Mazda CX-5 2026 in prova: come va il Suv che punta sul comfort di guida
Il test su strada della nuova Mazda CX-5 nell’allestimento Homura: il Suv pensato per i lunghi viaggi ma che non è esente da qualche piccolo difetto
5' di lettura
5' di lettura
Dimenticate le solite forme anonime: la nuova Mazda CX-5 m.y. 2026 arriva con un look che si fa guardare senza bisogno di urlare. È un Suv che non insegue le mode a tutti i costi, ma sa perfettamente come farsi scegliere da chi cerca personalità e non solo le prestazioni pure. E sono tante le novità che porta in dote questa versione 2026, dal look, alle dimensioni, passando per il powertrain.
Chiedilo al Sole
La Mazda CX-5 infatti, come detto, cambia, e non poco, anche nelle dimensioni. La terza generazione arriva a 4,69 metri di lunghezza, 1,86 metri di larghezza e 1,695 metri di altezza, con un passo di 2,815 metri. Rispetto alla precedente CX-5, lunga 4,575 metri, larga 1,845 e con un passo di 2,70 metri, significa 11,5 cm in più in lunghezza, 1,5 cm in larghezza e 11,5 cm in più tra gli assi. Una crescita che non è solo questione di numeri: il passo più lungo porta più spazio nell’abitacolo, mentre il bagagliaio sale a 583 litri. Da notare che anche l’apertura delle portiere è stata maggiorata di ben 7 cm.
Anche il look cambia parecchio, pur restando fedele alla filosofia Kodo di Mazda. Il frontale è più alto e imponente, con un cofano cresciuto di circa 5 cm, una calandra più ampia e una nuova firma luminosa a LED. Il profilo appare più solido grazie ai parafanghi posteriori più pronunciati e alle superfici maggiormente scolpite, mentre dietro spiccano i gruppi ottici orizzontali, ispirati anche alla CX-60, collegati visivamente dal lettering Mazda. Nel complesso, la nuova CX-5 abbandona parte delle forme morbide del modello precedente per un’impostazione più muscolosa e moderna.
Un motore che privilegia la tranquillità
La CX-5 nell’allestimento Homura è la protagonista della prova. Il modello porta in dote la trazione anteriore ed è equipaggiata con il nuovo motore da 2.5 litri aspirato e-Skyactive G da 141 cv, abbinato a un sistema mild hybrid a 24 Volt e al cambio automatico a sei rapporti con convertitore di coppia. Non è una combinazione pensata per chi cerca scatti brucianti o una guida particolarmente sportiva. Il suo punto forte è piuttosto la regolarità. Infatti, una delle caratteristiche più innovative del powertrain è che pensa a più a risparmiare che spingersi al massimo. Non a caso nei momenti di carico ridotto, il sistema disattiva metà dei cilindri. Da quattro a due, un passaggio intelligente che taglia i consumi lavorando in silenzio dietro le quinte.









