Mazda CX-60 2026: il segreto del piacere di guida è nei dettagli (che non vedi)
Non è un restyling, ma un’evoluzione profonda. La Mazda CX-60 Model Year 2026 corregge l’assetto, abbraccia i biocarburanti e alza l’asticella del comfort acustico. Ecco come va tra le curve e quanto costa la nuova gamma.Di Danilo Loda
di Danilo Loda
3' di lettura
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Approcciarsi alla Mazda CX-60 2026 significa innanzitutto comprendere il concetto di Kaizen, ovvero il miglioramento costante. Esteticamente la vettura non cambia di una virgola, e per una buona ragione: il design Kodo, caratterizzato dal lungo cofano che suggerisce la presenza del motore longitudinale e dalla trazione posteriore, rimane uno degli esempi più eleganti di stile giapponese contemporaneo. La CX-60 non ha bisogno di artifici estetici per farsi notare, poiché la sua presenza è scultorea, muscolosa ma sempre raffinata.
Il vero cuore di questo aggiornamento si nasconde nel sottoscocca. Mazda ha risposto direttamente ai feedback dei primi proprietari, che lamentavano una certa secchezza del retrotreno sulle asperità e una risposta non sempre perfettamente sincronizzata tra i due assi. Il nostro test drive che ci ha impegnato per 400 chilometri, da Roma fino alle vette abruzzesi, ci ha permesso di mettere alla prova gli aggiornamenti tecnici apportati alla Model Year 2026. Tra le curve impegnative per raggiungere Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila, la risposta è stata chiara: la CX-60 sfoggia ora un bilanciamento e una coerenza dinamica che elevano sensibilmente il piacere di guida.
In pratica Mazda ha aggiornato il posteriore dell’auto usando molle più morbide e ammortizzatori più rigidi. L’obiettivo? Eliminare quella sensazione di instabilità del vecchio modello, rendendo la guida più precisa e coerente tra la parte davanti e quella dietro. Ora, quando si inserisce il muso in curva, il resto dell’auto segue con una precisione chirurgica. La vettura non risente delle irregolarità dell’asfalto, ed elimina, di conseguenza, i fastidiosi scossoni all’abitacolo, garantendo una fluidità di marcia che prima era riservata quasi esclusivamente alle berline di lusso.
Sotto il cofano della nostra auto in prova batte il “maestoso” 3.3 litri sei cilindri in linea e-Skyactiv D che eroga 249 CV. Si tratta di un motore controcorrente, ma incredibilmente efficiente. La grande novità del 2026 è l’omologazione per l’HVO 100, un biocarburante derivato da scarti organici e oli vegetali riciclati che permette di viaggiare in maniera ancora più “green”. Durante il test, il propulsore (mild hybrid con batteria da 48V) ha confermato la sua natura di passista infaticabile, con una coppia generosa, vibrazioni assenti e consumi reali che sfiorano i 17 chilometri con un litro in autostrada.
Vita a bordo: comfort acustico e intelligenza artificiale
L’abitacolo della CX-60 resta un riferimento assoluto per qualità percepita, grazie all’uso di legno d’acero, cuciture Kakenui e un’ergonomia studiata attorno al guidatore. Per il 2026, Mazda ha aggiunto due tasselli fondamentali per migliorare l’esperienza di viaggio. L’adozione dei doppi vetri anteriori ha portato l’isolamento dai fruscii aerodinamici a un livello superiore, rendendo il silenzio quasi assoluto anche a velocità autostradali. In parallelo, l’integrazione nativa di Amazon Alexa permette di gestire clima, navigazione e musica con comandi vocali naturali, riducendo drasticamente le distrazioni. Inoltre, a confermare come la guida deve essere un piacere in tutti i sensi e per tutti i sensi, Mazda ha realizzato Il sistema Harmonic Acoustic. Invece di limitarsi a montare delle casse, gli ingegneri “audiofili” della casa giapponese hanno spostato i grandi altoparlanti (i woofer) dai pannelli delle porte agli angoli anteriori del telaio, ovvero tra il parafango e l’intercapedine: così facendo, sono state eliminate le fastidiose vibrazioni della carrozzeria che spesso rovinano la musica. Il risultato è un suono molto più pulito e naturale, senza i rumori di sottofondo della strada.











