Meloni: «Ipotesi di rivedere Transizione 5.0 in revisione Pnrr. Sulle liste di attesa faccio un appello alle Regioni»
La premier sulle spese per la Difesa: «L’Italia raggiungerà il target del 2% del Pil nel 2025. La Nato consideri di più il fianco Sud»
7' di lettura
I punti chiave
- «Favorevole alle preferenze nella legge elettorale»
- «Andremo avanti spediti su premierato e giustizia»
- «Su dossier strategici ereditate situazioni complesse»
- Meloni a Renzi, mi dimetterei per referendum ma non la imito
- «Politica estera chiara, smentito chi parlava di isolamento»
- «Evitare guerra commerciale tra economie di Italia e Usa»
- Ucraina: «Sosteniamo sforzi Usa per pace giusta, Russia dimostri volontà»
- «Pronti a riferire su tensioni India-Pakistan»
- «In Medio Oriente appoggiamo piano dei Paesi Arabi»
- Fisco: «Ampliare platea sostegno a famiglie, concentrarsi su ceto medio»
- Imprese: Meloni: «Sfida è abbassare strutturalmente costo energia»
- «Ipotesi rivedere Transizione 5.0 in revisione Pnrr»
- «Sulle liste di attesa faccio un appello alle Regioni»
- Meloni: rimpatriato il 25% dei migranti in Albania
- «Il Parlamento potrà migliorare il ddl sul femminicidio»
- Botta e risposta Meloni-Renzi al Senato
- Calenda a Meloni, no a gioco tre carte, rischio è diventare Paese serie C
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«L’Italia e l’Europa devono rafforzare le proprie capacità difensive per rispondere alle responsabilità cui sono chiamate anche in ambito Nato: lo ribadisco in questa sede con la coerenza di chi da patriota ha sempre sostenuto un principio semplice, cioè che libertà ha un prezzo e se fai pagare a un altro la tua sicurezza non sei tu a decidere pienamente». Dal punto di vista dello sforzo economico, «l’Italia finalmente raggiungerà il target delle spese militari al 2% del Pil nel 2025, perché c’è un governo che sa che mantenere gli impegni presi è fondamentale per farsi rispettare». La considerazione che la libertà ha un prezzo «ci ha spinto a sostenere un pilastro europeo dell’Alleanza atlantica. La Nato deve acquisire maggiore considerazione del fronte Sud dell’Alleanza».
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta in tarda mattinata nell’aula del Senato. L’occasione è stata fornita dal suo quarto “Premier Time”. Un appuntamento con il Parlamento che Meloni mancava da gennaio 2024 e che era stato fissato per il 23 aprile, salvo slittare dopo la scomparsa di Papa Francesco.
Al Senato accanto alla premier erano dieci i ministri seduti ai banchi del governo. Assenti i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. La presidente del Consiglio indossava un tailleur beige. A presiedere l’aula - quasi al completo - il presidente del Senato, Ignazio La Russa. I temi affrontati sono stati molteplici: dalle spese per la difesa, ai dazi, alla crisi in Ucraina, alla legge elettorale, alle bollette.
«Favorevole alle preferenze nella legge elettorale»
«Confermo di essere favorevole all’introduzione delle preferenze nella legge elettorale», ha affermato Meloni rispondendo al leader di Italia viva Matteo Renzi.
«Andremo avanti spediti su premierato e giustizia»
Alcuni chiarimenti sono stati sulle riforme. «Il premierato - ha detto la premier - sta andando avanti, continuo a considerarla la madre di tutte le riforme e, non dipende da me ma dal Parlamento, ma la maggioranza è intenzionata a procedere spedita su questa riforma esattamente come è intenzionata a procedere spedita sulla riforma della giustizia».








