Attualità

Maturità 2026, si parte il 18 giugno: oltre 527mila studenti all’esame di Stato

Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Istruzione, sono 527.607 i candidati alla Maturità 2026. Prima prova scritta il 18 giugno alle 8.30, seconda prova il 19. Tra le novità: orale obbligatorio, curriculum dello studente e più peso a scuola-lavoro, educazione civica e competenze digitali

di Redazione Roma

 ANSA

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Ultimi giorni di studio per i maturandi. L’esame di Stato 2026 partirà il 18 giugno alle 8.30 con la prima prova scritta di italiano, uguale per tutti gli indirizzi. Quest’anno saranno 527.607 gli studenti coinvolti: 513.479 candidati interni e 14.128 esterni. Le commissioni saranno 13.989, per un totale di 27.884 classi. La platea più ampia arriva dai licei, con 273.854 studenti. Seguono gli istituti tecnici, con 167.136 candidati, e gli istituti professionali, con 86.617.

Prima e seconda prova: date, tracce e tempi

La prima prova scritta della Maturità 2026 sarà composta da sette tracce. Ogni studente dovrà sceglierne una e avrà sei ore di tempo per completare l’elaborato. Non sarà possibile lasciare la scuola prima che siano trascorse tre ore dall’inizio della prova.

Loading...

Il giorno successivo, il 19 giugno, toccherà alla seconda prova scritta. In questo caso l’esame cambia in base all’indirizzo di studio frequentato: ogni percorso avrà una prova costruita sulle discipline caratterizzanti.

Il nuovo esame di maturità punta a verificare non solo conoscenze, abilità e competenze specifiche di ciascun indirizzo, ma anche il grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità raggiunto dagli studenti. Entrano nel quadro di valutazione l’impegno dimostrato durante il percorso scolastico, la partecipazione alle attività di formazione scuola-lavoro, lo sviluppo delle competenze digitali, l’educazione civica e le altre esperienze coerenti con il percorso di studio.

La formazione scuola-lavoro assume così un ruolo più visibile, perché documenta esperienze legate al profilo formativo dello studente. Anche il curriculum dello studente diventa uno strumento centrale: servirà a valorizzare il percorso personale nel colloquio orale e a dare all’esame una funzione orientativa, sia per la prosecuzione degli studi sia per l’ingresso nel mondo del lavoro.

Orale obbligatorio: cosa cambia nel colloquio

La novità più forte riguarda l’orale. Il colloquio non potrà iniziare prima di due giorni dalla conclusione degli scritti e avrà una durata compresa tra 40 e 60 minuti. Ma il cambiamento decisivo è un altro: da quest’anno la partecipazione attiva all’orale diventa obbligatoria. Non basterà più avere già maturato, grazie ai crediti, un punteggio sufficiente per superare l’esame. La mancata partecipazione al colloquio, salvo casi evidenti di smarrimento o vuoto mentale, porterà alla bocciatura.

Cambia anche l’avvio dell’interrogazione. Viene archiviato lo “spunto” a sorpresa proposto dai docenti. Al suo posto, il candidato inizierà con una riflessione personale sul proprio percorso di studi, che potrà essere sostenuta e arricchita dagli elementi presenti nel curriculum dello studente.

Dopo questa introduzione, il colloquio entrerà nel vivo con quattro materie fisse, diverse per ciascun indirizzo e indicate dal ministero dell’Istruzione a fine gennaio. Nella fase successiva il maturando presenterà le esperienze svolte nei percorsi di formazione scuola-lavoro. Poi spazio all’educazione civica, con un confronto su Costituzione, diritti di cittadinanza e sostenibilità ambientale.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti