Mazda festeggia 100 anni di «think different»
La casa di Hiroshima si è sempre distinta per l'originalità delle scelte tecnologiche
di Giulia Paganoni
3' di lettura
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Una visione fuori dagli schermi ma anche fortemente connotata con la propria cultura, quella giapponese. Mazda è così e nei suoi cento anni di storia è diventata un punto di riferimento. Nata come produttrice di sughero a Hiroshima, nel 1921 venne trasformata in azienda dapprima dedita alla costruzione di macchine utensili poi divenne un costruttore di veicoli. In ambito tecnico-motoristico sono numerose le innovazioni proposte dalla casa giapponese, come lo sviluppo dei compatti motori rotativi Wankel negli anni sessanta (nel 1967 Cosmo Sport 110S fu il primo modello a montarlo) per poi passare allo sviluppo dei powertrain diesel (che ai giapponesi non sono mai piaciuti troppo) dal basso rapporto di compressione e benzina che invece lavorano al contrario, fino alla creazione recentissima del propulsore Skyactiv X che offre l'efficienza di un turbodiesel con le emissioni e la semplicità costruttiva di un propulsore a ciclo otto.
Il motore rotativo era il simbolo della passione di Mazda per le auto divertenti da guidare, ma la casa giapponese mostrò veramente il suo amore per la guida con il lancio, nel 1989, di una piccola roadster battezzata Mazda Mx-5 (o Miata a seconda dei mercati), arrivata in un'epoca in cui le convertibili a due posti erano praticamente estinte Oggi, dopo quattro generazioni del modello, la spider giapponese rimane la roadster più venduta nella storia, avendo superato nel 2016 la soglia di 1 milione di unità prodotte.
Ma la storia di Mazda, è anche quella di un'azienda che si è rialzata dalla seconda guerra mondiale, dopo l'esplosione della bomba atomica del 6 agosto 1945, proprio nel 70esimo compleanno del fondatore Juro Matsuda. Lo stabilimento situato distante dal luogo dell'esplosione e protetta da una montagna, questo fece sì che subì danni non così gravi da poter diventare un centro di raccolta dei feriti mentre dalle sue linee uscivano ancora i motocarri marchiati Mazda, dei tre ruote che si rivelarono cruciali per rimuovere macerie e far rinascere la città di Hiroshima.
Attualmente, sono due gli stabilimenti in Giappone (a Hiroshima e Hofu) a cui si aggiungono altri centri di ricerca in Usa, Cina e Russia. Il centro stile principale a Hiroshima ha ideato il linguaggio stilistico denominato Kodo Design che presuppone uno stretto legame tra designer e ingeneri per creare vetture che siano molto simili a quelle immaginate dai designer che lavorano tra computer e modelli in argilla.
I prodotti per qualità competono con le tedesche premium. I numeri però sono un po' diversi da queste ultime. Infatti, vengono prodotte 1.6 milioni di auto all'anno e ciò lo categorizza come costruttore di piccole dimensioni con anche capacità d'investimento ben inferiori rispetto ai colossi teutonici. Ma ciò non scoraggia, anzi.








