La guerra commerciale

Meloni: lunedì vertice di governo sui dazi, martedì incontro governo-categorie

«È presto per valutare le conseguenze effettive prodotte da questa nuova situazione sul nostro Pil e sulla nostra economia. Certamente, però, il panico e l’allarmismo possono causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi» ha detto la premier in Cdm

di Redazione Roma

Articolo aggiornato il 4 aprile 2025 alle ore 11,55

La premier Giorgia Meloni. REUTERS/Remo Casilli/File Photo

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«Ho deciso di chiedere ai due vicepremier, al ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare ciascuna per la propria competenza uno studio sull’impatto che questa situazione può avere per la nostra economia”. Così la premier Giorgia Meloni, a quanto si apprende, parlando in Consiglio dei ministri dei dazi Usa verso l’Ue, sottolineando che il «gruppo di lavoro del Governo da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema».

Meloni: martedì incontro governo-categorie sui dazi

Il gruppo di lavoro del governo impegnato sui dazi «si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile. Ci confronteremo anche con loro, per trovare le soluzioni migliori» ha annunciato la premier Giorgia Meloni

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«Panico e allarmismo possono fare più danni dei dazi»

«È presto per valutare le conseguenze effettive prodotte da questa nuova situazione sul nostro Pil e sulla nostra economia. Certamente, però, il panico e l’allarmismo possono causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi» ha detto ancora la premier

«Non ne farei una catastrofe»

Sui dazi Usa Giorgia Meloni si dice «ovviamente preoccupata, è un problema che va risolto. Non ne farei la catastrofe che sto ascoltando in questi giorni che mi preoccupa paradossalmente più del fatto in sé. Parliamo di un mercato importante, quello Usa, che vale circa il 10% della nostra esportazione. Non smetteremo di esportare negli Usa, ma attenzione all’allarmismo che sto vedendo in queste ore». La premier, parlando a margine della visita sull’Amerigo Vespucci a Ortona, ha poi detto che «in questo momento possiamo fare intanto alcune cose a livello europeo che sono importanti. Forse dovremo ragionare di sospendere le norme sul Green Deal in tema di automotive, settore colpito dai dazi».

Il giorno precedente, giovedì 3 aprile, la presidente del Consiglio aveva definito «sbagliata» la «scelta degli Stati Uniti» perché «non favorisce né l’economia europea né quella americana, ma penso anche che non dobbiamo alimentare l’allarmismo che sto sentendo in queste ore. Il mercato degli Stati Uniti è un mercato importante per le esportazioni italiane, vale alla fine il 10% del complessivo delle nostre esportazioni e noi non smetteremo di esportare negli Stati Uniti. Significa che ovviamente abbiamo un altro problema che dobbiamo risolvere, ma non è la catastrofe che insomma, alcuni stanno raccontando». Parole pronunciate al Tg1.

Orsini: no al panico, dobbiamo reagire uniti in Europa

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini al Tg1 ha detto: «Non ci dobbiamo far prendere dal panico e dobbiamo reagire tutti uniti compatti in Europa per negoziare con gli Stati Uniti». «Il valore stimato dal rapporto presentato ieri dal nostro centro studi è una perdita per le imprese italiane tra i 7 e i 14 miliardi, che è equivalente allo 0,3-0,5% del Pil», spiega. E avverte: «Il rischio di perdere posti di lavoro e di delocalizzazione esiste, pertanto serve, da subito, fare tutto per mantenere le nostre imprese in Italia». E «serve un piano strategico di investimenti e innovazione per le imprese, serve abbassare il costo dell’energia che è un gap competitivo anche verso i Paesi europei, aprire nuovi mercati da subito come il Mercosur e l’India e liberare l’Europa dalla burocrazia. Penso, ad esempio - dice ancora il leader degli industriali -, ai dazi imposti all’auto ieri del 25% che ci obbligano, da subito, a eliminare le sanzioni e a rivedere tutti gli obiettivi del green deal».

Meloni: «Tanto da fare per rimuove i dazi autoimposti dall’Ue»

«Il ruolo dell’Italia - ha sottolineato Meloni - è portare gli interessi italiani, particolarmente in Europa, perché mentre noi trattiamo con gli americani, rimane che ci sono molte cose che possiamo fare per rimuovere i dazi che l’Unione europea si è autoimposta». Alcuni esempi citati dalla premier: «Le regole ideologiche non condivisibili del Green Deal sul settore dell’automotive, che oggi è colpito dai dazi. Cito l’energia, che è un fattore di competitività sul quale dobbiamo avere molto più coraggio. Cito la semplificazione, perché siamo soffocati dalle regole. Cito il Patto di stabilità: forse una revisione del patto di stabilità a questo punto sarebbe necessaria. Queste sono le proposte che l’Italia porterà in Europa ed è possibile che non siano perfettamente sovrapponibili con i partner ma abbiamo il dovere di farlo».

«Proporremo una revisione del Patto di stabilità Ue»

Tra le azioni da chiedere all’Europa «cito il patto di stabilità, forse una revisione del patto di stabilità a questo punto sarebbe necessaria» ha sottolineato Meloni. Nell’interviata la premeir elenca «le proposte che l’Italia porterà in Europa» ed è «possibile - avverte - che non siano perfettamente sovrapponibili con i partner ma abbiamo il dovere di farlo».

Tajani: reazione Ue sarà inferiore ad azione Usa

“Nessuno vuole la guerra commerciale, qualora dovesse esserci una reazione sarà piuttosto un segnale politico agli Stati Uniti per dire: basta. Quindi una reazione assolutamente inferiore all’azione fatta dagli Stati Uniti cioè ci sarà un danno economico inferiore assolutamente a quello che potrebbero fare i dazi americani”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso della puntata di ’Cinque minuti’ che andrà in onda questa sera, su Rai 1. Il commissario Ue al Commercio Maros Sefkovic, spiega ancora “sta trattando ancora con gli Stati Uniti per capire cosa intendono fare e quale reazione noi possiamo dare. Lunedì ci sarà il Consiglio del Commercio, cioè i ministri del commercio dell’Unione europea, che decideranno se sarà necessario imporre dei dazi ad alcuni prodotti americani”. “Noi - ha concluso il titolare della Farnesina - chiediamo che non vengano imposti dazi a prodotti americani che possono provocare una reazione più dannosa per i nostri prodotti - aggiunge. Faccio l’esempio del whisky: noi ne importiamo poco ma la reazione americana sarebbe di imporre dazi sui vini”.

Tajani: le Borse crollano per troppo allarmismo

“Bisogna reagire con grande calma. Le Borse crollano perché c’è un allarmismo eccessivo. La stampa, i politici” agiscono “come se stesse crollando il mondo: non sta crollando il mondo. Qualora dovesse continuare questa azione il pil dell’Ue perderebbe lo 0,2%, massimo 0,3% in un anno: non è una situazione drammatica. Bisogna agire, difendere la nostra industria, il nostro mercato, e fare in modo che non ci sia una guerra commerciale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Cinque Minuti in onda stasera, in merito agli effetti dei dazi Usa.

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