Medicina, il 70% dei posti è riservato al semestre filtro
Gli atenei statali, dove vale la riforma Bernini, passano da 17.278 a 18.830 slot mentre i privati salgono da 4.296 a 4.320. Boom dell’offerta nei corsi in inglese (+54%)
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È tempo di fact checking sui 27.001 nuovi posti per Medicina e sull’aumento di quasi 3mila unità registrato nel giro di 12 mesi. Anche perché nei giorni scorsi si è detto di tutto. Ad esempio che uno su due dei 52.300 iscritti al semestre filtro ce la potesse fare ad accedere all’immatricolazione oppure che gran parte delle disponibilità aggiuntive riguardassero le università private. In realtà, dall’analisi delle tabelle allegate al Dm firmato giovedì 6 dalla ministra Anna Maria Bernini e dal confronto con l’analogo provvedimento del 2025/26, emerge una realtà diversa.
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Quasi il 70% destinato al semestre aperto
Il primo punto fermo è che i posti riservati al semestre aperto nel 2026/27 sono sostanzialmente stabili rispetto all’anno scorso, intorno al 70 per cento. Giova ricordare che anche stavolta solo negli atenei statali l’accesso sarà libero, con lo sbarramento posticipato all’inizio del secondo semestre, a fronte di una graduatoria nazionale formata sulla base dei risultati nei tre esami nazionali di biologia, chimica e fisica in calendario il 10 dicembre e l’11 gennaio. Laddove in quelli non statali e per i corsi in lingua inglese si continueranno a utilizzare i test d’ingresso.
Passando ai numeri, dei 27.001 slot in palio sono 18.830 quelli riservati al semestre filtro (il 69,7%); nel 2025/26 erano 17.278 sui 24.026 complessivi (il 71,9%). Sulla carta il calo è stato di circa il 2%, ma siccome gli iscritti sono leggermente diminuiti (da 54.300 a 52.300) e gli slot liberi nel frattempo aumentati il rapporto teorico tra aspiranti camici bianchi e disponibilità effettive è cresciuto dal 31,8% al 36 per cento. Quindi da meno di un terzo dei candidati a più di uno su tre. Ammesso che tutti i potenziali studenti inizino realmente a seguire i corsi in programma dal 1° settembre e diano poi gli esami nelle tre materie fondamentali. Ma questo lo scopriremo solo dopo l’estate.
Boom dei posti in inglese
Un altro elemento che emerge dai dati (su cui si veda il grafico in alto) è che la vera impennata (+54,6%) delle disponibilità riguarda Medicina in lingua inglese tant’è che nel giro di un anno sono passate da 2.452 a 3.792. Con una crescita più sensibile nelle università private (da 820 a 1.500, cioè l’82% in più) rispetto a quelle pubbliche che sono salite da 1.632 posti a 2.292 (+40%). Posti che verranno assegnati con una prova uguale per tutti, il cosiddetto Imat, in calendario il 29 settembre in Italia e all’estero (su cui si veda altro articolo in pagina).
Decisamente più contenuto è invece l’aumento delle disponibilità che le istituzioni non statali mettono in palio attraverso i loro test d’ingresso (che, peraltro, quasi ovunque si sono già svolti). Qui dai 4.296 slot del 2025/26 si è arrivati ai 4.320 del 2026/27, con una crescita dello 0,6% o giù di lì rispetto a un anno fa.
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