Banga (Banca Mondiale): «Creare lavoro per i giovani è la soluzione migliore contro la povertà»
di Gianluca Di Donfrancesco
di Celestina Dominelli
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Un giro di orizzonti per cominciare a delineare le linee generali del nuovo capitolo del Pnrr dedicato al RepowerEu, il piano con cui l’Europa ha blindato le sue forniture energetiche dopo la crisi scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina, ma anche per individuare, con l’apporto delle partecipate pubbliche, le priorità di un percorso che dovrà fare dell’Italia l’hub energetico del Mediterraneo.
Lunedì 6 febbraio la premier Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi, insieme al ministro per il Pnrr, le politiche di Coesione e il Sud, Raffaele Fitto, e ai titolari dei dicasteri competenti, gli ad dei quattro colossi pubblici dell’energia (Claudio Descalzi per l’Eni, Stefano Donnarumma per Terna, Francesco Starace per l’Enel e Stefano Venier per Snam). Obiettivo: avviare un confronto per stabilire l’allocazione dei fondi aggiuntivi previsti per l’Italia dal RepowerEu e aggiornare così il Recovery, in modo da rispettare la deadline fissata dall’Europa: entrambi i tasselli, ha ricordato Fitto, andranno perfezionati entro il 30 aprile.
Una scadenza, quest’ultima, su cui è tornato anche il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, che ha incoraggiato gli Stati membri a presentare le modifiche al Pnrr «in un unico emendamento» e ha garantito l’impegno della Commissione «a elaborare rapidamente le richieste».
Ai ceo presenti la premier Meloni ha consegnato un messaggio molto chiaro: «Il nuovo piano consentirà all’Italia di dare un forte contributo alla realizzazione del “piano Mattei” al fine di consolidare il processo di diversificazione delle forniture verso una totale eliminazione del gas russo e per far diventare l’Italia hub energetico del Mediterraneo per tutta l’Europa in un proficuo rapporto di cooperazione soprattutto con i Paesi africani», ha detto aprendo l’incontro per poi sollecitare l’impegno di tutti «nella sfida per rafforzare la sovranità energetica». Oggi, ha spiegato, «inizia un percorso istituzionale che in tempi brevi ci consentirà di elaborare e successivamente realizzare un piano che renderà l’Italia più sostenibile da un punto di vista energetico attraverso l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, la riduzione dei consumi».
Prima di passare la parola ai ministri - oltre a Fitto erano presenti anche Giancarlo Giorgetti (Economia) in videocollegamento, Adolfo Urso e il suo vice Valentino Valentini (Imprese), Gilberto Pichetto (Ambiente), Francesco Lollobrigida (Agricoltura) e i viceministri Edmondo Cirielli (Esteri) ed Edoardo Rixi (Infrastrutture) - Meloni ha quindi ribadito la volontà del governo di attivare strumenti finanziari e di politica industriale «per sostenere concretamente la realizzazione dell’intero piano».