Medio Oriente

Medici da Genova ad Amman: 10 bambini di Gaza, Ramallah e Siria operati

Gli specialisti dell’ospedale Gaslini in missione per piccoli cardiopatici: 100 i pazienti trattati dal 2019 a oggi

Domenica 12 aprile 2026, a Barcellona, in Spagna, alcuni attivisti preparano i rifornimenti a bordo di una nave che partecipa alla Flottiglia Globale Sumud diretta a Gaza. (Foto AP/Joan Mateu Parra) APN

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Si è conclusa con esito positivo la quinta missione di cardiochirurgia pediatrica dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova ad Amman, dove sono stati operati dieci bambini affetti da gravi cardiopatie congenite provenienti da contesti di guerra e profuganza.

Gli interventi, eseguiti in cinque giorni presso l’ospedale Al Khalidi, hanno riguardato piccoli pazienti tra i 2 mesi e i 15 anni arrivati da Gaza, Ramallah, Siria e dai campi profughi giordani. Tutti i pazienti sono sopravvissuti e dimessi dalla terapia intensiva, alcuni già rientrati a casa.

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L’iniziativa rientra in un programma internazionale sostenuto dalle organizzazioni Gift of Life Amman e Gift of Life New York, rivolto a bambini senza accesso alle cure nei Paesi colpiti dai conflitti. Durante la missione, il team ha operato in condizioni di sicurezza difficili, con ripetuti allarmi antiaerei legati alle tensioni regionali. «Abbiamo lavorato per tutta la settimana con allarmi antimissile attivi decine di volte al giorno», ha spiegato il responsabile delle missioni cardiochirurgiche internazionali Francesco Santoro.

A Gaza City si celebra la Pasqua

Alla missione hanno partecipato specialisti del Gaslini, dell’ospedale di Massa e colleghi provenienti da Nablus e Ramallah, in un lavoro congiunto di cooperazione sanitaria. Il progetto in Giordania è parte di un programma avviato nel 2019 e temporaneamente rallentato dopo il 7 ottobre 2023; complessivamente sono oltre 100 i piccoli pazienti trattati nelle diverse missioni in Medio Oriente. Parallelamente è in fase di definizione un protocollo per l’evacuazione sanitaria verso Amman di bambini con cardiopatie congenite provenienti da Gaza, con il supporto di Ong internazionali e autorità locali.

Il team ha già annunciato una nuova missione in programma a ottobre 2026, con l’obiettivo di garantire continuità agli interventi chirurgici e ampliare la presa in carico dei casi più complessi. Dal 2024, sotto l’egida del Governo italiano e del Ministero della Salute, il Gaslini ha inoltre coordinato trasferimenti e cure per 26 bambini palestinesi ricoverati a Genova e partecipato a missioni sanitarie in diversi Paesi dell’area mediorientale.

La situazione a Gaza: 750 palestinesi uccisi dalla tregua

Un attacco aereo israeliano ha ucciso almeno tre palestinesi nella Striscia di Gaza lunedì, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie, mentre i negoziatori incontravano i leader di Hamas nel tentativo di rafforzare un accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti.

Secondo quanto ricostruito dai soccorritori, l’attacco ha colpito un gruppo di uomini all’esterno di una scuola a Deir al-Balah, nella parte centrale della Striscia di Gaza. L’esercito israeliano non ha commentato l’accaduto.

All’ospedale Al-Aqsa di Deir al-Balah, i corpi delle persone uccise sono allineati a terra, avvolti in sudari bianchi fuori dall’obitorio, mentre parenti e amici li raggiungono per dare loro l’ultimo saluto.

«Questa non è una tregua; è una trappola per i nostri giovani. Ogni giorno ci sono martiri, ogni singolo giorno. Quanto a lungo può continuare?» ha dichiarato Umm Hussam Abu El-Rous, parente di una delle vittime, a Reuters.

«Non è ingiusto che un bambino di tre anni abbia paura di vedere suo padre morto? “Papà è andato a prendermi qualcosa al negozio”, dice lui», ha aggiunto.

Il cessate il fuoco iniziato lo scorso ottobre ha allentato due anni di guerra su larga scala, ma ha lasciato le truppe israeliane a controllare una zona spopolata delimitata da blocchi dipinti di giallo, che comprende ben oltre la metà di Gaza, con Hamas al potere in una stretta fascia costiera e con attacchi aerei israeliani costanti.

Più di 750 palestinesi sono stati uccisi dall’entrata in vigore dell’accordo, mentre i militanti si Hamas hanno ucciso quattro soldati israeliani. Israele e Hamas si sono accusati a vicenda di violazioni del cessate il fuoco.

Il fronte diplomatico e il Board of Peace

Le violenze proseguono mentre - da sabato 11 aprile - i leader di Hamas e di altre fazioni palestinesi si incontrano al Cairo con mediatori di Egitto, Turchia e Qatar per discutere l’attuazione della seconda fase dell’accordo su Gaza. Secondo un piano proposto dal Consiglio per la Pace di Trump, Hamas dovrebbe deporre le armi gradualmente nell’arco di otto mesi, dopo che un comitato di tecnocrati palestinesi sostenuto dagli Stati Uniti avrà assunto il controllo di Gaza.Tuttavia, il disarmo di Hamas è stato un ostacolo significativo ai progressi dell’accordo di cessate il fuoco di Trump e del piano per Gaza, messi sotto pressione anche dalla guerra in Iran.

Due funzionari vicini agli ultimi colloqui hanno dichiarato che Hamas ha detto ai mediatori che le discussioni sul disarmo potranno procedere solo dopo che Israele avrà attuato completamente la prima fase dell’accordo di ottobre di Trump, che include un cessate il fuoco totale a Gaza.

Funzionari militari israeliani hanno risposto di essere pronti a un rapido ritorno a una guerra su larga scala se Hamas non deporrà le armi.

La guerra a Gaza è iniziata il 7 ottobre 2023 con un attacco guidato da Hamas contro Israele che ha causato la morte di 1.200 persone, secondo i dati israeliani. La successiva campagna militare israeliana, in due anni, ha ucciso oltre 72.000 palestinesi, secondo le autorità sanitarie di Gaza, lasciando il territorio devastato.

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