Requisito d’ammissione

Maturità 2025, come valorizzare i percorsi di scuola-lavoro durante il colloquio orale

Nei licei i Pcto puntano a sviluppare competenze trasversali attraverso esperienze culturali significative. Gli istituti tecnici li orientano verso esperienze professionalizzanti specifiche del settore di studio

di Laura Virli e Claudio Tucci

(ANSA/CIRO FUSCO)

4' di lettura

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Dopo sette anni d’attesa l’alternanza scuola-lavoro, diventata ora percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto), è requisito d’ammissione agli esami di maturità. A prevederlo è un decreto del ministero dell’Istruzione e del merito, con annessa circolare esplicativa, inviati in primavera alle scuole. A rendere l’ex alternanza scuola-lavoro requisito d’ammissione all’esame di Stato è stato uno dei decreti attuativi della Buona Scuola (Dlgs 62 del 2017). Ma questo provvedimento non è mai entrato in vigore perché sempre “sterilizzato” da una norma ad hoc (spesso il decreto Milleproroghe). Poi con il Covid e le lezioni a distanza non tutte le scuole avevano potuto realizzare le ore previste di scuola-lavoro.

Caduta anche la motivazione della pandemia, l’attuale governo ha deciso di dare attuazione alla normativa vigente. Ora quindi bisognerà aver svolto le ore previste dalla legge: 90 nei licei, 150 negli istituti tecnici e 210 nei professionali.

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Le tipologie di Pcto

Le attività di Pcto sono progettate in coerenza con il profilo educativo e professionale del corso di studi, ma con un crescente livello di specializzazione tecnica e pratica passando dal liceo al professionale.

Nei licei, i percorsi puntano a sviluppare competenze trasversali attraverso esperienze culturali significative. Gli studenti collaborano con musei e biblioteche per catalogare opere o guidare visitatori, partecipano a stage presso redazioni e case editrici per affinare capacità comunicative, o si immergono in progetti scientifici presso università e laboratori di ricerca.

Gli istituti tecnici orientano i percorsi scuola-lavoro verso esperienze professionalizzanti specifiche del settore di studio. Gli istituti tecnici industriali li organizzano presso aziende manifatturiere o di automazione, dove gli studenti partecipano a processi produttivi e progetti di sviluppo tecnologico. Gli istituti tecnici per il turismo prevedono esperienze presso agenzie di viaggio, hotel e uffici del turismo. Per gli indirizzi informatici sono comuni i percorsi di scuola-lavoro presso aziende di software o reparti IT di grandi imprese, dove gli studenti collaborano allo sviluppo di applicazioni o alla gestione di reti informatiche. Molti istituti tecnici organizzano imprese formative simulate, dove gli studenti gestiscono un’azienda virtuale in tutte le sue funzioni.

Negli istituti professionali, si mira direttamente all’inserimento lavorativo con esperienze pratiche intensive. Per gli istituti alberghieri, periodi di formazione in ristoranti ed hotel. Gli istituti per l’industria e l’artigianato organizzano tirocini presso officine meccaniche, aziende di impiantistica o laboratori di moda, dove gli studenti partecipano direttamente ai processi produttivi. Per gli indirizzi sociosanitari sono previste esperienze presso asili nido, case di riposo e centri diurni, con attività di assistenza e animazione. Gli istituti per l’agricoltura prevedono esperienze “on the job” presso aziende agricole, vivai e imprese di trasformazione alimentare, dove gli studenti partecipano alle attività produttive stagionali.

Attestazione e valutazione dei Pcto

Insomma, adesso che queste esperienze “on the job” tornano centrali nei percorsi scolastici vediamo come devono essere attestate e valutate. Per i candidati interni, la valutazione dei Pcto avviene attraverso un processo ben definito che coinvolge diversi soggetti, consigli di classe, tutor esterni e interni. In sede di scrutinio finale, queste esperienze sono valutate considerando sia le competenze trasversali che quelle tecnico-professionali acquisite dagli studenti durante i percorsi. Il processo valutativo si basa principalmente sull’osservazione del tutor esterno, che monitora lo studente nel contesto lavorativo e compila apposite schede di valutazione relative all’impegno, alle capacità relazionali, organizzative e alle competenze professionali mostrate.

Le competenze acquisite vengono certificate con attestazioni che confluiscono nel curriculum dello studente e nel credito scolastico, influenzando il voto finale dell’esame di Stato. Il consiglio di classe, oltre ad inserire nel curriculum le attività Pcto svolte, allega al Documento del 15 maggio, anche tutte le attestazioni e le valutazioni conseguite al termine dei percorsi di scuola-lavoro realizzati nel triennio.

Per i candidati interni che, a seguito di esame di idoneità, sono, invece, stati ammessi al penultimo o all’ultimo anno di corso, i Pcto svolti in precedenza devono essere documentati con il patto formativo individuale e l’attestazione delle competenze dalla precedente scuola con il numero di ore svolte. Per le «attività assimilabili ai Pcto» è necessaria una dichiarazione del datore di lavoro o del responsabile della struttura ospitante.

Per i candidati esterni, che non hanno svolto i percorsi Pcto, conteranno le «attività assimilabili ai Pcto», vale a dire tutte quelle esperienze lavorative nella forma di lavoro dipendente o autonomo e le attività di apprendimento svolte in un contesto lavorativo formale e non formale, al fine di acquisire competenze trasversali o tecnico professionali sotto la responsabilità e guida di un tutor, di un datore di lavoro o di un responsabile della struttura ospitante, anche sotto forma di volontariato, stage aziendale, tirocinio e apprendistato. Per la validità del percorso del candidato, le citate attività, complessivamente svolte dal medesimo, devono corrispondere ad almeno tre quarti del monte ore previsto dal percorso di studi per il quale il candidato esterno intende sostenere l’esame di Stato.

L’alternanza all’orale

Il ritorno dell’ex alternanza scuola-lavoro (noi ancora preferiamo chiamarla così - in attesa che il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, la assegni il nome migliore) come requisito d’ammissione all’esame di Stato non supera la previsione che comunque i percorsi di scuola-lavoro trovino spazio anche nel corso del colloquio orale. Per i candidati interni, durante il colloquio, sarà prevista una fase in cui viene valutata la capacità del candidato di saper analizzare criticamente e correlare al percorso di studi seguito, mediante una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze svolte nell’ambito dei Pcto (o attività assimilabili) e dell’apprendistato di primo livello, con riferimento al complesso del percorso effettuato.

Per i candidati esterni che non hanno svolto i percorsi Pcto, il colloquio andrà a valorizzare, invece, il patrimonio culturale della persona a partire dalla storia professionale e individuale, quale emerge dal patto formativo individuale, e a favorire una rilettura biografica del percorso anche nella prospettiva dell’apprendimento permanente.

Un consiglio a voi maturandi: fate valere durante il colloquio orale le vostre esperienze (altamente formative) di scuola-lavoro (o di attività assimilate), non limitatevi a risposte sommarie e sbrigative. Piuttosto condividete tutte quelle attività che vi hanno segnato positivamente e soprattutto vi hanno suscitato interesse e consapevolezza per il vostro futuro personale e professionale.

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