Usa

Melania Trump: «Mai stata amica di Epstein, su di me menzogne». Il Congresso dia voce alle vittime

La First Lady esce a sorpresa allo scoperto: «Mai avuta una relazione con Epstein o la sua complice» Ghislaine Maxwell. Non sono stata una sua vittima, dice, nè sapevo dei suoi crimini.

di Marco Valsania

U.S. first lady Melania Trump delivers remarks regarding the late financier and convicted sex offender Jeffrey Epstein from the Grand Foyer of the White House in Washington, D.C., U.S., April 9, 2026. REUTERS/Evan Vucci REUTERS

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La rara uscita pubblica di Melania Trump è stata una vera e propria “bomba” a Washington. Ha colto impreparato anche lo staff della Casa Bianca e lo stesso presidente Donald Trump, che si è poi detto all’oscuro delle intenzioni della moglie. Lo shock non nasce però dal fatto che la First Lady non è solita parlare in pubblico. Ma dal tema scelto, scottante e allo stesso tempo oggi all’apparenza passato in secondo piano, in un clima dominato da bombe vere, da guerra, tregue e polemiche con l’Iran. La First Lady ha convocato d’improvviso i giornalisti presenti alla White House per affrontare un’altra controversia che da tempo tormenta la Casa Bianca e lei personalmente: il caso del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. E lo ha fatto per smentire, ha detto, le «bugie che mi collegano al vergognoso Jeffrey Epstein».

Melania Trump: "Bugie che mi collegano a Epstein devono finire"

Menzogne ha denunciato, che da anni trovano eco online e sui social media e che «devono finire oggi». Ha citato «numerose immagini e dichiarazioni false su di me e Epstein», ha negato di essere mai stata «una vittima» del finanziere e affermato di non avere mai saputo nulla dei suoi crimini. Ha smentito tra l’altro anche voci che vorrebbero sia stato Epstein a presentarla a Trump e ha definito ogni incontro con lui e la complice Ghislaine Maxwell del tutto occasionali.

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Non si è fermata qui, però, proponendo un’azione che potrebbe in realtà creare nuovi problemi al presidente e alla sua cerchia nel neutralizzare la vicenda. Ha invitato il Congresso a convocare audizioni pubbliche che consentano alle vittime dello stesso Epstein di testimoniare al Campidoglio, finora evitate dalla maggioranza repubblicana che teme lo scandalo sfiori il presidente Trump e la sua amministrazione, scossa da una gestione caotica del rilascio del dossier sulle indagini e su resistenze alla trasparenza sulle amicizie potenti del finanziare morto suicida in carcere in attesa di processo nel 2019. La crisi è stata anche tra le principali ragioni della cacciata della Segretaria alla Giustizia Pam Bondi.

«Chiedo al Congresso di organizzare un’udienza pubblica per le donne che sono state vittime di Epstein, incentrata specificamente sulle sopravvissute, e di dare a queste vittime l’opportunità di testimoniare davanti al Congresso con la forza di una testimonianza giurata», ha affermato. «Tutte le donne devono avere la possibilità di raccontare la loro storia in pubblico, se desiderano», ha aggiunto,

Non è affatto parso chiaro perchè la First Lady abbia deciso di intervenire in questo momento per il suo j’accuse e la difesa del proprio nome. Il mistero si è anzi infittito quando ha rifiutato di rispondere alle domande all’unisono dei giornalisti, come mai adesso? Si è allontanata senza chiarire.

Difficilmente la presa di posizione - e le ragioni rimaste al centro del dibattito - riusciranno in queste condizioni a scacciare le ombre della vicenda dall’amministrazione e a sanare le polemiche con una parte della stessa base Maga, che vuole far luce su Epstein. Trump, un tempo amico di Epstein, ha detto di aver rotto i rapporti agli inizi degli anni Duemila, prima dell’iniziale arresto del finanziere.

Melania Trump ha affermato di voler difendere «la mia reputazione». Ha detto di non essere «mai stata amica di Epstein. Donald e io siamo stati invitati di tanto in tanto alle stesse feste di Epstein, poiché è comune che le cerchie sociali si sovrappongano a New York City e a Palm Beach», ha detto la First Lady. «Per essere chiari, non ho mai avuto una relazione con Epstein o con la sua complice» Maxwell. Ha spiegato di avere incrociato per la prima volta il finanziere nel Duemila, ad un evento dove si era recata con Donald Trump. «Non mi ha presentato a mio marito, che avevo conosciuto nel 1998 per caso ad una festa a New York City», ha detto. A fare allora le presentazioni al Kit Kat Club sarebbe stato un agente di modelle italiano, Paolo Zampolli, che ha confermato al New York Times il proprio ruolo.

Melania Trump ha continuato affermando di non essere mai stata sull’aereo nè sull’insola provata di Epstein. Il nome di Donald Trump invece compare tra i passeggeri del velivolo e quello del Segretario al Commercio Howard Lutnick tra gli ospiti dell’isola.

La vicenda però non finisce qui. Zampolli, afferma il Times, aveva rapporti d’affari con Epstein. E il nome Melania compare nei file, in particolare in una corrispondenza con la Maxwell. Nel 2002 un calorso messaggio a firma Melania indirizzato alla complice del finanziere fa i complimenti per un profilo di Epstein pubblicato sul New York Magazine e per la bella foto di Ghislaine nell’articolo, per poi congedarsi affettuosamente, con «love» e l’augurio di sentirsi presto. Maxwell risponde chiamandola «tesoro» e promette di chiamarla appena può. Melania Trump ha definito gli scambi di email con Maxwell una «semplice corrispondenza casuale».

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