Motorsport

McLaren spreca, Verstappen capitalizza: il mondiale di Formula 1 si deciderà ad Abu Dhabi

Max Verstappen tiene apertissima la lotta per il titolo, mentre Carlos Sainz conquista un prezioso secondo podio che lo riporta all’inseguimento di Albon per l’ottavo posto mondiale

di Alex D'Agosta

Photo by Andrej Isakovic / Afp

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Con il settimo successo della sua stagione 2025 — il settantesimo in carriera — Max Verstappen tiene apertissima la lotta per il titolo, mentre Carlos Sainz conquista un prezioso secondo podio che lo riporta all’inseguimento di Albon per l’ottavo posto mondiale. Il risultato segna anche l’aggancio tra Piastri e Verstappen nel numero di vittorie annuali, un dettaglio che potrebbe pesare enormemente in caso di arrivo a pari punti dopo l’ultima gara negli Emirati Arabi Uniti. Piastri secondo e Norris quarto sono appena sufficienti per non urlare al disastro, ma è anche un risultato amaro considerando che matematicamente poteva vincere oggi e conquistare anche il mondiale piloti. Una gara persa che sembrava già nelle loro mani sin dal sabato.

Il penultimo Gran Premio dell’anno in Qatar si apre con una partenza pulita ma decisiva. Oscar Piastri scatta in modo impeccabile dalla pole e impone subito il proprio ritmo, mentre Max Verstappen mantiene la promessa della vigilia: niente rischi inutili, ma determinazione assoluta alla prima curva. L’olandese esegue un sorpasso chirurgico su Norris all’esterno, senza contatti e con un lancio nettamente migliore, chiudendo la manovra ben prima della staccata di curva 1.

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Alle loro spalle parte bene anche Kimi Antonelli, che si infila pulito in quarta posizione. Russell, invece, paga la partenza sul lato sporco della pista e continua a lamentare poco grip nelle prime curve, scivolando rapidamente fuori dalla top 5. Non è l’unico: diversi piloti sul lato sinistro del rettilineo faticano a trovare trazione.

Piastri prende subito il controllo della gara: dopo pochi giri ha già due secondi su Verstappen, mentre Norris scivola altrettanto indietro, incapace di restare nel Drd senza surriscaldare la gomma in scia, come confermerà poi lo stesso Russell in radio.

Verstappen, problemi al bilanciamento e il colpo di scena

Nonostante il sorpasso iniziale senza esitazioni, Verstappen capisce subito che il suo non sarà un primo stint semplice. Già al sesto giro lamenta «estreme variazioni di bilanciamento» tra curve a destra e a sinistra, con un sottosterzo evidente sull’RB21. L’olandese spera che con il consumo del carburante il comportamento migliori, ma intanto vede Piastri allontanarsi progressivamente.

Tuttavia la fortuna era dalla sua in Qatar: il primo vero scossone arriva infatti al giro numero sette ed è tutto a beneficio del quattro volte campione. Pierre Gasly finisce largo, danneggia il fondo dell’Alpine e poi rientra malamente in pista. Nello stesso frangente Nico Hülkenberg, in lotta con Leclerc poco prima, subisce un improvviso cedimento della gomma posteriore: per il tedesco la ruota si stallona completamente e la Sauber finisce contro le barriere. Per Gasly scoppia la gomma, per Hülkenberg la vettura è inguidabile. È inevitabile: bandiera rossa.

La neutralizzazione arriva in un momento cruciale per le strategie. Dopo soli sette giri su una prima mescola, ne restano cinquanta da gestire. Pirelli aveva indicato come ottimale un gran premio su due soste con stint da circa venticinque giri: chi era partito con le soft — come Hamilton e Hülkenberg — si ritrova paradossalmente avvantaggiato dalla pausa tecnica. Al contrario, chi aveva impostato la gara sulle medie deve ripensare tutto, avvicinandosi a un piano alternativo con medie e hard, salvo ulteriori imprevisti.

Nel caos del momento spunta una decisione sorprendente: Verstappen rientra ai box prima dell’interruzione, preparando di fatto una strategia a due pit stop come ipotizzato peraltro dal gommista. Inoltre, la bandiera rossa cancella ogni riferimento e rimette tutto in gioco.

La ripartenza al giro 10 ha ricomposto il gruppo in una configurazione favorevole a chi aveva preservato le gomme: Verstappen, pur con qualche problema di bilanciamento e sottosterzo lamentato in radio, ha gestito la fase centrale fino al primo giro di soste con grande freddezza. Il pilota Red Bull è entrato ai box al giro trentatre (uscendo in terza posizione dietro Norris e Piastri), scelta che — combinata con il vantaggio temporaneo dopo la sosta di Piastri al giro venticinque — gli ha permesso di riprendere il comando senza dover forzare oltre il necessario nella fase conclusiva.

McLaren ha forzato la mano su Piastri con una sosta anticipata al secondo pit di Piastri (giro 43): una scelta conservativa che doveva difendere il gap su Verstappen ma che, col senno di poi, ha limitato la sua capacità di attaccare nel finale. La seconda sosta di Norris, richiamato subito dopo Piastri, non era da manuale, anzi, i meccanici dovranno fare mea culpa: hanno pagato qualche decimo in più rispetto alla fermata messa a segno dal suo compagno, compromettendo l’ultimo assalto a Verstappen. I tempi in pit-stop e il traffico al rientro si sono rivelati elementi molto decisivi sul traguardo.

A proposito delle fasi conclusive, vale sottolineare due momenti tecnici che hanno inciso sulla classifica: al giro trenta Piastri ha passato Antonelli dopo aver sfruttato la grande scia sull’allungo, mentre al penultimo giro Lando Norris è riuscito a scavalcare sempre Kimi per la quarta posizione — azione che ha tolto al giovane Mercedes due punti preziosi e li ha dati a Norris. Punti che ad Abu Dhabi potranno essere ‘pesantissimi’ a danno della rimonta incredibile di Verstappen. Queste manovre in pista, e la gestione delle gomme nell’ultimo stint, hanno fatto la differenza tra una vittoria teorica per Piastri e la concreta possibilità di Verstappen di ridurre il gap iridato.

Sul fronte dei riscontri cronometrici, Verstappen ha controllato le fasi finali con un comodo controllo. La sua vittoria a Losail è ‘certificabile’ come un dominio gestito, che gli vale il settantesimo successo in carriera e, soprattutto, la concreta possibilità matematica di contendere il titolo ad Abu Dhabi. Norris, pur quarto, ha visto ridursi il margine di sicurezza in classifica: con il risultato odierno il campionato resta apertissimo e si presenterà a Yas Marina come duello a tre.

Ferrari , un weekend molto “nero” 

Ferrari vive un’altra giornata da dimenticare: il fine settimana in Qatar è stato segnato da evidenti limiti di fondo nella messa a punto dell’SF-25. Charles Leclerc aveva già mostrato segnali di difficoltà sabato, giustificando il fatto che la squadra «stava lottando ancora una volta» per trovare un assetto competitivo; il suo testacoda in qualifica e la generale mancanza di ritmo hanno confermato come il problema non fosse episodico ma sistemico sul comportamento della vettura tra curve veloci e cambi di direzione. Lewis Hamilton ha pagato a sua volta un fine settimana opaco, con arrivi lontani dalla zona punti. In sintesi: assetto instabile, scarso grip e la difficoltà nel far lavorare le gomme alla temperatura corretta hanno impedito alla Ferrari di essere competitiva né di prendere rischi strategici che potessero cambiare il destino del weekend.

Fornaroli, neo-campione F2 e il valore del trionfo

Leonardo Fornaroli ha conquistato oggi il titolo mondiale di Formula 2 con la concretezza che ci si aspetta da un campione: la seconda piazza nella Feature Race a Losail è stata sufficiente per chiudere i conti con un turno d’anticipo. Fornaroli, 20 anni, sale così sul palcoscenico internazionale dopo una stagione che gli ha visto accumulare consistenza e regolarità, ereditando la scia dei grandi talenti che sono passati dalla F2 alla F1. Come lui, vincente in due anni consecutivi in Formula 3 e Formula 2, solo Russell e Piastri. Come lui, come italiano in testa alla seconda serie del motorsport a ruote scoperte, solo Giorgio Pantano nel 2008 e Davide Valsecchi nel 2012. Rispetto a questi ultimi, però, eredita anche la ‘sfortuna’ di non potere ancora intravedere un sedile in Formula 1 al giorno della vittoria. Eppure solo un anno fa Antonelli aveva già firmato in Mercedes nonostante un posto finale ben più basso in classifica.

Fornaroli quindi diventa fra i nomi più caldi del vivaio dei prossimi debuttanti, ma al momento non ci sono indicazioni pubbliche di un immediato legame con un team F1: il mercato sedili rimane affollato e negli ultimi dodici mesi ci sono stati ben sei rookie ad arrivare nella massima serie. Il giovane campione dovrà quindi andare alla ricerca di appoggi concreti o, almeno, di un ruolo come pilota di riserva. Il suo trionfo è, in ogni caso, uno dei risultati più rilevanti dell’anno per il motorsport italiano, insieme alla vittoria del mondiale Fia Wec per la Ferrari 499P e i primi podi di Antonelli in Formula 1 con la Mercedes in Canada, Brasile e negli Stati Uniti d’America.

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