Schlein: «La premier venga in aula, non si nasconda»

Rimpatrio di Almasri, avviso di garanzia per Meloni, Piantedosi, Nordio e Mantovano

La premier in un video: «Io penso che valga oggi quello che valeva ieri, non sono ricattabile non mi faccio intimidire, è possibile che per questo sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore ma anche e soprattutto per questo intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione. A testa alta e senza paura»

di Redazione Roma

Avviso di garanzia a Meloni per rimpatrio Almasri: non sono ricattabile

8' di lettura

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La premier Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e quello dell’Interno Matteo Piantedosi e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano sono stati iscritti nel Registro degli indagati dalla Procura di Roma nell’ambito del caso del rimpatrio del libico Almasri. Nei giorni scorsi la Corte penale internazionale ha chiesto spiegazioni all’Italia per il rilascio dell’uomo.

«La notizia di oggi è questa - ha annunciato la stessa Meloni in un video - : il procuratore della Repubblica Francesco Lovoi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino Almasri avviso di garanzia inviato anche al ministro Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano presumo al seguito di una denuncia che è stata presentata dall’avvocato Luigi Li Gotti ex politico di sinistra molto vicino a Romano Prodi conosciuto per avere difeso pentiti del calibro di Buscetta, Brusca e altri mafiosi».

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Meloni: non sono ricattabile e non mi faccio intimidire

«Io penso - ha aggiunto Meloni - che valga oggi quello che valeva ieri, non sono ricattabile non mi faccio intimidire, è possibile che per questo sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore ma anche e soprattutto per questo intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione. A testa alta e senza paura».

Caso Almasri, Piantedosi: "Pericoloso, rimpatriato per sicurezza"

Meloni e ministri denunciati per favoreggiamento-peculato

Il procedimento che ha portato la Procura di Roma all’iscrizione nel registro degli indagati della premier, dei ministri Nordio e Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano, nasce da un esposto presentato dall’avvocato Luigi Li Gotti in cui si ipotizzano i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del generale libico Almasri. Nella denuncia si chiede ai pm di piazzale Clodio che vengano «svolte indagini sulle decisioni adottate e favoreggiatrici di Almasri, nonché sulla decisione di utilizzare un aereo di Stato per prelevare il catturato (e liberato) a Torino e condurlo in Libia».

Nella denuncia, trasmessa il 23 gennaio scorso, Li Gotti, citando i reati, ricorda che secondo il reato di favoreggiamento personale (art. 378 co.1 cod.pen.) «chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione, e fuori dei casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, comprese quelle svolte da organi della Corte penale internazionale, o a sottrarsi alle ricerche effettuate dai medesimi soggetti, è punito con la reclusione fino a quattro anni». Il penalista denuncia la premier e i ministri in relazione «alla liberazione di Osama Almasri, catturato su mandato della Corte Penale Internazionale, con l’accusa di tortura, assassinio, violenza sessuale, minaccia, lavori forzati, lesioni in danno di un numero imprecisato di vittime detenute in centri di detenzione libiche».

Li Gotti, presentato denuncia,iscrizione è atto dovuto

«Io ho fatto una denuncia ipotizzando dei reati e ora come atto dovuto, non è certo un fatto anomalo, la Procura di Roma ha iscritto nel registro la premier e i ministri - ha detto all’Ansa Li Gotti -. Ora la Procura dovrà fare le sue valutazioni e decidere come proseguire, se individuare altre fattispecie o inviare tutto al tribunale dei Ministri. Io mi sono limitato a presentare una denuncia».

Meloni e ministri indagati, atti al Tribunale dei Ministri

«In relazione all’indicato procedimento gli atti sono stati inoltrati al Collegio per i reati ministeriali del Tribunale dei Ministri». È quanto si legge nella comunicazione di “iscrizione nel registro delle notizie di reato”, firmato dal procuratore Francesco Lo Voi, nei confronti della premier Giorgia Meloni, dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano.

Anm, nessun avviso garanzia, la politica ha frainteso

«Si segnala, al fine di fare chiarezza, il totale fraintendimento da parte di numerosi esponenti politici dell’attività svolta dalla procura di Roma, la quale non ha emesso, come è stato detto da più parti impropriamente, un avviso di garanzia nei confronti della presidente Meloni e dei ministri Nordio e Piantedosi ma una comunicazione di iscrizione che è in sé un atto dovuto perché previsto dall’art. 6 comma 1 della legge costituzionale n. 1/89. La disposizione impone al procuratore della Repubblica, ricevuta la denuncia nei confronti di un ministro, ed omessa ogni indagine, di trasmettere, entro il termine di quindici giorni, gli atti al Tribunale dei ministri, dandone immediata comunicazione ai soggetti interessati affinché questi possano presentare memorie al collegio o chiedere di essere ascoltati. Si tratta, dunque, di un atto dovuto». Così in una nota l’Associazione nazionale magistrati.

Piantedosi e Nordio indagati, salta l’informativa su Almasri

Salta per il momento, secondo quanto si apprende da fonti di governo, l’informativa in calendario per mercoledì 29 gennaio di Piantedosi e Nordio sul caso Almasri, per il quale i due sono indagati insieme alla presidente del Consiglio e al sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano, raggiunti da avviso di garanzia. Della questione sarebbero già stati informalmente avvisati i presidenti di Camera e Senato.

Barbara Berlusconi: legittimo sospetto di giustizia a orologeria

«Non voglio entrare nel merito della vicenda, ma non può sfuggire la coincidenza dell’avviso di garanzia alla premier Meloni contestualmente alla riforma in discussione sulla separazione delle carriere dei magistrati. Il pensiero va all’avviso di garanzia che ricevette mio padre mentre presiedeva il G7 a Napoli. Non so se si tratti, come la definiva lui, di giustizia a orologeria ma il sospetto è legittimo». Lo ha dichiarato Barbara Berlusconi al Tg1

Le reazioni politiche. Salvini: «Vergogna, subito riforma giustizia»

La notizia ha destato a stretto giro reazioni nella maggioranza e nelle opposizioni. Nel primo caso, il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini ha commentato: «Giorgia Meloni indagata per il rimpatrio del libico Almasri, avvisi di garanzia per il sottosegretario Alfredo Mantovano e i ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Vergogna, vergogna, vergogna. Lo stesso procuratore che mi accusò a Palermo ora ci riprova a Roma con il governo di centrodestra. Riforma della Giustizia, subito».

Tajani: «Dai giudici un attacco al Governo»

L’altro vicepremier, il leader di Forza Italia Antonio Tajani, ha chiarito: «Sono dalla parte di Giorgia Meloni, Matteo Piantedosi, di Nordio e di Mantovano. Difendo la separazione dei poteri e condanno scelte che suonano come una ripicca per la riforma della giustizia». «Sono solidale con Giorgia Meloni, con Matteo Piantedosi, con il ministro Nordio, con il sottosegretario Mantovano - ha poi aggiunto, arrivando a Villa Madama -. Questa scelta mi sembra veramente una reazione alla riforma del governo sulla separazione delle carriere. È l’azione gemella a quella compiuta da alcuni magistrati nei giorni scorsi contro il governo. Mi sembra una scelta priva di qualsiasi fondamento» e «non condivido neanche la scelta fatta in tempi lampo dalla Procura di Roma, perché sembra fuori luogo quello che è stato fatto. È un segnale, un attacco al governo che va respinto totalmente. Forza Italia ed io siamo solidali con tutti coloro che hanno ricevuto l’avviso di garanzia. È un modo un po’ bizzarro di tutelare le istituzioni».

Crosetto, opposizione giudiziaria maggior avversario

«Oltre due anni fa parlai di opposizione giudiziaria, come maggior avversario politico di questo governo. L’assurdo avviso di garanzia odierno al presidente del Consiglio, al ministro dell’Interno, al ministro della Giustizia ed al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, a due giorni dalla incomprensibile protesta dell’ Anm nelle aule giudiziarie, costituisce un ulteriore atto per cercare di avvelenare il clima politico, istituzionale e sociale. La mia totale solidarietà agli amici e colleghi». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.

Sisto,su Almasri aspettiamo subito richiesta archiviazione

«Ci aspettiamo un gesto conseguente di immediata richiesta di archiviazione, questo può dirci che non c’è una magistratura che va oltre l’adempimento dei suoi doveri. Così il vice ministro della Giustizia Paolo Sisto a Rainews24. La vicenda del cittadino libico Almasri «è molto chiara», ha aggiunto, ed è un fatto «lontano anni luce dall’essere ritenuto addirittura assimilabile a un peculato e a un favoreggiamento».

Malan, avviso a Meloni è attacco dei Pm al governo

«Siamo dinanzi all’ennesimo esempio di giustizia politicizzata che punta al colpire il governo Meloni - ha sottolineato il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan -. L’avviso di garanzia al presidente Meloni, ai ministri Nordio e Piantedosi e al sottosegretario Mantovano per la vicenda Almasri conferma che la riforma della giustizia è più necessaria che mai. Già la tempistica del mandato di arresto del generale libico aveva mostrato che il vero obiettivo era attaccare il governo Meloni, e questo avviso di garanzia adesso ne è la conferma. Una strana alleanza tra la sinistra da sempre anti-italiana e un pezzo della magistratura, politicizzata, che per via giudiziaria cerca di fare opposizione a un governo che continua a crescere nel consenso tra gli italiani. A Giorgia Meloni al sottosegretario Mantovano e ai ministri Nordio e Piantedosi la solidarietà di tutti i senatori di Fratelli d’Italia, nella convinzione che come sempre non saranno queste trappole giudiziarie a farci deviare dall’impegno preso con gli italiani: cambiare l’Italia».

Renzi, Meloni cavalcherà avviso di garanzia per fare la vittima

Dalle file delle opposizioni è intervenuto il leader di Iv Matteo Renzi. «La scelta di rimpatriare il criminale libico è una scelta politicamente sbagliata, compiuta da Giorgia Meloni e da questo Governo. Sono stato tra i primi a definirla, in Aula, una follia - ha scritto su X l’ex presidente del Consiglio e segretario del Pd - . Penso che sia un errore clamoroso e marchiano sotto il profilo POLITICO. Sul punto di vista giudiziario, invece, non mi esprimo. Non tocca a me giudicare e sono sinceramente garantista. Quindi non faremo a Giorgia Meloni quello che lei ha fatto a noi e alle nostre famiglie. Per noi la Presidente del Consiglio è innocente come chiunque è innocente fino a sentenza passata in giudicato. Noi non attacchiamo sul piano giudiziario: noi facciamo politica. E ho l’impressione che Giorgia Meloni voglia cavalcare questo avviso di garanzia - che è un atto dovuto - per alimentare il suo naturale vittimismo. La gestione della vicenda Almasri per noi non è un crimine: è peggio, è un errore».

Schlein, Meloni venga in Aula, non si nasconda

«Le questioni giudiziarie non attengono al nostro lavoro, ma è sul piano politico che insistiamo dall’inizio chiedendo a Giorgia Meloni di non nascondersi dietro ai suoi ministri e venire lei domani in Aula per chiarire al Paese per quale motivo il governo ha scelto di riaccompagnare a casa un torturatore libico per il quale la Corte penale internazionale aveva spiccato un mandato di arresto». Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein.

Conte, da Meloni sempre e solo complottismo e vittimismo

«La ricetta di Meloni e soci è sempre la stessa: complottismo e vittimismo, dai treni ai migranti. Non lasciatevi distrarre: lo fanno per non parlare dei loro errori». Lo ha scritto sui social il presidente del M5s, Giuseppe Conte. «Quanto al caso del criminale libico, una cosa è già certa: il Governo ha combinato un grave disastro politico, mettendo in fila menzogne e versioni diverse, senza spiegarci davvero perché hanno imbarcato a nostre spese e con tutti gli onori su un volo di Stato un criminale libico anziché consegnarlo alla Corte penale internazionale».

Bonelli (Avs), Meloni non faccia la vittima, ha violato la legge

«La Premier Giorgia Meloni la smetta di fare la vittima, invocando ancora una volta nemici immaginari utili solo ad alimentare la propaganda: il governo ha violato la legge. E a lei che dice di non essere ricattabile rispondo che è ricattabile dai libici». Sono le parole del coportavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli. «La decisione del governo di rilasciare e rimandare in Libia il criminale Almasri, noto torturatore, stupratore, anche di bambini, un assassino e trafficante di esseri umani, senza alcuna consultazione con la Corte penale internazionale e senza intraprendere le azioni necessarie per la sua consegna all’Aia, è una violazione dello Statuto di Roma e della legge nazionale. In particolare - ha continuato -, la scelta del governo italiano di non rispettare gli articoli 86, 89, e 97 dello Statuto della Corte penale internazionale è inaccettabile e incomprensibile. Questi articoli obbligano l’Italia a cooperare con la Corte, a garantire la consegna degli imputati e a rispettare gli impegni presi. Non solo questa decisione è un tradimento della giustizia, ma dimostra anche la volontà di ignorare le leggi italiane, in particolare la Legge 237/2012 sulla cooperazione con la CPI, una legge che l’Italia ha ratificato e che è vincolante».

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