Meloni: lunedì vertice di governo sui dazi, martedì incontro governo-categorie
«È presto per valutare le conseguenze effettive prodotte da questa nuova situazione sul nostro Pil e sulla nostra economia. Certamente, però, il panico e l’allarmismo possono causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi» ha detto la premier in Cdm
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I punti chiave
- Meloni: martedì incontro governo-categorie sui dazi
- «Panico e allarmismo possono fare più danni dei dazi»
- Orsini: no al panico, dobbiamo reagire uniti in Europa
- «Tanto da fare per rimuove i dazi autoimposti dall’Ue»
- «Proporremo una revisione del Patto di stabilità Ue»
- Tajani: reazione Ue sarà inferiore ad azione Usa
- Tajani: le Borse crollano per troppo allarmismo
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«Ho deciso di chiedere ai due vicepremier, al ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare ciascuna per la propria competenza uno studio sull’impatto che questa situazione può avere per la nostra economia”. Così la premier Giorgia Meloni, a quanto si apprende, parlando in Consiglio dei ministri dei dazi Usa verso l’Ue, sottolineando che il «gruppo di lavoro del Governo da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema».
Meloni: martedì incontro governo-categorie sui dazi
Il gruppo di lavoro del governo impegnato sui dazi «si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile. Ci confronteremo anche con loro, per trovare le soluzioni migliori» ha annunciato la premier Giorgia Meloni
«Panico e allarmismo possono fare più danni dei dazi»
«È presto per valutare le conseguenze effettive prodotte da questa nuova situazione sul nostro Pil e sulla nostra economia. Certamente, però, il panico e l’allarmismo possono causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi» ha detto ancora la premier
«Non ne farei una catastrofe»
Sui dazi Usa Giorgia Meloni si dice «ovviamente preoccupata, è un problema che va risolto. Non ne farei la catastrofe che sto ascoltando in questi giorni che mi preoccupa paradossalmente più del fatto in sé. Parliamo di un mercato importante, quello Usa, che vale circa il 10% della nostra esportazione. Non smetteremo di esportare negli Usa, ma attenzione all’allarmismo che sto vedendo in queste ore». La premier, parlando a margine della visita sull’Amerigo Vespucci a Ortona, ha poi detto che «in questo momento possiamo fare intanto alcune cose a livello europeo che sono importanti. Forse dovremo ragionare di sospendere le norme sul Green Deal in tema di automotive, settore colpito dai dazi».
Il giorno precedente, giovedì 3 aprile, la presidente del Consiglio aveva definito «sbagliata» la «scelta degli Stati Uniti» perché «non favorisce né l’economia europea né quella americana, ma penso anche che non dobbiamo alimentare l’allarmismo che sto sentendo in queste ore. Il mercato degli Stati Uniti è un mercato importante per le esportazioni italiane, vale alla fine il 10% del complessivo delle nostre esportazioni e noi non smetteremo di esportare negli Stati Uniti. Significa che ovviamente abbiamo un altro problema che dobbiamo risolvere, ma non è la catastrofe che insomma, alcuni stanno raccontando». Parole pronunciate al Tg1.







