per la nostra società, ma a questa sala non il coraggio non difetta»
Meloni: figli e genitori in cima all’agenda del governo
«Fin dal primo giorno il governo ha messo figli e genitori in cima all’agenda politica, ha fatto della natalità e della famiglia la priorità assoluta della nostra azione, perché vogliamo che l’Italia torni ad avere un futuro, a sperare e credere in un futuro migliore rispetto questo presente incerto», ha rivendicato Meloni. E ha elencato gli interventi del governo a sostegno delle famiglie: dall’assegno unico alle agevolazioni per i mutui ai giovani. Meloni ha citato l’erogazione del fringe benefit che «vogliamo mantenere a tremila euro dando priorità a chi ha figli a carico».
«Sui figli approccio sussidiario e non dirigista»
«Abbiamo intitolato alla natalità un ministero, lo abbiamo collegato a famiglia e pari opportunità, non è una scelta di forma ma di sostanza» ha proseguito Meloni. «È la sintesi - ha spiegato - del programma di un governo che vuole affrontare le grandi crisi, fra cui è innegabile quella demografica. Perché i figli sono la prima pietra della costruzione di qualsiasi futuro». Quella demografica «è una sfida che portiamo avanti non con impostazione dirigista, ma con l’approccio sussidiario, di chi crede che il compito dello Stato sia creare le condizioni favorevoli, con l’ambiente normativo e soprattutto sul piano culturale, alla famiglia, all’iniziativa, allo sviluppo, al lavoro» ha incalzato Meloni, che ha rispedito al mittente l’accusa di volere uno Stato etico: «No, vogliamo uno Stato che accompagni e non diriga, vogliamo credere nelle persone, scommettere sugli italiani, sui giovani, sulla loro fame di futuro»
«Donne non libere se devono scegliere fra figli-lavoro»
«Se le donne non avranno la possibilità di realizzare il desiderio di maternità senza rinunciare a quello professionale non è che non avranno pari opportunità, non avranno libertà» ha detto ancora la presidente del Consiglio
«Natalità non è in vendita, utero non si affitta»
E ancora: «Vogliamo vivere una nazione nella quale essere padri non sia fuori moda, ma un valore sociualmente riconoscito tutto, in cui riscoprano la bellezza di essere genitori che è una cosa bellissima che non ti toglie niente e che ti dà tantissimo». «Per decenni - ha aggiunto - la cultura dominante ci ha detto il contrario. Vogliamo che non sia più scandaloso dire che siamo tutti nati da un uomo e una donna, che non sia un tabù dire che la natalità non è in vendita, che l’utero non si affitta e i figli non sono prodotti da banco che puoi scegliere e poi magari restituire»








