Fisco

Meloni: nel 2025 recuperati 36,2 miliardi dalla lotta all’evasione

Videomessaggio della premier per la celebrazione dei 25 anni dell’Agenzia delle Entrate alla Camera dei deputati

di Redazione Roma

LA SEDE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE DI VIA CRISTOFORO COLOMBO IN ROMA IMAGOECONOMICA

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«La somma recuperata l’anno scorso ha raggiunto la cifra record di 36,2 miliardi di euro di euro. E’ il più alto dato di sempre, oltre il 43% in più rispetto al 2022 quando il governo si è insediato». Lo ha annunciato la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio inviato per la celebrazione dei 25 anni dell’agenzia delle Entrate alla Camera dei deputati. Bloccati 5,2 miliardi crediti fiscali fittizi tra superbonus e bonus edilizi.

Il risultato più alto di sempre: +2,8 miliardi sul 2024

Come spiega la nota diffusa dalle Entrate e come fatto notare dal direttore dell’Agenzia Vincenzo Carbone, si tratta del risultato più alto di sempre con una crescita di 2,8 miliardi (+8,4%) rispetto al 2024. Il recupero è la somma tra i 29 miliardi incassati dalle due agenzie nel contrasto all’evasione (+10,3% sul 2024) e i 7,2 miliardi ottenuti da agenzia delle Entrate Riscossione per conto di altri enti.

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Crescono i versamenti spontanei

Crescono anche gli importi versati spontaneamente dai contribuenti per i tributi versati dalle Entrate: nel 2025 hanno superato quota 595 miliardi di euro (+2,8%).

Il recupero dell’evasione: 3,3 miliardi dalla compliance

I 29 miliardi di recupero dell’evasione fiscale com prendono: 15,9 miliardi versati direttamente dai contribuenti dopo aver ricevuto un atto dell’agenzia delle Entrate; 6,9 miliardi corrisposti a seguito di una cartella e 3,3 miliardi frutto dell’attività di promozione della compliance. A questi vanno aggiunti gli incassi da misure straordinarie (rottamazione delle cartelle e pagamenti residui derivante della definizione delle liti pendenti) che ammontano a 2,9 miliardi (in calo del 17,1 per cento).

Incassati 4,5 miliardi nel 2025 dalla rottamazione delle cartelle

Nel 2025 l’agenzia delle Entrate Riscossione ha complessivamente incassato 16,8 miliardi di euro, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente: 12,3 miliardi arrivano da attività ordinarie e 4,5 da misure straordinarie, ovvero dalla rottamazione delle cartelle. Quanto agli enti affidatari, 9,6 miliardi di euro sono stati riscossi per conto dell’agenzia delle Entrate; 3,8 miliardi per l’Inps; 1 miliardo per i Comuni e i restanti per altri enti (Regioni, Casse di previdenza, Ministeri, Inail e altri). Rispetto invece alle fasce di debito, quasi il 60% (il 57,7%) delle somme (9,7 miliardi di euro) è stato versato da contribuenti con debiti superiori a 100mila euro.

Stop a 12mila partite Iva «apri e chiudi»

Prosegue la lotta alle partite Iva apri e chiudi. Entrate e Gdf ne hanno chiuse 12mila, più del doppio rispetto a quelle intercettate nel 2024. La corsa alla cessazione delle finte partite Iva ha contribuito anche al blocco di 5,6 miliardi di euro di crediti fittizi, indebite compensazioni e rimborsi Iva non spettanti. Recuperati e incassati anche 400 milioni con conseguente regolarizzazione di 11.500 lavoratori nel contrasto all’illecito appalto di manodopera.

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Rimborsi fiscali a quota 26,3 miliardi

Nel 2025 i rimborsi fiscali hanno toccato quota 26,3 miliardi di euro. Più in generale le due Agenzie hanno erogato 21 milioni di servizi. Agenzia Riscossione ha concesso circa 2 milioni di rateizzazioni nel 2025, di cui il 70% tramite il servizio online «Rateizza adesso».

Aumentano anche le precompilate

Aumenta anche il numero di precompilate (730e Redditi Pf) inviate direttamente dai cittadini: nel 2025 sono state 5,8 milioni (+7,4% sul 2024). In crescita anche i servizi estimativi dell’Osservatorio mercato immobiliare (Omi) e gli accessi alle banche dati del Catasto: quasi 86 milioni di visure catastali effettuato lo scorso anno e oltre 73 milioni le ispezioni catastali quasi totalmente online (98%).

Con la cooperative compliance presidiato un imponibile di 49 miliardi

«Con la cooperative compliance - ha spiegato Carbone - presidiamo un imponibile che si attesta intorno ai 49 miliardi di euro. Solo l’anno scorso, le società ammesse sono state 79, dato che porta il totale a 221 dalla nascita dell’istituto nel 2015. Inoltre, ci sono ulteriori 60 istanze ancora in fase di esame».

Personale delle Entrate in crescita, previste nuove assunzioni

Come sottolineato dal direttore Vincenzo Carbone «il personale dell’agenzia delle Entrate ha raggiunto le 36.662 unità, con un incremento di circa il 5% rispetto alla fine del 2024». Nel confronto con il dato al al 31 dicembre 2020 (quando si contavano 31.312 dipendenti) l’aumento si attesta a circa il 17 per cento.

«Il lavoro - ha aggiunto Carbone - proseguirà anche quest’anno: il nostro programma prevede infatti l’assunzione di 3.440 nuove risorse, tra cui - mi fa piacere ricordarlo - 602 assistenti gestionali che assumeremo all’esito di una procedura dedicata esclusivamente alle persone con disabilità».

Giorgetti: più entrate non significa più tasse sui lavoratori

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento per le celebrazioni dei 25 anni dell’agenzia delle Entrate, rivendica l’azione del governo per la riduzione del peso fiscale: «Vorrei dedicare una riflessione all’aumento delle entrate fiscale degli ultimi anni. Spesso questo fenomeno viene associato a un aumento dei livelli impositivi sui lavoratori. Un’associazione che non è corretta». «Tale crescita delle entrate - ha aggiunto il ministro - è stata, tra l’altro, sostenuta dall’incremento dell’occupazione e dei salari, così come dai progressi ottenuti nell’emersione del lavoro nero. È importante quindi sottolineare che, nonostante l’incremento delle entrate, il governo non ha aumentato i livelli impositivi. Al contrario, sin dal suo insediamento, ha ridotto progressivamente il cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti per le fasce economiche più deboli e poi le aliquote Irpef, destinando nel 2025 e 2026, con le ultime due leggi di bilancio, circa 21 miliardi a favore, principalmente, delle fasce di reddito medio-basse».

Nel 2022-23 propensione all’evasione in calo del 10,9%

«A dicembre scorso abbiamo anche potuto dare atto alla Commissione europea di aver conseguito, negli anni 2022-2023, una riduzione media della propensione all’evasione in tutte le imposte (tranne Imu e accise) del 10,9% rispetto al 2019. Questo è un risultato importante» ha sottolineato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti intervenendo alla celebrazione dei 25 anni dell’Agenzia delle Entrate alla Camera: «La riduzione strutturale dell’evasione rappresenta una condizione essenziale per sostenere gli investimenti, accompagnare le riforme e garantire la sostenibilità della finanza pubblica nel medio-lungo periodo. Il contrasto all’evasione non è un obiettivo isolato, ma un elemento strutturale della strategia di crescita e di stabilità del Paese», ha spiegato.

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