Negli istituti professionali, si mira direttamente all’inserimento lavorativo con esperienze pratiche intensive. Per gli istituti alberghieri, periodi di formazione in ristoranti ed hotel. Gli istituti per l’industria e l’artigianato organizzano tirocini presso officine meccaniche, aziende di impiantistica o laboratori di moda, dove gli studenti partecipano direttamente ai processi produttivi. Per gli indirizzi sociosanitari sono previste esperienze presso asili nido, case di riposo e centri diurni, con attività di assistenza e animazione. Gli istituti per l’agricoltura prevedono esperienze “on the job” presso aziende agricole, vivai e imprese di trasformazione alimentare, dove gli studenti partecipano alle attività produttive stagionali.
Attestazione e valutazione dei Pcto
Insomma, adesso che queste esperienze “on the job” tornano centrali nei percorsi scolastici vediamo come devono essere attestate e valutate. Per i candidati interni, la valutazione dei Pcto avviene attraverso un processo ben definito che coinvolge diversi soggetti, consigli di classe, tutor esterni e interni. In sede di scrutinio finale, queste esperienze sono valutate considerando sia le competenze trasversali che quelle tecnico-professionali acquisite dagli studenti durante i percorsi. Il processo valutativo si basa principalmente sull’osservazione del tutor esterno, che monitora lo studente nel contesto lavorativo e compila apposite schede di valutazione relative all’impegno, alle capacità relazionali, organizzative e alle competenze professionali mostrate.
Le competenze acquisite vengono certificate con attestazioni che confluiscono nel curriculum dello studente e nel credito scolastico, influenzando il voto finale dell’esame di Stato. Il consiglio di classe, oltre ad inserire nel curriculum le attività Pcto svolte, allega al Documento del 15 maggio, anche tutte le attestazioni e le valutazioni conseguite al termine dei percorsi di scuola-lavoro realizzati nel triennio.
Per i candidati interni che, a seguito di esame di idoneità, sono, invece, stati ammessi al penultimo o all’ultimo anno di corso, i Pcto svolti in precedenza devono essere documentati con il patto formativo individuale e l’attestazione delle competenze dalla precedente scuola con il numero di ore svolte. Per le «attività assimilabili ai Pcto» è necessaria una dichiarazione del datore di lavoro o del responsabile della struttura ospitante.
Per i candidati esterni, che non hanno svolto i percorsi Pcto, conteranno le «attività assimilabili ai Pcto», vale a dire tutte quelle esperienze lavorative nella forma di lavoro dipendente o autonomo e le attività di apprendimento svolte in un contesto lavorativo formale e non formale, al fine di acquisire competenze trasversali o tecnico professionali sotto la responsabilità e guida di un tutor, di un datore di lavoro o di un responsabile della struttura ospitante, anche sotto forma di volontariato, stage aziendale, tirocinio e apprendistato. Per la validità del percorso del candidato, le citate attività, complessivamente svolte dal medesimo, devono corrispondere ad almeno tre quarti del monte ore previsto dal percorso di studi per il quale il candidato esterno intende sostenere l’esame di Stato.