Materia trasversale

Maturità 2025, dal digitale all’ambiente: ecco quanto pesano le competenze di educazione civica sulla prova orale

Nel colloquio il candidato deve dimostrare di aver maturato le competenze come definite nel curricolo d’istituto e previste dalle attività declinate dal documento del 15 maggio.

di Laura Virli

4' di lettura

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Nel colloquio orale sono riconoscibili quattro momenti, uno dei quali è riservato alla trattazione dei percorsi di educazione civica affrontati dal candidato negli anni scolastici precedenti, e delineati dal consiglio di classe nel documento del 15 maggio.

Il quadro di riferimento

Ma perché dedicare una parte dell’esame all’insegnamento dell’educazione civica? Ebbene, questa materia, trasversale a tutte le discipline di ogni curricolo di studi, è tornata ad essere obbligatoria, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, come risultato (voluto all’epoca da tutto il Parlamento) dell’applicazione della legge n. 92/2019. Al termine di una sperimentazione quadriennale, con il decreto 183 del 2024, su impulso del ministro Valditara, sono state adottate nuove linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica che sostituiscono totalmente le precedenti, ma il monte orario non è cambiato. Non meno di 33 ore nell’anno scolastico affidate ai docenti del consiglio di classe, con l’obiettivo di fornire ai giovani in crescita tutti quegli strumenti utili per diventare cittadini responsabili e attivi, per sviluppare le competenze digitali, per promuovere lo sviluppo del pensiero critico, l’educazione all’uso etico del digitale e il contrasto alle mafie, la promozione della salute e dei corretti stili di vita, etc.

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Si tratta, inoltre, di una materia, a tutti gli effetti, oggetto di valutazione periodica e finale, con un coordinatore della materia in ogni classe che assegna il voto in pagella. Tanto che, con un voto inferiore a sei decimi in sede di scrutinio finale non si è promossi alla classe successiva o non si è ammessi all’esame di Stato. Ma c’è di più. Durante il colloquio, il candidato deve cercare di dimostrare di aver maturato le competenze di educazione civica come definite nel curricolo d’istituto e previste dalle attività declinate dal documento del 15 maggio. E da quest’anno, per chi ha ottenuto 6 in condotta, la legge 50/2024 prevede obbligatoriamente anche la discussione di un elaborato critico sulla cittadinanza attiva e solidale.

Valutazione dell’educazione civica

All’esame non è prevista la nomina di un commissario specifico proprio in considerazione del fatto che l’insegnamento dell’educazione civica è, di per sé, trasversale alle singole discipline.

Non è, inoltre, riconoscibile una fase distinta durante il colloquio per questa materia; in qualunque momento, durante la trattazione degli argomenti scelti dalla commissione o in base agli stimoli dei commissari delle singole materie o nell’illustrazione dei progetti Pcto, il candidato ha la possibilità di dimostrare di aver maturato le competenze e le conoscenze previste dalle attività di educazione civica, per come enucleate all’interno delle singole discipline.

Analizzando la griglia nazionale di valutazione del colloquio, allegata alla Om 67/2025, è anche evidente che la norma ha voluto dare un peso rilevante alla valutazione della performance del candidato in questa tematica, tanto che per l’indicatore “capacità di analisi e comprensione della realtà in chiave di cittadinanza attiva a partire dalla riflessione sulle esperienze personali” il candidato può ottenere fino a 2,5 sui 20 a disposizione.

Documento del 15 maggio

Bisogna rintracciare nel documento del consiglio di classe la parte dedicata alle attività di Educazione civica, svolte durante l’anno scolastico, sotto forma di percorsi di studio e di approfondimento curricolare o extra curricolare, per moduli o unità di apprendimento (UdA), enucleati all’interno delle singole discipline.

Chiaramente, in base all’autonomia didattica, ogni consiglio di quinta inserisce in modo diverso le attività svolte nel documento. Può essere presente una tabella, un paragrafo, uno schema o altro che descrive i percorsi sviluppati, da cui il candidato può ricavare alcune valide indicazioni. Si potranno leggere i nuclei concettuali presi in esame per la costruzione dei percorsi interdisciplinari, scelti tra Costituzione, diritto (nazionale e internazionale), legalità, contrasto alla criminalità organizzata e ai fenomeni di bullismo; sviluppo economico e tutela dell’ambiente, bioeconomia e biodiversità; cittadinanza digitale e utilizzo consapevole dei mezzi di comunicazione e dell’intelligenza artificiale, etc. Sarà evidenziato il titolo del percorso, come ad esempio “Il mondo globalizzato”, “Sostenibilità economica”, “La libertà di stampa, trasparenza e privacy”. Sarà presente la descrizione dei contenuti svolti con l’indicazione della finalità generale, dei traguardi per lo sviluppo delle competenze e degli obiettivi di apprendimento. Saranno anche menzionati i testi di riferimento utilizzati, gli eventuali approfondimenti sviluppati, gli strumenti digitali utilizzati, le materie coinvolte. Infine saranno delineate le competenze acquisite individuate dal consiglio di classe in merito al lavoro svolto in classe.

La preparazione del candidato

Partendo dal documento del consiglio di classe che ogni candidato deve tener ben presente, ecco, di seguito, qualche suggerimento per organizzare il lavoro di preparazione all’esame riguardo all’educazione civica. Con la consapevolezza che si possono guadagnare fino a 2, 5 punti se si dimostra di aver maturato ottime competenze in tale materia trasversale.

Se è vero che le “domande” di educazione civica possono variare in base al documento del 15 maggio, e dunque ai percorsi tematici effettivamente svolti in classe, è importante che sia il candidato a condurre la trattazione dell’educazione civica in funzione di come avviene il colloquio. In pratica, molto dipende anche se si riesce ad inserire nel discorso alcuni argomenti di educazione civica. È assai improbabile, e anche fuori dalle regole che disciplinano l’esame, che la commissione faccia domande specifiche e aggiuntive sulla materia se si è già dimostrata padronanza sulle tematiche già trattate durante l’orale.

Occorre tener presente che anche questa parte del colloquio tiene conto di indicatori, livelli, descrittori, punti previsti per il colloquio. Pertanto, nel prepararsi, è necessario cercare di allenarsi a collegare tra loro le conoscenze acquisite nei percorsi tematici inseriti nel documento di classe. Sforzarsi, inoltre, di esporre in maniera chiara e critica le proprie argomentazioni, rielaborando i contenuti acquisiti in modo personale. Se si vuole aspirare al massimo punteggio è fondamentale mostrare ricchezza e padronanza nel linguaggio lessicale e far veder che si è in grado di analizzare e comprendere la realtà, in particolare in chiave di cittadinanza attiva, anche attraverso esempi ricavati dalla propria esperienza di vita.

Una raccomandazione a voi maturandi: fate bene all’esame questa parte relativa all’educazione civica. Sebbene ribattezzato “esame di Stato” sotto Berlinguer, nell’immaginario collettivo resta “la maturità” varata da Gentile nel 1923, un traguardo da raggiungere per dimostrare di essere pronti ad uscire da scuola ed entrare nella società da “cittadini attivi e consapevoli”.

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