Esame di Stato

Maturità, compensi commissari fermi dal 2007. Ecco quanto guadagnano

Scadono oggi i termini per le domande. La partecipazione è un obbligo di servizio.

di Laura Virli

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Ogni anno, quando giugno si avvicina, mezzo milione di studenti italiani si prepara ad affrontare l’esame di maturità. Dall’altra parte del banco siederanno i commissari: un presidente esterno designato dagli uffici scolastici regionali e quattro docenti, due esterni e due interni, nominati secondo regole precise. La partecipazione è un obbligo di servizio (scadono oggi i termini per presentare domanda come commissario e presidente, ndr): i commissari esterni sono tenuti a presentare istanza, i membri interni sono nominati dal consiglio di classe. Nessuno di loro potrà rifiutare l’incarico né abbandonarlo, salvo legittimo impedimento, e il lavoro è tutt’altro che leggero: settimane intense tra responsabilità, documenti, colloqui e verbali.

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I compensi: ecco i numeri

Per questo impegno i commissari percepiscono un compenso aggiuntivo rispetto allo stipendio ordinario. Al presidente spetta un lordo di 1.249 euro. Al membro esterno va un compenso lordo pari a 911 euro, a quello interno 399 euro per ogni classe esaminata, a prescindere dal numero di candidati interni o esterni (tabella 1, quadro A, D.M. 24 maggio 2007). Al commissario delegato a sostituire il presidente spetta una maggiorazione del 10% del compenso previsto per la funzione di commissario. Nessun riconoscimento economico aggiuntivo è, invece, previsto per il segretario verbalizzante.

Il netto dipende dall’aliquota fiscale del singolo docente, ma se la trattenuta fosse al 30% i 399 euro diventano circa 280 euro netti, e i 1.249 del presidente scendono a circa 870 euro.

A queste cifre si aggiunge una quota forfetaria (non tassata) legata alla distanza tra la residenza e la sede d’esame: da un minimo di 170 euro a un massimo di 2.270 euro, calcolata sugli orari ufficiali dei mezzi di trasporto extraurbani. Una quota che, nelle fasce più basse, risulta ormai non allineata ai costi reali degli spostamenti.

Il mancato aggiornamento dal 2007

Il dato che sorprende, però, è un altro: queste cifre non vengono aggiornate dal 2007. Un obbligo di servizio retribuito come se il tempo si fosse fermato. A rendere il quadro ancora più stridente è la recente riforma che ha ridotto il numero dei commissari da sei a quattro: una scelta che alleggerisce sensibilmente la spesa pubblica complessiva per le commissioni, ma i cui risparmi, almeno per ora, non si traducono in alcun miglioramento delle retribuzioni per chi resta in cattedra a giudicare i maturandi.

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