Verso l’esame

Maturità 2025, ecco i consigli per arrivare pronti alla prova d’italiano

Seguire la coerenza e l’attinenza dell’argomentazione. Il banco di prova è dare voce alle proprie idee

di Silvia Tatti

ESAMI DI MATURITA' COMPIUTER INSEGNANTI  STUDENTESSA  STUDENTE ALUNNI

4' di lettura

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La riforma della prima prova dell’esame di Stato elaborata dalla commissione guidata dal compianto Luca Serianni nel 2018 doveva superare l’astrattezza delle tipologie testuali proposte fino a quel momento, come il cosiddetto tema generale, il saggio breve o l’articolo di giornale, per lo più poco funzionali alla comunicazione reale.

Esperienze concrete di comunicazione

L’obiettivo era quello di mettere alla prova i maturandi su esperienze concrete di comunicazione, valorizzando in questo modo le tecniche argomentative dell’italiano scritto perché «qualsiasi disciplina scolastica, qualsiasi lavoro non meramente esecutivo e, più in generale, la consapevolezza critica che si deve presupporre in un cittadino maggiorenne, quale che sia il corso di studi frequentato, richiedono una padronanza del genere» (documento Commissione). L’attuale prima prova, in vigore dal 2019, deve dunque servire a valutare la capacità di comprensione e di elaborazione scritta dello studente, un futuro cittadino pronto ad affrontare, dopo la scuola secondaria, ulteriori studi o la vita professionale.

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Indicazioni a maturande e maturandi

Come corollario di queste premesse, quali indicazioni dare alle maturande e ai maturandi? Innanzitutto una nota di rassicurazione: non esiste un’unica soluzione ai quesiti proposti dalle tracce ai quali ognuno deve rispondere in base alle proprie competenze e al proprio percorso di studi; questo non vuol dire che sia lecito scrivere qualsiasi cosa, ma che, nei limiti della pertinenza e della coerenza, ogni studente debba attingere al proprio percorso formativo e alle proprie esperienze e costruire delle sintesi personali. Ne deriva anche che ogni studente, di qualsiasi ordine di scuola, possa affrontare tutte e tre le tipologie: gli studenti che provengono da indirizzi tecnici o professionali non devono escludere l’analisi di un testo narrativo o poetico solo perché hanno approfondito in maniera meno specifica argomenti letterari. Ogni studente, infatti, è chiamato a utilizzare gli strumenti in suo possesso in base al percorso svolto negli anni scolastici, alle conoscenze acquisite e alle competenze maturate. I risultati saranno necessariamente diversi tra studenti di differenti ordini di scuola, ma ciò che conta veramente non è tanto l’abbondanza di conoscenze anche molto raffinate messe in campo, ma la dimostrazione di aver capito la consegna e di averla saputa svolgere in maniera coerente, ognuno con gli strumenti che ha acquisito.

Seguire alcuni passaggi

L’importante è seguire alcuni passaggi. Il primo è quello della comprensione sia della traccia proposta sia dei quesiti. Sembra un obiettivo semplice, ma non lo è; la comprensione richiede una lettura lenta e concentrata ed è necessario un esercizio di metodo per predisporsi a leggere attentamente il testo, coglierne i passaggi di significato ed espressivi; consiglio di leggere e rileggere il testo, di riassumerlo almeno mentalmente e di segnare ogni volta le sollecitazioni che emergono. Non bisogna spaventarsi se ci si trova di fronte, per la tipologia A, a un testo o a un’autrice o autore sconosciuto; le scelte degli ultimi anni sono andate nella direzione di autori della tradizione anche per rassicurare i maturandi dopo la pausa dovuta alla pandemia; ma se il testo è di un autore che non è stato letto a scuola (può capitare: la modernità italiana è ricchissima e il canone, per fortuna, è in continuo movimento) non ci si deve scoraggiare; le domande riguardano il testo stesso ed è con quello che lo studente si deve confrontare mettendo in campo le proprie capacità di comprensione e interpretazione. Stesso esercizio di comprensione va attivato per il testo argomentativo della tipologia B; anche qui quello che conta non è tanto la conoscenza della materia trattata (può aiutare ma non è indispensabile), ma la comprensione degli snodi del discorso che si ha davanti, il metodo e la sequenza del ragionamento seguito dall’autore/autrice, le soluzioni espressive e retoriche utilizzate ai fini di una maggiore efficacia comunicativa. Comprendere come funziona un testo, sia letterario sia argomentativo, permette di decodificare qualsiasi altro testo e di affrontare quindi con strumenti più acuminati le sfide della vita reale.

Coerenza e attinenza dell’argomentazione

Il secondo passaggio da seguire è quello della coerenza e dell’attinenza dell’argomentazione ed è necessario innanzitutto, anche qui, capire esattamente la consegna. Inutile accumulare nozioni e dati, se non sono assolutamente pertinenti; immaginiamo di trovarci in una situazione comunicativa reale e non simulata per una prova d’esame; l’importante è argomentare il proprio pensiero con ordine e coerenza, seguire un filo conduttore, non discostarsi dalla consegna, manifestare rispetto per le opinioni altrui: una prova di cittadinanza e un esercizio critico necessario per affrontare tutte le situazioni della vita con responsabilità, consapevolezza e spirito civico. Ogni candidato deve usare gli strumenti che ha acquisito nel suo percorso di studio e nelle sue esperienze e che devono consentirgli di esporre le sue opinioni e confrontarsi con gli altri.

Come gestire i campi aperti

Terzo passaggio: come gestire i campi aperti, dedicati alla riflessione e cioè la domanda conclusiva nell’analisi del testo, la produzione richiesta nella tipologia B e lo svolgimento nella C?

Per l’analisi di un testo letterario, alle domande volte a saggiare la comprensione degli snodi testuali segue la richiesta di una riflessione più ampia, in grado di stabilire connessioni con la storia e con altri autori, temi, testi, anche di altre tradizioni. Nella tipologia B si approfondisce l’argomento trattato e si espongono possibili sintesi e diverse interpretazioni del discorso. Lo svolgimento libero non significa anarchia, ma capacità di dialogo e argomentazione a partire da voci altrui e sollecitazioni, sempre in base alle conoscenze in possesso di ognuno.

Il testo di partenza della tipologia C deve essere visto come un’ancora attorno alla quale esporre il proprio pensiero in modo ordinato e coerente, contestualizzando sempre le sintesi personali che devono contribuire al dibattito generale; bisogna immaginare di avere di fronte degli interlocutori ai quali comunicare le proprie idee in modo chiaro.

Un ultimo accorgimento; la prima prova può sembrare facile, o almeno più facile delle altre, ma non lo è; non bisogna sottovalutarla, anche se non esiste un’unica risposta ai quesiti, perché in realtà permette di dimostrare l’acquisizione di competenze comunicative essenziali. Proprio per questo non è una semplice tappa burocratica di un percorso scolastico, ma un banco di prova della capacità di muoversi nel mondo e dare voce alle proprie idee.

Professore ordinario di Letteratura italiana all’università La Sapienza Roma e presidente dell’Associazione degli italianisti

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