Conferenza stampa

Meloni: «Mai parlato con Musk di Starlink. Nel 2025 daremo un segnale di attenzione al ceto medio»

La premier: nel 2024 ho risposto a 350 domande di giornalisti

di Redazione Roma

In aggiornamento

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di fine anno, Roma 9 gennaio 2025. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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«Non ritengo di dovermi difendere dalla previsione di rappresentare un limite o un problema per la libertà di stampa o per la democrazia»: ha esordito così la premier Giorgia Meloni alla conferenza stampa organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dall’Associazione stampa parlamentare. «Sento dire che io non risponderei spesso alle domande dei giornalisti. Ho fatto fare un calcolo: ho risposto nel 2024 a 350 domande, più di una al giorno» ha aggiunto. L’anno è cominciato con 40 domande poste dai giornalisti, sorteggiati tra le 95 richieste arrivate, alle quali la premier ha risposto per circa un’ora e mezza. In platea, fra gli ospiti istituzionali, anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Come sempre vasta la gamma dei temi trattati. In chiusura, in materia di scelte di politica economica, l’annuncio di un’attenzione al ceto medio «risorse permettendo».

Il prefetto Rizzi capo del Dis

Tra le notizie l’annuncio della premier che il prefetto Vittorio Rizzi sarà il nuovo capo del Dis. La nomina sarà formalizzata nel Consiglio dei ministri in programma oggi alle ore 18.

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Meloni: sul caso Sala triangolazione con Usa e Iran

Parlando del caso di Cecilia Sala la premier ha rivelato che «c’è stato un lavoro di triangolazione diplomatica con Iran e Usa per quello che riguarda una svolta nel caso - ha detto Meloni rispondendo alla prima domanda dei cronisti -, non direi che c’è stato un momento di svolta perchè la questione è stata seguita dall’inizio. Le interlocuzioni con l’Iran sono di natura diplomatica e di intelligence, il governo è tenuto alla riservatezza in questi casi. Mantovano è stato al Copasir ed è pronto a tornare nel caso in un’ulteriore audizione, ricordiamo che in Iran sono presenti altri 500 italiani e bisogna essere molto cauti».

«Su Abedini dialogo con Usa: lavoro non è finito ieri»

«Per quello che riguarda Abedini ha detto la premier - il caso è al vaglio della ministero della Giustizia, c’è un vaglio tecnico e politico, e secondo il trattato con gli Stati Uniti. È una vicenda che bisogna continuare a discutere con gli amici americani: avrei voluto parlarne con Biden - che è ha dovuto annullare il viaggio e a cui mandiamo la nostra solidarietà. Le interlocuzioni ci sono e ci saranno: il lavoro ancora complesso non è terminato ieri e penso si debba discutere nei dettagli nelle sedi opportune».

«SpaceX? Non ne ho mai parlato con Musk»

Si passa poi al caso Starlink. «Sono abbastanza colpita da come alcune notizie false rimbalzino e continuino ad essere discusse anche dopo essere state smentite, come il contratto smentito con SpaceX», ha commentato la premier. Che ha aggiunto: «Usare il pubblico per fare favore agli amici non è mio costume» ma «valuto l’interesse nazionale. E non ho mai parlato personalmente con Musk di queste vicende».

Su Starlink stiamo in fase istruttoria

«SpaceX - ha spiegato la premier - ha illustrato al governo la tecnologia di cui dispone, che consente comunicazioni in sicurezza a livello nazionale e soprattutto planetario, e per noi significa soprattutto garantire comunicazioni sicure nel rapporto con le sedi diplomatiche e con i contingenti militari all’estero, che sono molto delicate. Si tratta di interlocuzioni che rientrano nella normalità. Decine di aziende si propongono per cose più disparate, poi si fa l’istruttoria, e se la cosa è di interesse si pone nelle sedi competenti. In questo caso gli ambiti con cui confrontarsi sono molti, dal Consiglio supremo di difesa fino al Parlamento. Ma siamo nella fase istruttoria, non capisco tutte le accuse che sono state rivolte».

«Non accetto lettera scarlatta contro Musk per sue idee»

Diverse domande hanno riguardato il rapporto di Meloni con Elon Musk. «Non è la prima volta che accade» che si discuta di affidare ad un privato un servizio delicato come quello delle comunicazioni che potrebbero essere affidate a Starlink. «Lo stesso problema ci fu per il data center. Ma quando ciò venne affidato a Microsoft nessuno si è stracciato le vesti. Allora il problema sono le idee di Musk. Io non faccio favori ad amici ma non accetto che si attacchi una lettera scarlatta» a Musk.

«Da Musk non prendo soldi, ingerenze sono quelle di Soros»

E poi, tornado ancora su Musk: «Non è un pericolo per la democrazia». Le «ingerenze» per al premier ci sono in altri casi quando «persone facoltose usano le risorse per finanziare in mezzo mondo partiti e associazioni per condizionare le politiche, come nel caso di Soros».

«Io non prendo soldi da Musk - aggiunge - semmai l’hanno presi da Soros. Io il pericolo per la democrazia non lo vedo». «Dobbiamo ricondurre - è la convinzione di Meloni - le cose nell’alveo dove si trovano. Musk esprime la sua posizione e di questo stiamo parlando. Può piacere o non piacere ma quando mi si dice che c’è un pericolo di ingerenza evidenzio che non è il primo caso di persone note e facoltose che esprimono le loro opinioni. Io - aggiunge - ne ho viste parecchie e spesso contro di me e nessuno si è scandalizzato. Il problema - dice ancora - è quando queste persone usano le risorse per finanziare in mezzo mondo partiti e associazioni per condizionare le politiche, cosa che non mi risulta faccia Musk al contrario di Soros. Questa sì la considero una pericolosa ingerenza. Ma quando è accaduto si è parlato di filantropi: il problema è che è ricco e influente o che non è di sinistra?».

«Alle prossime elezioni vorrei arrivare con premierato»

Si parla di riforme istituzionali e Meloni esprime il suo auspicio: «Vorrei arrivare alle prossime elezioni con la riforma del premierato approvato ed una legge elettorale tarata su questo. Penso che la questione sia materia di competenza parlamentare, ma se il premierato non dovesse arrivare in tempo ci si interrogherà se questa legge elettorale sia la migliore o no».

«Sui referendum che riguardano le riforme costituzionali che stiamo facendo - ha aggiunto - cercherò di fare un passo indietro: considero che sarebbe un errore non stare nel merito della questione. Abbiamo fatto le riforme, ci abbiamo messo la faccia ma le consegnamo ai cittadini».

«La Cassazione ci dà ragione, centri Albania pronti»

Capitolo immigrazione. I «centri in Albania sono pronti ad essere operativi» dice la premier. «A me pare che le sentenze della Cassazione diano ragione al governo», in quanto dicono che «che spetta al governo stabilire i paesi sicuri» Poi «lo scorso anno gli sbarchi sono diminuiti del 60%, negli ultimi anni giorni sono quasi azzerati».

«Legge sulla cittadinanza è ottima, agire sui tempi»

Ancora sull’immigrazione: a proposito delle regole sulla cittadinanza: «Penso che questo governo si debba concentrare sulle materie che sono nel programma, molto corposo. Non metterei altra carne al fuoco. E penso che quella italiana sia un’ottima legge sulla cittadinanza». Per la premier altro tema da affrontare sono «i tempi in cui si ottiene la cittadinanza nel momento in cui se ne ha diritto», talvolta ci vogliono «due anni». «È un tema che avevo già chiesto di affrontare ed è un segnale che va dato».

«Carceri, soluzione non è amnistia o indulto»

Rispondendo a una domanda sulle condizioni dei detenuti in carcere e il sovraffollamento, la premier ha detto: «Secondo me il modo serio di risolvere il problema non è l’amnistia o l’indulto ma è un altro: da una parte ampliare la capienza delle carceri e poi stiamo lavorando per rendere più agevole ad esempio il passaggio dei detenuti tossicodipendenti nelle comunità».

«Trump non abbandonerà Ucraina, sarebbe errore»

Quanto al fronte estero «francamente non prevedo un disimpegno» di Trump in Ucraina, ha detto Meloni. «Non leggo questo dalle sue dichiarazioni. Ha parlato in più occasioni di “pace con la forza” e io ho sempre sostenuto che l’unico modo per costringere la Russia a sedersi ad un tavolo di trattative era costruire una situazione di difficoltà» sul campo. «Trump ha la capacità di dosare diplomazia e deterrenza e prevedo che anche questa volta sarà così. Lui può andare avanti nella soluzione, ma non prevedo che questo significhi abbandonare l’Ucraina», circostanza che «sarebbe un errore dal mio punto di vista».

«Se riesco andrò in Usa per insediamento Trump»

Il 20 gennaio Meloni andrà all’insediamento di Trump? «Mi fa piacere esserci, sto valutando la compatibilità di agenda. Se riesco partecipo volentieri» la risposa del premier.

«Non favorevole a rimpasto, Salvini al Viminale non all’odg»

C’è spazio anche per la politica interna. «Non sono tendenzialmente favorevole al rimpasto» chiarisce Meloni che aggiunge: «Segnalo che prima del giro di boa siamo il settimo Governo per longevità su 68 governi. Quindi procediamo a grandi falcate per scalare posizioni».

Quanto a «Matteo Salvini sarebbe un ottimo ministro degli Interni. Ho già risposto su questo, ha ragione Matteo Salvini quando dice che in assenza del procedimento giudiziario, che abbiamo visto com’è andato, ragionevolmente avrebbe chiesto e ottenuto di avere il ministero degli Interni, però anche Piantedosi è un ottimo ministro degli Interni. Lo voglio ringraziare. Non penso che allo stato attuale, sia per la vicenda del rimpasto, sia perché abbiamo già un ottimo ministro degli Interni, questa cosa sia all’ordine del giorno». Quanto alle questioni giudiziarie della ministra del Turismo, Daniela Santanché, «vediamo, non sono la persona che giudica queste cose prima che accadano. Vediamo che cosa deciderà la magistratura e poi ne parlerò ovviamente col ministro»

«Sul candidato in Veneto tenere in considerazione Fdi»

Parlando delle regionali in Veneto e della possibilità che il candidato sia di Fratelli d’Italia Meloni dice: «Penso che Fdi debba essere tenuto in considerazione. Penso che di queste vicende si debba discutere con serenità con gli alleati e lo faremo. Ci saranno elezioni regionali ampie e delicate, ne abbiamo cominciato a parlare e continueremo a farlo».

«Nel Cdm impugneremo legge su terzo mandato Campania»

La premier ha confermato che nel Consiglio dei ministri di oggi «impugniamo la legge regionale della Campania» che autorizzerebbe il terzo mandato del governatore.

«Avviato dialogo con opposizioni su giudici Consulta»

Un altro dossier è lo stallo sull’elezione dei giudici costituzionali. «All’inizio non si è arrivati al risultato perché c’era un unico giudice della Corte costituzionale da eleggere, la maggioranza ha provato ad eleggerlo e l’opposizione ha fatto l’Aventino. Presumo che» il fatto che ora ci siano da eleggere più giudici costituzionali «renderà più facile trovare una soluzione anche con l’opposizione. Cercheremo di procedere spediti, non dipende solo da noi, abbiamo già avviato le interlocuzioni con le opposizioni».

«Soddisfatta dell’accordo raggiunto con Stellantis»

Meloni si è detta «soddisfatta» dell’intesa raggiunta con Stellantis in occasione del tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy relativo al piano Italia del gruppo automobilistico. Nel corso della conferenza stampa, la presidente del consiglio ha parlato di lavoro e in questo quadro ha spiegato che «noi abbiamo immaginato durante l’approvazione della legge di bilancio un sistema di Ires premiale che pone come condizione il mantenimento dei livelli occupazionali e il non ricorso alla cassa integrazione, quindi cerchiamo sempre di legare il nostro incentivo alla questione fondamentale del mantenimento a livelli occupazionali e della difesa dei laboratori», sottolineando che «è la stessa ragione per la quale sono, per esempio, sulla carta soddisfatta dell’accordo che abbiamo chiuso con Stellantis. Quindi cerchiamo di fare tutto quello che possiamo per favorire un approccio che sia il più possibile a tutela dei lavoratori».

«Quest’anno dare segnale di attenzione a ceto medio»

«Non ci sono cose che sono rimaste al palo: taglio del cuneo, aliquote, decontribuzione, tasse. Ci siamo concentrati sulla messa in sicurezza dei redditi che non potevano farcela e le poche risorse che avevamo sui redditi bassi. Sicuramente va dato un segnale al ceto medio a cui non è stato dato fino ad ora. Noi abbiamo fatto una riforma fiscale e cercheremo di fare dei passi graduali e, risorse permettendo, credo quest’anno un’attenzione vada data al ceto medio» ha detto Meloni rispondendo a una delle ultime domande.

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