Esame di Stato

Maturità, anche l’alunno con «Dsa» deve saper collegare le materie

Per i giudici le misure compensative non possono stravolgere del tutto il conteneuto del colloquio

di Pietro Alessio Palumbo

ESAMI DI MATURITA’

2' di lettura

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Il Tar Lombardia (sentenza n.19/2025) ha chiarito che le misure compensative previste per gli studenti Dsa non possono “stravolgere” l’esame di maturità il cui superamento presuppone in ogni caso la capacità di sostenere il colloquio affrontando contestualmente più materie di esame.

Si tratta di un obiettivo necessario per il superamento dell’esame di Stato richiesto anche nei casi di studenti Dsa in quanto il giudizio finale della commissione d’esame deve basarsi esclusivamente sulla constatazione sia della non insufficiente preparazione dello studente sia della completa maturazione personale, ritenute necessarie per accedere alla successiva fase degli studi. Infatti – ha chiarito il giudice amministrativo - la finalità delle misure compensative e dispensative disposte per gli alunni con disturbi dell’apprendimento è quella di assicurare all’alunno in tale condizione di svantaggio, il raggiungimento, quantomeno, di obiettivi minimi di apprendimento, che non siano discriminanti o mortificanti rispetto agli altri studenti.

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I fatti contestati

Nel caso di specie, la commissione aveva permesso durante il colloquio, l’uso delle mappe ma aveva anche cercato di supportare la candidata durante lo svolgimento della prova orale, indirizzandola verso il titolo prescelto. In tal senso, dal verbale dell’esame, si deduceva come ogni intervento dello stesso presidente era stato indirizzato nel senso di orientare la candidata e supportarla nei momenti di difficoltà.

La pronuncia

A ben vedere, pur dovendosi riconoscere il diritto degli studenti Dsa a un supporto e aiuto anche durante l’esame di maturità, tuttavia la prova orale dell’esame di stato si caratterizza proprio per la concentrazione in un unico colloquio di differenti materie, durante il quale lo studente deve dimostrare la capacità di collegamento tra le materie. In altre parole l’essere stato destinatario di uno speciale supporto scolastico finalizzato alla semplificazione nell’apprendimento non esaurisce il giudizio sull’effettiva “maturità” dell’alunno.

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