Governo

Meloni a Palazzo Chigi, task force con ministri. Tajani: verso risposta europea meno dura dei dazi Usa. Salvini: troppi limiti dell’Ue

La premier ha annullato gli impegni odierni per concentrare la propria attività sulle azioni da intraprendere in seguito agli annunci di Donald Trump

di Redazione Roma

La premier Giorgia Meloni durante un'intervista al Tg1 ANSA

3' di lettura

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È terminato dopo circa un’ora e mezzo il vertice convocato a palazzo Chigi dalla premier Giorgia Meloni per fare un punto sulle azioni da intraprendere in seguito all’introduzione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti. All’incontro hanno partecipato oltre ai vice Matteo Salvini e Antonio Tajani (collegato da Bruxelles), i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) e Tommaso Foti (Affari europei e Pnrr).

Punto Salvini-Lega sui dazi: troppi limiti dell’Ue

In mattinata fonti della Lega avevano fatto sapere che Salvini si è confrontato con il gruppo economico del suo partito, ribadendo che se gli Stati Uniti hanno deciso di tutelare le proprie imprese, è necessario che l’Italia continui a difendere con determinazione il proprio interesse nazionale anche alla luce dei troppi limiti dell’Europa.

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Tajani e Šefčovič: sui dazi Usa fermi ma serve dialogo

A Bruxelles intanto il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha incontrato il Commissario Europeo con delega al commercio, Maroš Šefčovič, per discutere delle recenti decisioni dell’amministrazione statunitense in materia commerciale. Nel corso dell’incontro, «i due hanno convenuto sulla necessità di mantenere un approccio fermo ma basato sul dialogo, volto ad evitare un’ulteriore escalation sul fronte commerciale». Lo si legge in una nota

Tajani: dazi Usa contrari a richiesta del 5% in difesa

Non solo. Tajani ha aggiunto che l’imposizione dei dazi da parte degli Usa è “contraria” alla richiesta di salire al 5% del Pil per quanto riguarda le spese nella difesa. Lo ha detto a margine della ministeriale Nato, sottolineando che l’articolo 2 del trattato di Washington - ovvero l’atto fondativo dell’Alleanza - prevede «la collaborazione economica tra i paesi che ne fanno parte». E «la guerra commerciale certamente non fa parte di quello che dice l’articolo 2, dobbiamo evitarla». E ha aggiunto: «Credo che andremo nella direzione di avere una risposta meno dura di quella che è stata la scelta americana, quindi per dare un messaggio contro l’escalation dei dazi, un messaggio contro la guerra commerciale: mi pare che le posizioni del commissario Sefcovic siano ragionevoli e vadano nella direzione della tutela delle imprese italiane ed europee»

Urso: prima di reagire necessario comprendere ricadute su imprese e famiglie

«Prima di reagire è necessario comprendere appieno le ricadute sui consumatori sulle famiglie e sulle imprese» ha detto invece il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso intervenendo al Question Time al Senato rispondendo ad una interrogazione sui dazi Usa e sul supporto alle imprese. Urso ha aggiunto: «Chiediamo all’Europa di agire subito e senza infingimenti, laddove comunque andrà fatto per restituire competitività alle imprese e tutelare il mercato interno, salvaguardare il lavoro europeo. Chiediamo l’immediata sospensione delle regole del Green Deal che hanno portato al collasso l’industria delle auto, peraltro la più colpita dai nuovi dazi americani».

Schlein: con Meloni Italia impreparata al disastro

Ma le opposizioni attaccano. «I dazi di Trump sono una mazzata per le imprese e i lavoratori italiani che faranno perdere all’Italia miliardi di euro e decine di migliaia di posti di lavoro. I danni saranno enormi, sia per i Paesi colpiti (l’Italia, che con gli USA ha registrato nel 2024 un surplus commerciale di 39 miliardi, il secondo in Europa dopo la Germania) che per gli Stati Uniti. È incredibile come il governo sia rimasto fermo, senza fare niente, si sapeva da mesi che questo giorno sarebbe arrivato. Ma Giorgia Meloni ha usato il condizionale fino a ieri per non urtare l’amico Donald e fa arrivare l’Italia impreparata a questo disastro» ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, che ha aggiunto: «Adesso basta, il governo deve svegliarsi e scegliere di stare dalla parte dell’Europa. Bisogna reagire uniti come Unione Europea in maniera mirata e proporzionata, e costringere Trump a negoziare con una voce unica europea e tenendo la schiena dritta per scongiurare una guerra commerciale senza limiti e evitare la delocalizzazione di produzioni manifatturiere dall’Europa e dall’Italia verso gli USA»

Conte: è uno tsunami, Meloni impreparata alla catastrofe

Sulla stessa linea Giuseppe Conte. «Meloni è arrivata impreparata sulla catastrofe dei dazi» che si abbatterà sulla nostra economia «come uno tsunami. Ora dovrà chiedere scusa a Xi e recuperare» ha detto il leader del M5s in un punto stampa.

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