Meloni a Palazzo Chigi, task force con ministri. Tajani: verso risposta europea meno dura dei dazi Usa. Salvini: troppi limiti dell’Ue
La premier ha annullato gli impegni odierni per concentrare la propria attività sulle azioni da intraprendere in seguito agli annunci di Donald Trump
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È terminato dopo circa un’ora e mezzo il vertice convocato a palazzo Chigi dalla premier Giorgia Meloni per fare un punto sulle azioni da intraprendere in seguito all’introduzione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti. All’incontro hanno partecipato oltre ai vice Matteo Salvini e Antonio Tajani (collegato da Bruxelles), i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) e Tommaso Foti (Affari europei e Pnrr).
Punto Salvini-Lega sui dazi: troppi limiti dell’Ue
In mattinata fonti della Lega avevano fatto sapere che Salvini si è confrontato con il gruppo economico del suo partito, ribadendo che se gli Stati Uniti hanno deciso di tutelare le proprie imprese, è necessario che l’Italia continui a difendere con determinazione il proprio interesse nazionale anche alla luce dei troppi limiti dell’Europa.
Tajani e Šefčovič: sui dazi Usa fermi ma serve dialogo
A Bruxelles intanto il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha incontrato il Commissario Europeo con delega al commercio, Maroš Šefčovič, per discutere delle recenti decisioni dell’amministrazione statunitense in materia commerciale. Nel corso dell’incontro, «i due hanno convenuto sulla necessità di mantenere un approccio fermo ma basato sul dialogo, volto ad evitare un’ulteriore escalation sul fronte commerciale». Lo si legge in una nota
Tajani: dazi Usa contrari a richiesta del 5% in difesa
Non solo. Tajani ha aggiunto che l’imposizione dei dazi da parte degli Usa è “contraria” alla richiesta di salire al 5% del Pil per quanto riguarda le spese nella difesa. Lo ha detto a margine della ministeriale Nato, sottolineando che l’articolo 2 del trattato di Washington - ovvero l’atto fondativo dell’Alleanza - prevede «la collaborazione economica tra i paesi che ne fanno parte». E «la guerra commerciale certamente non fa parte di quello che dice l’articolo 2, dobbiamo evitarla». E ha aggiunto: «Credo che andremo nella direzione di avere una risposta meno dura di quella che è stata la scelta americana, quindi per dare un messaggio contro l’escalation dei dazi, un messaggio contro la guerra commerciale: mi pare che le posizioni del commissario Sefcovic siano ragionevoli e vadano nella direzione della tutela delle imprese italiane ed europee»
Urso: prima di reagire necessario comprendere ricadute su imprese e famiglie
«Prima di reagire è necessario comprendere appieno le ricadute sui consumatori sulle famiglie e sulle imprese» ha detto invece il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso intervenendo al Question Time al Senato rispondendo ad una interrogazione sui dazi Usa e sul supporto alle imprese. Urso ha aggiunto: «Chiediamo all’Europa di agire subito e senza infingimenti, laddove comunque andrà fatto per restituire competitività alle imprese e tutelare il mercato interno, salvaguardare il lavoro europeo. Chiediamo l’immediata sospensione delle regole del Green Deal che hanno portato al collasso l’industria delle auto, peraltro la più colpita dai nuovi dazi americani».








