Formula 1

McLaren sempre più nel cuore del motorsport globale

A Singapore, la McLaren ha vinto ufficialmente il campionato costruttori che quest’anno ha ampiamente dominato. Con la seconda vittoria consecutiva, decima totale, la scuderia inglese si afferma come un punto di riferimento nel motorsport e, indirettamente, anche nel segmento di lusso sportivo

di Massimo Ruberti e Glenda Mecaj

Il pilota australiano della McLaren Oscar Piastri guida la sua auto durante il Gran Premio di Formula 1 di Singapore sul Marina Bay Street Circuit di Singapore, domenica 5 ottobre 2025. (Foto AP/Vincent Thian) Stampa associata/LaPresse

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Il Gran Premio di Austin apre l’ultimo quarto della stagione 2025 di F1. Le ultime sei gare saranno particolarmente intense, perché strutturate su due triplette e comprendono tre gare sprint, la prima delle quali proprio in Texas. Se il campionato costruttori è ufficialmente chiuso, con la decima affermazione della McLaren, per il campionato piloti i giochi sono sempre più aperti.

La rottura del motore di Norris a Zandvoort era sembrata un segno del destino, lanciando Piastri a +34 sul rivale e a oltre +100 rispetto a un Verstappen costantemente battuto. Eppure, proprio a partire dall’Olanda, dove la McLaren stava per raggiungere Ferrari e Mercedes per il record di doppiette consecutive, qualcosa è successo. I GP di Monza, Baku e Singapore (tre circuiti molto particolari) non hanno visto la scuderia di Woking vincere, ma hanno evidenziato una risalita prestazionale di Red Bull e Mercedes. Così, per Piastri, i punti di vantaggio su Verstappen restano 63, ma quelli di Norris sono solo 41: ha senso per la McLaren puntare su un pilota solo? Difficile che accada, considerando gli equilibri in casa papaya e la direzione di Andrea Stella: “Non cambieremo la nostra gestione dei piloti dopo il titolo costruttori”.

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IL CAMPIONATO 2025

La classifica 2025 di F1 Costruttori e Piloti

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Il Motorsport al centro della realtà McLaren

Così come la Ferrari, la McLaren, prima di essere una casa automobilistica di lusso, è una scuderia. La scuderia di Woking nasce infatti dall’idea di un giovane pilota di successo, il neozelandese Bruce McLaren, che a soli 26 anni getta le basi per una propria scuderia che vedrà il debutto in Formula 1 nel 1966.

Bruce non farà in tempo a vedere la sua scuderia vincere in Formula 1, a causa della morte per incidente a Goodwood nel 1970, a soli 32 anni. Ma dal 1974 in poi, la scuderia ha segnato la storia della Formula 1: da allora sono dieci i titoli costruttori e dodici quelli dei piloti. Questi ultimi sono firmati da grandi protagonisti della storia della Formula 1: Emerson Fittipaldi (1974), James Hunt (1976), Niki Lauda (1984), Alain Prost (1985, 1986, 1989) e Ayrton Senna (1988, 1990, 1991). A fine anni ’90, Mika Häkkinen ha riportato McLaren sul gradino più alto nel biennio 1998-1999, mentre nel 2008 Lewis Hamilton ha conquistato il suo primo titolo al volante della McLaren.

CRESCITA ECONOMICA E SPORTIVA DI MCLAREN

Risultati economici di McLaren Racing Limited dal 2015 al 2024: il miglioramento dei punti ottenuti nella classifica del mondiale costruttori è stato accompagnato da un severo aumento dei costi, ma anche da una più che proporzionale crescita dei ricavi

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McLaren in Formula 1: i risultati economici

Nel grafico riportato, è possibile osservare come l’andamento economico della scuderia papaya tra il 2015 e il 2024 abbia seguito fortemente i risultati sportivi. Nel periodo considerato, la McLaren ha vissuto anni complessi, arrivando a cumulare 169 milioni di sterline di perdite tra 2015 e 2019. Lasciati i disastrosi motoristi Honda e Renault, la McLaren è tornata competitiva nel 2020 con il partner Mercedes: indimenticabile la doppietta di Monza 2021 con cui Ricciardo ha concluso un periodo di oltre 8 anni senza vittorie per la scuderia inglese. Da allora, il team capitanato da Andrea Stella (racing director dal 2020 e team principal dal 2022) ha ottenuto un crescendo di risultati sportivi, ma anche economici, con un secondo quinquennio positivo (35 milioni di utili cumulati).

Ci sono però alcuni fattori contestuali da tenere in considerazione. Il primo è legato alla crescita generale di tutto il Circus, grazie alla capacità di Liberty Media di rispolverare la F1 con un’espansione delle sue attività commerciali, tra le quali l’ampliamento del calendario. La seconda è l’accentuato aumento dei costi, paradossale in un’epoca di budget cap. Tuttavia, va considerato che molti di questi costi sono legati agli investimenti per il lungo termine, ragione per cui la McLaren Racing ha visto crescere fortemente l’indebitamento (quintuplicato in dieci anni).

Quanti soldi genera la vittoria del titolo costruttori?

Per quanto partecipare al campionato di Formula 1 costi milioni di dollari ai team, la distribuzione degli utili da parte della Formula One Management, solitamente, più che compensa le spese e a questi ricavi bisogna considerare l’indiretto aumento di visibilità del brand. Nel 2024, con la vittoria del titolo costruttori, McLaren ha incassato 140 milioni di dollari, ma anche la Ferrari, seconda, ha ricevuto un premio simile (131) grazie a bonus ad hoc legati alla storicità del team. Dal 2023, anno da quarto posto, al 2024, l’assegno ricevuto da McLaren è cresciuto di circa 27 milioni di dollari.

Il successo sportivo genera anche un miglioramento della propria attrattività commerciale: la maggior competitività ha condotto la McLaren a crescere e a raggiungere freschi accordi commerciali con partner di grande valore. Infatti, Mastercard diventerà Title Sponsor del team per la stagione 2026, e si aggiungeranno ai partner tecnologici papaya Groq (azienda americana nel settore AI) e Motul (multinazionale francese nel settore dei lubrificanti).

McLaren oltre la Formula 1

Il DNA sportivo della McLaren non si ferma in Formula 1. Forte è la sua presenza in Indycar Series con l’Arrow McLaren Indycar Team dal 2020, che eredita una storia di successi come le tre vittorie alla 500 Miglia di Indianapolis (1972, 1974 e 1976). Ad oggi, la squadra conta 27 vittorie e 87 podi, con risultati eccellenti nel 2025, tra cui il secondo posto in classifica generale del pilota messicano Pato O’Ward. La scuderia di Woking è infine presente, dal 2023, anche nel mondo della Formula E con il NEOM McLaren Formula E Team, dove ha ottenuto la sua prima vittoria nel 2024 grazie a Sam Bird durante l’E-Prix di San Paolo, in Brasile.

McLaren gareggia anche nella Formula 1 Academy, la Formula 1 per i giovani talenti femminili del motorsport, tramite il McLaren Young Driver Programme: tra le giovani pilota, supporta Ella Lloyd, inglese al terzo posto nel campionato femminile.

McLaren, l’azienda tra racing e modelli stradali

Negli ultimi due anni, il McLaren Group Limited ha visto una serie di passaggi di mano fra fondi, con un primo controllo della Bahrain Mumtalakat Holding Company, seguito da una successiva cessione al fondo CYVN di Abu Dhabi. Questo riassestamento del capitale ha toccato più l’anima automotive che quella racing, dove Zak Brown ha conservato il ruolo di CEO.

La produzione di vetture stradali è limitata (2188 unità nel 2023), ma di gran valore. Il mercato maggiore è quello Nordamericano (valore delle vendite di 787 milioni di sterline nel 2023), seguito da quello Asiatico (497 milioni) ed Europeo (488 milioni). A fronte di un fatturato superiore ai due miliardi di sterline nel 2023, il McLaren Group ha registrato nel suo report finanziario pubblicato a chiusura del 2023 una perdita di 872,5 milioni di sterline, un risultato negativo ma giustificato da maggiori investimenti nella ricerca e sviluppo dei propri nuovi modelli.

Il gruppo McLaren sottolinea chiaramente l’identità sportiva e la direzione aziendale: “Il marchio McLaren unisce chiaramente il patrimonio condiviso di McLaren Automotive e McLaren Racing ai loro prodotti, servizi e attività. Il Gruppo esiste per spingere oltre i limiti delle prestazioni, offrendo ai propri clienti un’autentica anima da corsa. Il Gruppo si concentra sui suoi valori fondamentali: prestazioni, emozione e appartenenza, ed è proprio questa filosofia ad averlo portato alla posizione attuale come uno dei marchi automobilistici di lusso più prestigiosi al mondo”.

Per il gruppo McLaren la transizione verso una maggiore responsabilità ambientale segue gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Il gruppo pone come obiettivo la riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 2,5% all’anno e una migliore gestione delle proprie risorse. L’impegno verso una maggiore sostenibilità è applicato anche alla ricerca e allo sviluppo delle nuove vetture, sia in Formula 1 con il nuovo regolamento 2026 che nella produzione dei modelli stradali perseguendo l’obiettivo di eliminare i veicoli a benzina o diesel.

McLaren su strada: dalla prima M6GT alle supercar di oggi

Dal know-how guadagnato con la Formula 1, McLaren si distingue per i suoi modelli stradali, apprezzati a livello globale. La storia McLaren Automotive inizia con la M6GT nel 1969, con la visione di Bruce McLaren di ideare un modello stradale basato sulle tecnologie applicate in gara. Ma è solo dal 1985 che è iniziato, sotto la guida di Ron Dennis, il vero e proprio segmento automotive di McLaren. Ad oggi, i modelli McLaren spaziano su cinque gamme, dalle supercar ai modelli Legacy.

Tra le supercar, alle famose 750S e Artura, si è aggiunta la nuova supersportiva McLaren W1: solo 399 esemplari al mondo, per un’auto da 1200 cavalli venduta in Italia a un prezzo che parte da 1,9 milioni di euro.

Tra i modelli GT, un diretto richiamo alla Formula 1 (non solo nel nome) è la Senna GTR, dotata di tecnologie sviluppate per la Formula 1. La Senna GTR ha infatti un’ala posteriore attiva con freno ad aria compressa ed un sistema di riduzione dell’attrito, concettualmente simile al DRS che si usa nei Gran Premi. McLaren si concentra anche su edizioni speciali come i soli 25 esemplari prodotti della McLaren Solus GT, una monoposto con un abitacolo chiuso. Infine, di rimando alla storia nel motorsport, vi è la gamma Legacy, tra cui la 675LT, una longtail ispirata alla vettura vincente a Le Mans del 1997.

Il fine settimana sprint ad Austin

Al COTA (Circuit of the Americas), la probabilità di vittoria assegnata dai bookmakers non dà favoriti fra i tre in lotta, a testimonianza della grande incertezza del finale di campionato. Senza dimenticare che queste ultime sei gare sono la fine di un ciclo tecnico, per cui molte scuderie hanno ridotto fortemente i cosiddetti “pacchetti di aggiornamento”: con materiale limitato, tra cui i motori, vera e propria spada di Damocle dei motorizzati Mercedes in questa stagione (tra cui la McLaren), tutto è ancora possibile.

Il weekend del Gran Premio di Austin si svolgerà nel formato sprint e seguirà orari particolari per noi europei. Le uniche prove libere del weekend saranno venerdì alle 19.30, per essere poi seguite dalle qualifiche sprint poco prima della mezzanotte italiana (23:30). La gara da 100 km sarà disputata a partire dalle 19.00 del sabato. Alle 23.00, le monoposto torneranno a sfidarsi per determinare la griglia di partenza della gara della domenica (21:00).

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