Test Drive

Mazda CX-30 MY 2025, come va il suv che va controcorrente

Tradizione, piacere di guida e nuove tecnologie sono le caratteristiche che offre il suv compatto giapponese.

di Danilo Loda

4' di lettura

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La nuova Mazda CX-30 Model Year 2025, il suv compatto della casa giapponese si presenta senza stravolgere il suo aspetto, ma introducendo una serie di novità sostanziali sotto pelle e a bordo.

A prima vista, la CX-30 resta fedele a sé stessa ed è proprio così. Le linee esterne non cambiano rispetto al modello precedente: proporzioni equilibrate, superfici pulite e quel design “Kodo” che da anni è il marchio di fabbrica Mazda. È un linguaggio stilistico che punta all’essenzialità, evitando eccessi o artifici estetici.

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La silhouette è filante, quasi sportiva, con un cofano lungo e un posteriore compatto. Il risultato è un Suv del segmento C che riesce a distinguersi senza gridare, con quell’eleganza giapponese che non teme il passare delle mode.

Ma se fuori tutto appare immutato, è dentro e sotto il cofano che la nuova CX-30 svela le sue carte migliori.

Un motore non convezionale

In un’epoca dominata dal “downsizing”, con piccoli tre cilindri turbo che promettono consumi ridotti e coppia immediata, Mazda a modo suo “se ne frega” delle mode e continua a seguire la propria strada. La nuova CX-30 adotta infatti un quattro cilindri aspirato da 2,5 litri, abbinato a un sistema mild-hybrid a 24 volt.

Una scelta senza dubbio coraggiosa, ma che rientra perfettamente nella filosofia del marchio: il cosiddetto “right sizing”, ovvero la cilindrata giusta, proporzionata all’auto e non ridotta artificialmente.

I numeri parlano chiaro: 238 CV e 240 Nm di coppia (per l’esattezza 238 Nm), disponibili già a 3.000 giri, ma con 200 Nm pronti fin dai 1.500. Significa avere un motore pieno, elastico, che risponde bene a ogni regime senza necessità di forzature.

Il mild-hybrid, discreto ma efficace, riduce i consumi e alleggerisce lo sforzo del propulsore, soprattutto nella guida cittadina. I dati ufficiali parlano di un risparmio dell’1,6% nel ciclo misto e fino al 7% in autostrada, con consumi dichiarati tra 5,8 e 6,3 l/100 km. Nella guida reale, come abbiamo potuto verificare, questi dati sono un poco ottimistici. Nei 20 giorni che abbiamo avuto tra le mani il Suv giapponese, guidato in autostrada, nel traffico milanese e nei dintorni, il dato finale è stato 7,7l/100 km. Di sicuro dobbiamo ammettere che non ci siamo risparmiati nello spingere sull’accelleratore per eseguire tutte la varie prove del caso. Con un piede più “morbido” è chiaro che questo dato è destinato a migliorare, magari arrivando a 7 l/100 km.

Il cambio manuale che fa la differenza e fa divertire

Il motore può essere abbinato sia a un cambio automatico sia a un manuale a sei marce. Per la nostra prova Mazda ci ha fornito quest’ultimo, e non a caso. La casa giapponese è una delle poche che ancora crede nel piacere del cambio manuale, e i suoi leveraggi sono tra i migliori sul mercato: corsa corta, innesti precisi, feeling diretto.

È un dettaglio che cambia radicalmente l’esperienza di guida. La CX-30, infatti, non si limita a essere efficiente: è anche molto, molto divertente. Lo sterzo è preciso e naturale, il telaio trasmette agilità e solidità, mentre il motore regala un’erogazione corposa che rende superflua qualsiasi “modalità Sport” artificiale.

Al volante nella zona di Milano

Guidata come detto nei dintorni di Milano il piacere di guida è stato il comun denominatore per ogni ora passata in auto. In seconda marcia, dai 4.000 ai 5.000 giri, il motore si allunga con decisione, (perfetto per scattare ai semafori, o fare un sorpasso veloce) mentre ai medi regimi sfoggia una pienezza sorprendente. In quinta o in sesta basta pigiare leggermente l’acceleratore per riprendere velocità senza sforzo, segno di un’elasticità che difficilmente un 2.0 più piccolo non potrebbe mai eguagliare.

Il merito è anche del peso contenuto: circa 1.350 kg a secco. Un valore notevole per un Suv lungo 4,60 metri con un passo di 2,7 metri, che si traduce in agilità e maneggevolezza. Il collegamento ideale è con la filosofia della piccola e leggendaria MX-5, che da sempre incarna la leggerezza come valore assoluto.

Interni: eleganza e tecnologia

Se fuori la CX-30 non cambia, dentro i miglioramenti sono tangibili. Il nuovo sistema multimediale è il cuore delle novità: uno schermo panoramico, ben integrato nella plancia e orientato verso il conducente, introduce Amazon Alexa come assistente virtuale, rendendo la gestione delle funzioni a bordo più intuitiva e immediata. Non manca una comoda camera che visualizza il retro e il frontale dell’auto quando si è in manovra e tutta una serie di Adas di livello 2 che assistono alla guida.

Lo strumento davanti al volante resta fedele all’estetica Mazda: un display TFT da 7 pollici con grafica semplice che privilegia la chiarezza e, volendo si può pure abilitare l’Hand Up Display per avere sempre sott’occhio le informazioni principali durante la guida. L’abitacolo colpisce per i materiali morbidi, e un design privo di orpelli. È la stessa filosofia vista all’esterno, portata dentro con coerenza e raffinatezza.

Dietro lo spazio è buono anche per chi supera i 180 cm, mentre il bagagliaio resta nella media della categoria.

Il modello preciso che abbiamo guidato, ovvero la CX-30 2025 5WGN 2.5L e-SKYACTIV G 140cv 6MT FWD nella versione Takumi ha un costo base di 36.050 euro.

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